CANTINA BORTOLOMIOL

Due secoli di storia e una rivoluzione lunga 70 anni. Un punto di riferimento nel panorama del Prosecco

La parola Mito è un termine che deriva dal greco antico e che possiede una doppia accezione. La prima, più nota, quella di narrazione, di favola, di storia. La seconda, invece, meno conosciuta, rimanda al significato di mito come di filo, catena, trama. Se si osservano con attenzione le colline tra Conegliano e Valdobbiadene, il duplice significato del termine Mito diventa comprensibile. I filari che si snodano sinuosi lungo il verde vivo delle colline sembrano ricami. Ricami che cavalcano colline, da est verso ovest, un versante baciato dal sole e l’altro protetto dai boschi. Ricami di una tela sempre diversa, i terroirs, dall’origine antichissima in cui si intrecciano due discendenze, da un lato quella dei ghiacciai, dall’altro quella del mare. Poi ci sono gli uomini, fatti di carne, ma con aspirazioni divine, visionarie, che questo territorio cominciano a scoprirlo. E per quanto impervio, scosceso, ardito, gli uomini riescono a domarlo: diventano loro stessi arditi, viticoltori eroici, decisi a ricamare questo territorio e ad intrecciare per sempre le loro storie con la sua.
Tra questi arditi, una delle figure più iconiche è quella di Giuliano Bortolomiol, un uomo che ha creduto incondizionatamente nelle potenzialità di questo territorio e del suo vino, il Prosecco. Così, alla fine degli anni ’40, con la sua motocicletta rossa e le sue bottiglie di Prosecco Bortolomiol caricate nel portapacchi, ha cominciato la sua rivoluzione, portando in giro il suo Prosecco tra le provincie di Belluno, Pordenone e Treviso, facendolo conoscere, assaggiandolo con gli amici, raccontandolo alle persone, esaltandone le qualità che lo rendevano un vino “Superiore“. Rivoluzione che nel tempo ha cominciato a svelare i suoi tratti più epici, più mitici: dalla fondazione della Confraternita del Prosecco, fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Tutti fili di una trama che hanno marcato il successo del vino Bortolomiol e la promozione del vino Prosecco a livello nazionale ed internazionale.
Fili che scorrono e si rincorrono tra i filari dei vigneti, che sprofondano nel terroir, in modo che nessuna narrazione si perda per sempre, perché affidata alla terra da cui è nata. Fili di un’eredità, che una volta districati, tornano a ricamare una nuova identità. Eredità ed identità di cui la moglie di Giuliano, Ottavia, e le figlie, Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana, sono le migliori interpreti, riuscendo a mantenere vivo quanto costruito dal padre, producendo vini sempre di qualità altissima, e raccogliendo nuove sfide perché questa narrazione possa sempre rinnovarsi, attraverso l’attenzione alla sostenibilità, alla sensibilità nei confronti del mondo dell’arte, al sostegno allo sviluppo dell’imprenditoria femminile e alla valorizzazione e al rispetto dell’ambiente e del territorio. Un territorio mitico che, grazie al suo Prosecco e alla recente proclamazione dell’UNESCO a Patrimonio Mondiale dell’Umanitàoggi, tra i suoi filari, comincia a tessere una nuova tela di una trama cominciata tanti anni fa. Una trama che tra i suoi filari ha intrecciato per sempre i sacrifici e le soddisfazioni, di tanti viticoltori. Le loro storie e quella della famiglia Bortolomiol.

Anno di fondazione della società Cantina Fratelli Bortolomiol

1949

Le donne Bortolomiol dedicano il Parco della Filandetta all'agricoltura bio

2008

Le esclusive collezioni Bortolomiol

6

The word Myth is a term that derives from the ancient greek and that has a twin-fold notion.

The first, and most known meaning is narration, tale. The second one, less known, is linked to a different meaning: thread, chain, texture. If we closely observe the hills between Conegliano and Valdobbiadene, the twin-fold meaning of the term myth gets understandable. The network of rows that winds over look like embroideries. The hills are covered by these embroideries from east to west, one face is kissed by the sun, the other is protected by the woods. This embroidered territory of ancient origin descends on one hand from the glaciers and on the other from the sea. And then, of course, there are the men, made of flesh and blood, but with divine and visionary aspirations that started to discover these lands, and as far as it was impervious, precipitous and bold, they still managed to tame it: and by doing so they became themselves the bold and heroic winegrowers that decided to embroider this territory and to forever interlace their stories with its. Among these bold mans, one of the most iconic personalities is indeed Giuliano Bortolomiol’s one, he has forever interlaced his life with the story of this land, unconditionally believing in the wine that this territory was able to create: the Prosecco. So, in the late 40’s, with his red Guzzi motorcycle and his Prosecco Bortolomiol placed in the bike rack, he started his revolution, carrying around his wine between the municipalities of Belluno, Pordenone and Treviso, making it known, tasting it with friends, telling its story to people, enhancing its qualities that made it a “superior” wine. This revolution, over time, started to reveal its most epical features: from the establishment of the Confraternita del Prosecco to the certification of the Controlled and Guaranteed designation of Origin (DOCG). All of these are the threads of a texture that marked the Bortomiol’s wine success and the promotion of the Prosecco wine, nationally and internationally. These threads slide and chase each other among the vineyards and then they sink into the ground, so that no story is lost forever because it is entrusted to the land from which it is born. These threads represents a legacy, and once untangled they start again, embroidering a new identity. This legacy and identity are best interpreted by Giuliano’s wife and daughters, they, in fact, manage to keep alive everything that their father built, always making top quality wines and facing new challenges so that this story can renew itself through the attention to sustainability, the sensitivity towards the art world, the support to female entrepreneurship, and the respect for the environment and for the territory. This is a Mythical territory that, thanks to its Prosecco and to the recent proclamation as Word Heritage of Humanity by UNESCO, today among its vineyards starts to embroider the new texture of an embroidery started so many years ago. An embroidery that, among its own vineyards has forever intertwined the sacrifices and the satisfactions, the moments of trouble and the ones of serenity of lots of winegrowers. Their stories along with Bortolomiol’s family story, their dreams along with Giuliano’s dream: to elevate his Prosecco from a local unpretentious product to a prestigious sparkling wine, known worldwide.

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