Buchette del vino, il metodo anticontagio che arriva dal passato

Si trovano soprattutto a Firenze, ma se ne stanno scoprendo sempre di più in tutta la Toscana: le buchette del vino tornano al lavoro, nel 1600 con la peste, oggi causa Covid-19

C’è un filo rosso che collega la Firenze del 1600 e quella del 2020: passato e presente costretti ad affrontare una situazione difficile, ma capaci, proprio dalle difficoltà, di tirare fuori idee originali ed efficienti. Di cosa stiamo parlando? Delle buchette del vino, vere e proprie feritoie che, nel XVII secolo, servivano per far passare fiaschi e bicchieri durante la peste che flagellava l’Europa. Un metodo anticontagio che oggi, con l’emergenza Covid-19, a Firenze hanno pensato bene di recuperare.

Passeggiando per la città del giglio – ma anche per Pistoia e altre località toscane, come riporta il quotidiano La Stampa – se ne possono trovare tantissime, 150 in tutta la regione.

È nata addirittura un’associazione, le Buchette del Vino, appunto, con lo scopo di tracciarle, recuperarle e raccontare la loro storia. Spesso nascoste, altre volte murate e solo recentemente riaperte, fanno parte della storia della città e dei suoi abitanti, a testimoniare che ieri, come oggi, nonostante le differenze, certe cose restano uguali. Come il desiderio di non farsi mai mancare la compagnia di un buon vino.

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