Intervista al numero uno di Federvini su come cavalcare l’onda positiva per i nostri vini.

 

Lo abbiamo intervistato subito dopo l’assemblea annuale di Federvini (l’intervista completa su I Grandi Vini n° 102), dove Sandro Boscaini ha ipotizzato gli step per continuare a sviluppare la competività dei vini italiani cavalcando l’onda del Prosecco che si conferma apripista per molti mercati.

Quali sono le ‘roccaforti’ commerciali del vino italiano all’estero?
“Il vino è concentrato da tempo su tre mercati: Stati Uniti, Germania e Regno Unito. Sono destinazioni nelle quali possono esserci ulteriori margini di mercato, ma tale concentrazione non è certo immune da rischi (si pensi ai dazi del Presidente Trump o alla Brexit)”.

Come si può continuare a crescere tenendo un occhio sui competitors?
“Occorre bilanciare l’assetto delle esportazioni e guardare con coraggio al resto del mondo immaginando nuovi percorsi che premino la qualità, ovvero il valore. Ciò significa conoscere meglio i dati dei paesi concorrenti, lavorare sulla promozione quale leva di crescita attraverso un sistema di aggregazione per avanzare nei mercati dove siamo più attivi e penetrarne di nuovi con slancio”.

L’export delle bollicine è un plus valore o rischiamo un ‘effetto boomerang’ sui vini fermi?
“Il Prosecco in particolare ha dato una grande spinta a una crescita brillante dell’export. Ciò rappresenta un buon esempio e può essere un ‘apripista’ per le altre tipologie di vini. Occorre però lavorare di più e meglio affinché anche altre importanti referenze del vino italiano siano più presenti sui mercati esteri, trovando un equilibrio che premi la varietà”.