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Quali sono i trend del mercato del vino italiano nel 2021 e in che modo la pandemia ha cambiato i consumi? A queste e altre domande prova a rispondere il primo report congiunto sul settore vino & spirits italiano pubblicato dall’Area Studi Mediobanca, l’Ufficio Studi di SACE e Ipsos. Tre gli ambiti su cui si sofferma c’è l’analisi dei mercati domestici, quella dei mercati del vino internazionali e lo studio delle dinamiche socio-culturali di consumo.

Trend mercato vino italiano 2020: effetto Covid

Il 2020 sarà un anno difficile da dimenticare per tutti, settore vino compreso. “I maggiori produttori italiani di vino – recita il comunicato di presentazione del report – hanno chiuso l’anno con un calo del fatturato del 4.1%“. Nello specifico, le differenze tra i diversi canali di vendita sono state notevoli:

  • Le cooperative hanno contenuto la flessione al 2%;
  • Sale l’incidenza della Gdo rispetto al 2019, che passa dal 35,3% al 38%
  • I numeri peggiori sono per il canale Horeca, che passa dal 17,9% al 13,4%, segnando un -32,7%. 
  • Calano anche wine bar ed enoteche, una contrazione dovuta in gran parte alla chiusure per il contenimento della pandemia, registrando un -21,5% (dal 7% al 6,7%).

Ma il 2020 ha fatto segnare anche numeri positivi. Tra i trend in crescita, c’è quello legati al mercato dei vini bio, le cui vendite sono aumentate del 10,3%, dei vini vegani (+0,5%, anch’esso al 2,3% del totale) e, per il 5,8%, dei vini confezionati in contenitori alternativi al vetro (brick, lattine, bag in box). Meno bene, invece, i vini biodinamici, in caduta del 21,9% e confinati allo 0,1% del mercato.

L’ascesa del bio in Italia, d’altronde, si dimostra sempre più evidente e anche istituzioni e associazioni di categoria si mostrano sensibili al cambiamento. L’Italia sarà, infatti, il primo Paese in Europa a dotarsi di una certificazione per i vini Green. Intanto, sempre in ottica vino e sostenibilità, il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli ha dichiarato che entro settembre sarà firmato il decreto attuativo sul Disciplinare della sostenibilità del settore vitivinicolo.

Quante persone comprano vino online?

Tra i grandi protagonisti del 2020 c’è stato lui, l’e-commerce. “L’online è esploso durante la pandemia – continua la nota – . +74,9% le vendite sui portali web di proprietà, +435% per le piattaforme online specializzate, +747% i marketplace generalisti. Nel 2020 gli investimenti nel digital dei maggiori produttori di vino sono aumentati del 55,8%, a fronte di un calo del 14,3% degli investimenti complessivi e del 13,4% della spesa pubblicitaria”.

Numeri importanti, che non sembrano calare nonostante il graduale ritorno verso la normalità. I consumatori post-Covid si sono abituati a comprare vino online e non sembrano voler tornare indietro.

“L’acquisto online è la stella dell’ultimo anno. L’e-commerce di proprietà delle cantine consente alle persone di accedere direttamente al viticoltore: prima del lockdown, il 71% degli italiani non aveva mai fatto un acquisto online dai siti di una cantina. Oggi la quota è scesa di sette punti (64%). Inoltre, la percentuale di persone che prima del Covid non aveva mai fatto ricorso al sito e-commerce o all’offerta online di una enoteca era del 74%. Oggi la percentuale è scesa al 69%”.

Export vino italiano 2020: cosa è cambiato?

Nel 2020, l’export di vini e spiriti italiani ha toccato quota 7,8 miliardi di euro. Si tratta di un primo stop, dopo anni in cui la crescita era stata costante. Più nel dettaglio, l’export di vini si è contratto del 2,3%, quello di spirits del 6,8%. Ma verso quali Paesi si è orientato il mercato e con quale valore? Il report si è soffermato sui principali Paesi importatori di vino italiano e distillati. Questi i dati.

Vino:

  • Il 23,1% del vino italiano esportato all’estero è diretto verso gli Usa (23,1% del totale), Germania (17,1%) e Uk (11,4%). 
  • Il 2020 ha consegnato variazioni differenziate: le nostre vendite sono in flessione negli Stati Uniti (-5,6%) e in UK (-6,4%), mentre si è mossa in controtendenza la Germania (+3,9%). L’export di vino italiano in Usa è, d’altronde, da sempre un tassello importante. Per questo, nel corso di tutto questo anno di pandemia, cantine e consorzi hanno continuato a chiedere sostegni dal Governo. Continuando anche a investire in promozione. 

Spiriti:

  • L’Europa è la destinazione privilegiata (60,4% del totale).
  • Due i mercati di sbocco preferenziali, Stati Uniti e Germania, che fanno il 40% del totale.
  • Nel 2020 lo sviluppo del mercato statunitense (+21,5%) ne ha fatto la prima destinazione per le vendite oltreconfine di spirits italiani, scalzando dal primo gradino del podio la Germania (+3,5%).

Tendenze export vino italiano 2021

E nel 2021? I segnali di ripresa ci sono. Lo hanno confermato, qualche settimana fa, i dati di Ismea e Unione italiana vini (Uiv), che hanno o elaborato i dati Istat relativi alle esportazioni di vino nel primo trimestre del 2021, disegnando una curva verso l’alto.

Va nella stessa direzione il report di Area Studi Mediobanca, l’Ufficio Studi di SACE e Ipsos, che tracciano le prospettive per l’export di vino italiano nel biennio 2021-2022.

  • Nel biennio 21-22 si attende un aumento dei consumi di vino del 3,8% l’anno per molti tra i principali mercati.
  • Per i due grandi importatori di vino italiano la crescita media annua è del 2% per gli USA e del 3,1% per la Germania.
  • I consumi di vino in Svizzera sono attesi stabili.
  • L’export di vino italiano verso il Regno Unito merita un discorso a parte. La crescita prevista è del 2,4% l’anno, ma le prospettive sono complicate dagli sviluppi post Brexit.
  • Opportunità possono arrivare da mercati già noti al vino italiano: Canada e Giappone segnano un consumo atteso in forte crescita (+5,9% annuo per entrambi).
  • L’export di vino italiano in Cina mostra uno dei maggiori potenziali con un +6,3% annuo nel biennio 2021-22.
  • Una curiosità: il Vietnam, mercato ancora molto piccolo, ma che annovera una rilevante crescita dei consumi (+9,6%), anche grazie agli accordi commerciali con l’UE che proteggono le indicazioni geografiche e riducono le tariffe e i dazi.

La ripresa, dunque, sembra essere dietro l’angolo. “In generale – continua il report – i maggiori produttori di vino si attendono per il 2021 una crescita del 3,5%. Crescita che arriverebbe al 4,6% per la sola componente export. Per le maggiori società di spirits italiane, invece, si prevede un anno con vendite in crescita del 5,4% e del 4% per le esportazioni”.

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