Olio e uliveti, il report dell’annata 2022 nella regione Toscana

L’annata dell’olio 2022, tra pro e contro

Questa annata verrà ricordato per il caldo prolungato e l’assenza di piogge. Questi fattori hanno condizionato fortemente anche gli uliveti la raccolta delle olive 2022 nella regione Toscana.  Basta pensare che a fine ottobre già tre quarti della produzione era stata raccolta. La siccità e le alte temperature che ci accompagnano da maggio hanno determinato cali delle produzioni molto differenziate ma comunque sensibilmente migliori rispetto all’annata precedente. Per fortuna, nonostante i timori legati alla complessa congiuntura economica e all’impennata dei costi e delle bollette, i frantoi si sono fatti trovare pronti.

Il caldo non è stato però solamente una minaccia, ma una “scongiura”, almeno per la regione Toscana, per il problema della mosca dell’olivo. Il caldo estivo ha infatti tenuto bassa la pressione della mosca negli uliveti fino a fine settembre. E mentre gli olivicoltori in regime convenzionale che devono aspettare stanno difendendo le piante con le molecole a disposizione, mentre chi è in regime di biologico si trova in seria difficoltà.

“L’annata è andata bene – spiega Massimiliano Dindalini direttore della Confederazione italiana degli agricoltori – con una resa mediamente più alta rispetto agli altri anni e una qualità molto buona. La mosca non ha creato problemi: le alte temperature l’hanno scongiurata. E la quantità riesce a far recuperare qualcosa sui costi”. 

olio ulivi annata 2022

I costi di produzione e l’ innalzamento del prezzo dell’olio

La grande incognita di quest’anno, come in tutti i settori, sono i costi di produzione, che hanno rischiato di frenare l’attività. “Il rovescio della medaglia – spiega Dindalini – è infatti legato al balzo del costo per la molitura. Se fino allo scorso anno ammontava a 16, 17 euro al quintale, quest’anno è lievitato e va dai 22 ai 24 euro. E così per ogni litro di olio ci ritroviamo costi per la molitura pari a 1,50 euro”.

Questo preoccupa i produttori, ma anche il consumatore. “Si va dai 15 ai 18 euro al litro – prosegue Dindalini – anche se ci sono casi in cui la vendita arriva a 20 euro. Il problema è sempre la concorrenza degli olii a basso costo: si trovano in vendita anche a 4 euro al litro. Ma non parliamo di qualità: in questi casi è pessima”.

Restano anche le problematiche di un settore in affanno: “In Toscana – conclude Dindalini,  – gli olivi sono sempre più abbandonati. Ci sono iniziative, come quella del comune di Castiglion Fiorentino, che promuovono l'”adozione degli olivi”. Ma sono opere che fanno bene soprattutto al paesaggio, perché non bastano per sostenere l’attività imprenditoriale. Perché i costi sono sempre più alti e i rischi sono molteplici. Per gli olivicoltori sono tempi duri”.

L’iniziativa di Castel Fiorentivo: “adozione degli olivi”

Nella zona tra Taragnano e la Pieve siamo davanti a almeno cinquemila ulivi incolti. Le ragioni di questo progressivo abbandono sono molte, locali e generali. Una volta le colline erano abitate e ogni famiglia coltivava i propri ulivi e raccoglieva i suoi frutti. Oggi molti hanno lasciato le loro zone, lavorano nelle fabbriche o altrove, la coltivazione della terra non è più redditizia e la generazione che ancora cercava di far convivere la nuova attività economica con quella tradizionale sta scomparendo.

ulivi adozione

Al giorno d’oggi possedere un uliveto spesso diventa un peso. Il turismo legato all’agricoltura e al territorio, che negli ultimi decenni si è molto sviluppato, potrebbe subire un duro colpo.

“È innegabile che questo mondo, così prezioso per la nostra cultura e anche per la nostra economia, stia soffrendo molto – ci dice il sindaco. di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli – Proprio nei giorni scorsi, come “Città dell’Olio” abbiamo incontrato l’assessore regionale Stefania Saccardi, che ha mostrato grande attenzione all’argomento. Le cause sono tante e spesso derivano da fattori generali ma da parte nostra ci deve essere il massimo sforzo per fare tutto il possibile. Si è parlato di un’iniziativa che in altri ambiti ha già interessato le cooperative sociali, alle quali sono state affidate uliveti incolti. Le condizioni burocratiche vanno create ma chissà chi in futuro anche i giovani famiglie non possono prendere in adozione qualche decina di ulivi, coltivarli e procurarsi olio per il consumo, e i proprietari rimarrebbero con uliveti trattati come una volta”.

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