Olio d’oliva extra vergine, sequestro a Palermo: continua la lotta alla contraffazione

Olio di oliva extra vergine, scatta il sequestro a Palermo. La Guardia di Finanza ha sequestrato al porto di Palermo oltre 30 tonnellate di olio d’oliva, provenienti dalla Provincia di Andria e destinate a una società del Trapanese. Il prodotto nella documentazione di accompagnamento era catalogato come “extravergine”. Stipato in un container, non aveva però, le caratteristiche organolettiche proprie dell’EVO, tra tipologie e caratteristiche dell’olio.

Il sequestro avvenuto a Palermo ancora una volta fa emergere quanto la contraffazione di olio rappresenti un problema in tutta Italia, ma non solo. Scopriamo insieme quali sono i dettagli dell’operazione e come fare per riconoscere la contraffazione dell’olio extra vergine d’oliva.

Guardia di Finanza, l’operazione a Palermo per l’olio d’oliva contraffatto

In data 8 giugno 2023 si è tenuta l’operazione della Guardia di Finanza sull’olio di oliva extra vergine contraffatto. L’approfondito controllo della merce è stato svolto dai militari attraverso il prelevamento di alcuni campioni prontamente analizzati grazie all’ausilio dei funzionari dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agro alimentari. Le analisi hanno fatto emergere evidenti incongruenze qualitative che non consentivano di classificare il prodotto come “EVO”, ossia come olio extra vergine d’oliva. In sostanza, a differenza di quello che emergeva dall’etichetta, l’olio analizzato era tutt’altro che extra vergine d’oliva. Infatti, l’olio extravergine d’oliva, per essere definito tale, deve rispondere a determinate specifiche caratteristiche organolettiche, secondo quelli che sono i requisiti di legge.

L’operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo ha portato alla denuncia del titolare della ditta della Provincia di Andria, ritenuto responsabile della tentata frode in commercio.

I dati sull’olio d’oliva extra vergine contraffatto

In realtà, i controlli sui prodotti alimentari, così come quelli sul falso made in Italy, sono sempre più frequenti soprattutto, nel corso dell’ultimo periodo. Molte aziende in Italia vengono denunciate ogni anno per la commercializzazione di olio d’oliva contraffatto. Dai dati, viene fuori che le realtà che mettono in campo frodi alimentari sono almeno il 30% rispetto a quelle che si trovano in commercio.

In particolare, a fare emergere quanto la contraffazione sia diffusa, è stato anche un studio fatto dal laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Roma nel 2021 che aveva fatto emergere come almeno 7 prodotti su 30 analizzati avevano all’interno un olio che era tutt’altro che extra vergine, a differenza di quanto promesso sull’etichetta. Tra i marchi che erano finiti in questa inchiesta ve ne erano anche alcuni molto noti a livello nazionale e non solo.

Il fenomeno della contraffazione di olio d’oliva in Italia

A giugno 2022, l’ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) aveva fatto emergere insieme al Ministero competente, uno studio sull’attività operativa dei controlli in questo ambito. Era venuto fuori che il settore oleario è uno di quelli che ha una maggiore presenza di frodi alimentari. Infatti, i prodotti che erano emersi come irregolari nel settore merceologico dell’olio d’oliva nel corso del 2021 erano circa il l’11,7% su 9.324 controlli totali, mentre gli operatori irregolari erano il 13,8%. I sequestri erano stati 48 nel 2021 con 121.926 prodotti sequestrati in termini di kg. Infine, sono state oltre 1.250 le diffide, ben 31 le notizie di reato e 914 le contestazioni amministrative elevate.

Il protocollo d’intesa “Verum et Oleum”

Per cercare di scovare il fenomeno dei prodotti agro alimentari fasulli, in particolare l’olio extra vergine d’oliva, la Guardia di Finanza aveva sottoscritto già nel 2022, insieme al dipartimento dell’Ispettorato centrale della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), il protocollo “Verum et Oleum”. Questo aveva permesso di scovare:

  • oltre 2,3 milioni di litri di olio extra vergine di oliva irregolare su 183 controlli eseguiti in tutta Italia;
  • almeno il 27,2% dei campioni prelevati era il risultato non conforme alla normativa nazionale e comunitaria per qualità inferiore rispetto a quanto dichiarato.

I controlli intanto continuano e andranno avanti anche nel corso dei prossimi mesi per cercare di sventare fenomeni di questo genere.

Come riconoscere il vero olio extra vergine d’oliva

Riconoscere il vero olio extra vergine d’oliva non è facile, ma bisogna fare particolare attenzione soprattutto all’etichetta. Se si è di fronte a un’etichetta poco dettagliata è meglio evitare l’acquisto. Infatti, per legge, tutte le etichette dell’olio extravergine d’oliva devono essere controllate e devono avere tante informazioni sull’origine sulla materia prima, sulla Regione da dove il prodotto viene coltivato e sulla spremitura stessa delle olive. Inoltre, controllate anche elementi come:

  • scadenza che deve essere di 18 mesi dalla produzione;
  • informazioni sulla categoria dell’olio e sul procedimento protettivo;
  • la ragione sociale del produttore;
  • le condizioni di conservazione;
  • il lotto;
  • i dati sulla campagna di raccolta e le dichiarazioni nutrizionali.

Se l’etichetta è incompleta vuol dire che il prodotto non è a norma di legge. Fate anche attenzione a diciture ingannevoli che non ci devono essere, come ad esempio, “olio genuino” oppure “previene le malattie”. In più, ricordate: se il prezzo è troppo basso, ovvero al di sotto degli 8 euro al litro, quasi sicuramente non si tratta di un olio impeccabile. Da verificare, anche le proprietà organolettiche dell’olio che spesso vengono modificate quando non si tratta di un prodotto di buona qualità o non in linea con i requisiti previsti dalla legge.

Le caratteristiche, così come i pregi e difetti dell’olio, per legge, sono molto chiare: riguardano sapore, odore e colore che devono essere intensi, piacevoli e inconfondibili, già al primo assaggio. Per tale motivo, diffidate da chi cerca di vendervi cose differenti e piuttosto, verificate sempre che tutto sia a norma e segnalate eventuali dubbi su abusi.

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