La cultura del vino cresce, il desiderio di toccare con mano la storia di un nettare anche. I tour sempre più wine experience.

Ancora le temperature non invitano a trascorrere le giornate fuori casa, ma qualche quotidiano minuto in più di luce squarcia già il freddo e fa accarezzare l’idea della bella stagione. Tutto ciò solletica le prime ipotesi tour: prossima meta, Pasqua 2018 (1°aprile). A noi piace il buon vino, i paesaggi intagliati dai lunghi filari, le cantine aromatizzate al mosto, la calda atmosfera delle bottaie. Non c’è dubbio che i tour dei wine lovers saranno mossi da rossi, bianchi, rosè, bollicine, denominazioni e incontri con vini e produttori prediletti.

A novembre, durante Terra Vocata , Monica Larner, giornalista per The Wine Advocate ha offerto un interessante assist all’enoturista, annunciando che la sua testata avrebbe adottato un wine story telling basato sulle zone di produzione, meglio ancora sui comuni. Bè sappiate che se l’idea vi alletta, oltre che partecipare a una verticale o una orizzontale di tutto rispetto tra i locali rustici, ristrutturati, moderni e funzionali delle migliaia di aziende italiane che aprono le porte ai turisti, sempre più vignerons danno la possibilità di degustare e cenare direttamente tra le loro preziose vigne, dando un assaggio del famoso clima meditativo filo spirituale che spesso leggete sulle storie dietro le vostre bottiglie. E se siete gente attiva potreste arrivarci in bicicletta. Idee? Firenze, nodo strategico per arrivi e partenze nazionali e internazionali, ma circondata nel raggio di pochi chilometri da ottimi produttori che vi consentono di unire arte, buona cucina, vino e wine experience.