Rosso Morellino 2019: il futuro è nel “progetto green” del Consorzio

Rosso Morellino 2019:  il futuro è nel “progetto green” del Consorzio

Cambiamenti climatici, territorio e sostenibilità: la risposta del Consorzio è già in atto con il progetto Morellino Green.  A Scansano si guarda al futuro della viticoltura

L’appuntamento con  “Rosso Morellino” avvenuto lo scorso 13 maggio al Teatro Castagnoli di Scansano, è stato un incontro con gli addetti ai lavori per discutere di “marcato e sostenibilità”, una tematica sempre più influente e con risvolti ormai evidenti anche sul vitivinicolo. Un convegno in cui si sono alternati esperti del settore per illustrare con dati scientifici alla mano, le problematiche legate al Climate Change, ma anche raccontare le soluzioni e i provvedimenti presi dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano con il progetto  “Morellino Green”.

Rossano Teglielli Presidente del Consorzio, ha aperto i lavori esprimendo la volontà da parte di tutti i produttori di vino e degli stessi abitanti, di costruire un percorso di formazione, assieme anche alle doc Maremma e Montecucco, per “un’agricoltura sostenibile su un territorio non ancora compromesso”.– “La politica – ha commentato – deve occuparsi di agricoltura – “c’è bisogno di un’Europa più presente, in grado di contrastare certe prese di posizione d’Oltreoceano che a breve avranno effetti disastrosi sul Made in Italy. Tutto il comparto agricolo necessita di finanziamenti a tutela delle biodiversità. Le piccole e medie imprese devono ricevere sostegno: si ha la sensazione che non vi sia più attenzione al mantenimento della civiltà rurale. Occorre un piano agricolo, altrimenti la civiltà contadina scomparirà”.

Alessio Durazzi e Rossano Teglielli rispettivamente Direttore e Presidente del Consorzio Tutela Morellino di Scansano

Giorgio Dell’Orefice de Il Sole 24 Ore moderatore del convegno, ha  inaugurato il  primo focus sugli Scenari viticoli futuri legati al clima sempre più imprevedibile” a cura del Direttore del centro di ricerca per la viticoltura del CREA Diego Tomasi, il cui quesito centrale è  stato il seguente: cosa viene chiesto al viticoltore oggi? Una bella sfida soprattutto dal punto di vista fenologico con un decisivo cambiamento del ciclo vegetativo della vite che risulta anticipato andando ad incidere sugli zuccheri, l’acidità e il PH dei vini. Gli effetti sono l’aumento della componente zuccherina dovuta all’aumento delle temperature, mentre l’acidità è in diminuzione favorendo un aroma sempre più orientato verso la frutta matura e i sapori tropicali con un colore più attenuato. Tomasi ha inoltre evidenziato l’altro grande problema da affrontare, ovvero  la gestione dell’acqua: -“per recuperare l’acidità” – commenta – “ si può ad esempio calibrare un’adeguata concimazione dei terreni e per ridurne l’utilizzo si possono adottare impianti in grado di garantire alla pianta solo il quantitativo necessario, mentre per controllare la percentuale zuccherina, l’ideale sarebbe di spostarsi più in altura”. Soluzione quest’ultima peraltro già adottata poichè i vitigni si sono già innalzati di 200 metri.

Denis Pantini Direttore di Nomisma Agroalimentare e Wine Monitor  ha affrontato l’aspetto del mercato e in particolare qual è stata l’evoluzione dei consumi del vino a livello mondiale e del consumatore finale. Crescono Stati Uniti, Russia e Cina. Sull’export crescono gli spumanti italiani ma la Toscana emerge per i migliori vini rossi.  Il consumatore è più attento, si controllano di più i prezzi e la qualità e si preferiscono vini del territorio,  i vini sostenibili sono menzionati dal 18% dei consumatori.

MORELLINO GREEN

Alessio Durazzi Direttore del Consorzio Tutela Morellino di Scansano ha presentato il nuovo progetto ‘Morellino Green’, assieme a Mirco Bertelloni amministratore della società EmmeRent. Si tratta di un progetto di mobilità elettrica volto ad attirare turismo ecosostenibile con un circuito di ricarica di macchine elettriche a cui hanno già aderito una decina di aziende associate al Consorzio.  –“Vuole essere un progetto pilota sulla sostenibilità del territorio – ha proseguito – che parte dalla Maremma per poi diffondersi in tutta Italia focalizzandosi sulla parte naturalistica. Il nostro territorio è stato isolato e abbandonato soprattutto per l’assenza di industrializzazione. Oggi siamo pronti ad accogliere questo tipo di turismo coinvolgendo anche altre attività non vitivinicole. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione con EmmeRent e Dream Land Jaguar Land Rover, che ci hanno supportato nell’ideazione e nello sviluppo del progetto e insieme ai quali punteremo ad ampliarne la portata in futuro. Nell’ambito di  “Rosso Morellino” è andato on line per la prima volta  il nuovo sito www.morellinogreen.it.

 

Il convegno dal Teatro Castagnoli si è spostato nella scuola attigua con la Masterclass dal titolo “Che Morellino sei?” guidata da Filippo Bartolotta sommelier professionista che ha guidato la degustazione di ben 10 Morellini attraverso un “viaggio alla scoperta delle anime della denominazione, dal Sangiovese in purezza al suo rapporto con i vitigni complementari della Maremma”. Un momento interessante deliziato dagli assaggi dei vini selezionati da Filippo e dal racconto appassionato che ne fa descrivendo la storia delle piccole aziende, le rispettive cantine, il territorio affascinante che da un lato guarda il mare e dall’altro il Monte Amiata ma anche i monti dell’Argentario e con riferimenti alla biografia della denominazione risalente a quarant’anni fa. L’idea è stata quella di capire se il sangiovese in purezza si può riconoscere al calice o se i vitigni autoctoni ne danno un contributo riconoscibile. Dieci vini che rispecchiano la disomogeneità della denominazione e le declinazioni che prende il sangiovese: ad esempio in alcune vigne alla stessa altitudine vi sono enormi differenze.  Se guardano il mare  si percepisce nell’acino stesso la ricchezza di sale, mentre nelle vigne di fondo valle il sangiovese è più carico nel colore ed estrattivo, perchè risente di terreni argillosi. E ancora, la vigna che guarda il Monte Amiata  dà vita ad un sangiovese in cui lo zolfo è percepibile a livello organolettico, mentre il vino rimane più scarico. La Masterclass si è conclusa con la degustazione degli ultimi 4 calici, una piccola sfida nel riconoscervi la presenza di vitigni internazionali e autoctoni e commentare assieme le declinazioni del Morellino.

About The Author

Chiara Martinelli

Un passato nella moda la porta ad essere il riferimento fashion della redazione. La sua passione per il vino e in particolare per le bollicine, nasce tra quattro chiacchere e sorrisi, fino a diventare una vera professione. Gionalista pubblicista, si occupa anche di p.r. e social media.

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