La vendemmia 2018 ha rimpinguato le scorte della cantina Italia, ma questo potrebbe comportare un calo dei prezzi

Tutte le stime, dall’Oiv all’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea, concordano: la vendemmia 2018, in Italia, produrrà 49 milioni di ettolitri di vino. Una crescita significativa sulla poverissima campagna 2017 ma, sostanzialmente in media con gli ultimi 5 anni. Ed in attesa che tutte le uve siano raccolte, tornano a cresce, le giacenze nelle cantine del Belpaese, dove, al 15 ottobre 2018, dimoravano nel complesso 34,4 milioni di ettolitri di vino (sui 32,5 “censiti” al 30 settembre), secondo l’ultimo bollettino “Cantina Italia” dell’Icqrf, su dati del registro telematico

Con quasi un quarto del vino italiano detenuto dal Veneto (8,2 milioni di ettolitri), il doppio di quello nelle cantine di Toscana (4,2 milioni di ettolitri), 3,8 milioni di ettolitri sono invece “la dote enoica” dell’Emilia Romagna, 3,5 quella del Piemonte, 3 quella della Puglia. Con oltre la metà del vino italiano fatto da Doc e Docg (18,3 milioni di ettolitri), seguito da vini Igp (8,5 milioni di ettolitri), mentre i vini generici ammontano, nel complesso, a 7,5 milioni di ettolitri. Insomma, le scorte di cantina del Belpaese tornano a crescere.

Ma se nella campagna 2017 l’allarme era per il rialzo dei prezzi temuto, vista la scarsità di prodotto, ora c’è massima attenzione sull’effetto opposto, benché la vendemmia 2018 sia sostanzialmente in linea con gli ultimi anni (escluso il 2017). A guardare le ultime quotazioni Ismea, aggiornate alla quarta settimana di ottobre 2018, in effetti si registra un crollo del 28,7% sul 2017 per i vini bianchi comuni, a 3,83 euro ad ettogrado, e del 23,7% per i vino rossi, a 4,04 euro ad ettogrado. Per capirne di più, insomma, si dovrà aspettare ancora qualche settimana.