More

    Sangiovese e Visparola, con loro è nata la famiglia dei vitigni italiani

    Vino senza solfiti, ma esiste davvero? Le risposte dell’enologo

    Se ne sente parlare sempre più spesso e ha catturato l'attenzione di un numero crescente di produttori, enologi ed esperti del settore. Stiamo parlando del vino senza solfiti.

    Industria 4.0 e vino, come beneficiare del Credito d’Imposta

    ERInformatica presenta il suo pacchetto “chiavi in mano” pensato appositamente per il mondo del vino, per virare verso un’industria 4.0 beneficiando del 50% in credito d’imposta.

    Vino Chianti, che successo: è boom di vendite da inizio 2021

    Il successo del Vino Chianti non si ferma, neanche in questo momento ancora - purtroppo - difficile causa pandemia

    Gin Tonic Day 2021

    Il 9 aprile è il Gin Tonic Day, ecco qualche consiglio per festeggiarlo al meglio!

    Gelate a Montalcino: si accendono i falò

    Come in Borgogna anche a Montalcino si accendono i falò per contrastare le gelate fuori stagione Il freddo è arrivato decisamente fuori stagione; dopo un...

    “C’era una volta una pianta di Sangiovese e una di Visparola…” Potrebbe cominciare la storia del vino italiano, con il classico incipit delle fiabe che tutti, almeno una volta, abbiamo sentito. A rivelarlo, uno studio internazionale, a cui ha partecipato anche un professore italiano.

    Lo studio sui profili genetici per risalire ai capostipiti del vitigno Italia

    Come rivela una nota di Ansa, lo studio genetico del germoplasma viticolo è stato da otto istituzioni scientifiche e pubblicato poi sulla rivista internazionale ‘Frontiers in Plant Science’. Primo autore dell’articolo, il professor Claudio D’Onofrio del Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa. Per risalire alla parentela, lo studio ha indagato i profili genetici di centinaia di varietà conservate nelle collezioni italiane e internazionali.

    Ad ispirare lo studio, un’idea. Quella che un contributo alla valorizzazione del patrimonio viticolo possa passare anche attraverso la possibilità di riconoscere e descrivere in modo univoco i diversi vitigni. Valutando le parentele tra loro esistenti e individuare i tipi ancestrali, cioè i capostipiti.

    L’interesse verso la pianta da cui il vino prende vita è estremamente vivace, in Italia come all’estero. Lo dimostrano, oltre a questo studio, numerose ricerche, come quelle che riguardano ad esempio i vitigni resistenti. L’Italia può, inoltre, contare su un istituto d’eccellenza come la Fondazione Edmund Mach, che ogni anno porta avanti numerosi progetti interessanti sull’argomento, dal cambiamento climatico ai cultivar che meglio si adattano a un territorio.

    Le parentele tra i vitigni italiani

    Lo studio ha evidenziato parentele tra i vitigni italiani che altri studiosi in passato avevano già ipotizzato. Ma sono anche emerse nuove relazioni genetiche del tipo genitore-figlio.

    “È emerso come il germoplasma tradizionale italiano discenda, in buona parte, da pochi vitigni primari, alcuni dei quali hanno impresso la loro impronta genetica in aree geografiche specifiche. Altri, invece, hanno esteso la loro impronta a tutto il territorio nazionale – spiega D’Onofrio -. Ne sono esempi lo ‘Strinto porcino‘, insieme al suo discendente ‘Sangiovese‘, il ‘Mantonico bianco‘ e l”Aglianico‘, principali capostipiti dei vitigni meridionali. ‘Visparola‘, ‘Garganega‘ e ‘Bombino bianco’ hanno, invece, lasciato la loro maggiore impronta genetica nell’Italia centrale. ‘Termarina (Sciaccarello)’, ‘Orsolina‘ e ‘Uva Tosca‘, capostipiti di numerose varietà locali diffuse nell’Italia nord-occidentale e centrale”.

    La ricostruzione dei pedigree ha poi evidenziato in particolare la centralità nell’origine del germoplasma italiano della ‘Visparola‘, un vitigno per il quale si può ipotizzare una migrazione dal sud verso il nord Italia lungo il versante orientale. Percorso inverso, invece, per il ‘Sangiovese‘, migrato verosimilmente dal sud al centro Italia lungo il versante occidentale.

    Sangiovese, un vitigno alla base di alcuni tra i vini italiani più famosi

    Per quanto riguarda il Sangiovese, identificato come uno dei vitigni capostipiti della Penisola, non si può dimenticare come le sue uve rientrino nella produzione di alcuni dei vini italiani più celebri. Si va, solo per citarne alcuni, dal Chianti e Chianti Classico al Brunello di Montalcino, dal Montefalco Rosso al Montepulciano d’Abruzzo, passando per il Sangiovese di Romagna e il Morellino di Scansano. Questo vitigno a bacca nera è, d’altronde, uno dei più diffusi in Italia e viene coltivato su oltre il 10% del territorio vinicolo italiano.

    Related Posts

    Ultimi Articoli

    Buona Pasqua da La Serena, un brindisi alla primavera con i vini della cantina

    Dal Brunello al Rosso di Montalcino, alla Cantina La Serena la Pasqua ha il profumo del buon vino. In attesa della bella stagione. La Pasqua coincide, quest'anno, con i primi...

    Laimburg, vini che invecchiano nella roccia

    La cantina scavata nella roccia porfirica è uno dei fiori all'occhiello di Laimburg, dove vengono conservati e affinati alcuni dei suoi vini. Qui si svolgono anche degustazioni ed eventi istituzionali

    Dl Sostegno: chi ne beneficierà e quali sono i parametri per fare domanda

    Dall'8 Aprile arrivano i fondi del Dl Sostegno Cambiano i parametri di assegnazione nel Dl Sostegno, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 Marzo: punto chiave...