Soave: riconosciuto dalla Fao come Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale

Soave: riconosciuto dalla Fao come Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale

Secondo il gruppo consultivo scientifico Giahs, le colline e i terrazzamenti di Soave rappresentano uno dei sistemi agricoli meglio conservati di valore storico del Veneto

La Fao ha ufficialmente riconosciuto i vitigni del Soave in Italia e i tradizionali sistemi di coltivazione dell’uva in Iran, nella Valle di Jowzan, come Sistemi del Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale (Giahs). Entrambi i territori si sono distinti per il modo unico di produrre uva e prodotti a base di uva usando pratiche e conoscenze tradizionali preservando biodiversità ed ecosistemi.
Fanno parte della rete del patrimonio agricolo globale della Fao ben 54 straordinari paesaggi distribuiti 21 Paesi nel mondo. L’Italia conta tra i siti rurali, oltre ai vitigni del Soave, la fascia
olivata Assisi-Spoleto, anch’essa entrata nel 2018 nell’elenco dei siti da considerarsi patrimonio agricolo.
La produzione del Soave affonda le sue radici nell’epoca dell’impero romano. Proprio per la sua longevità si è reso necessario questo riconoscimento che ha l’obiettivo di tutelare il territorio come patrimonio dell’umanità, i cui tratti distintivi sono la pergola veronese, il sistema delle sistemazioni idrauliche fatto di muretti a secco e terrazzamenti (riconosciuti dall’Unesco come patrimonio immateriale), l’appassimento e il Recioto di Soave e l’organizzazione sociale dove cooperano 3.000 viticoltori.
Nel resoconto Fao si osserva come il sistema di allevamento delle viti e di produzione del vino Soave ha mantenuto i metodi tradizionali per la coltivazione dell’uva Garganega assicurando, anche nei periodi di crisi, una fonte di reddito sostenibile per viticoltori, produttori di vino e imbottigliatori. Inoltre, il consorzio Soave, con una filosofia basata sulla cooperazione e sull’innovazione, ha garantito a questo vino un posto nel mercato enoico.

Sandro Gini, presidente del Consorzio Tutela Vino Soave, commenta con grandissima soddisfazione il riconoscimento Fao che colloca così il Soave: “tra i più importanti sistemi agricoli e vitivinicoli al mondo, per la sua capacità di mantenere tradizioni centenarie, pur nella innovazione che deve contraddistinguere un sistema produttivo moderno, efficiente e capace di produrre reddito. Soave diventa esempio per l’intera umanità e di questo non possiamo che essere felici.”
Il percorso che ha portato a questo traguardo è stato intrapreso nel 2006 con la pubblicazione di «Un paesaggio Soave» dove per la prima volta era riconosciuto il valore intrinseco di tutti gli elementi distintivi e identitari di un territorio che si dedica alla viticoltura da più di 200 anni; nel 2015 l’edizione di «origine, stile e valori» dà il via al lavoro coordinato dal Consorzio, che ha portato al riconoscimento come Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano e alla scrittura della candidatura Giahs.

“Il riconoscimento non è un traguardo ma un punto di partenza, – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio – fatto dai tanti progetti che stiamo impostando per la conservazione dinamica di questo sito che è considerato unico al mondo. Tutto il sistema produttivo, attraverso questi progetti sta andando nella stessa direzione, fatta di sostenibilità e di fiducia nel futuro.”

About The Author

Myriam Zangari

Di adozione senese ma di puro sangue calabro, nella città del Palio si laurea in Archeologia e Scienze dell’Antichità. Creativa e curiosa, appassionata di ricerca, scrittura e fotografia, ama viaggiare alla scoperta di nuovi luoghi e nuove esperienze. Dopo aver studiato il vino nell’antichità si avvicina anche al mondo dell’enologia moderna iniziando a collaborare con la rivista.

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