Ismea, Italia secondo Paese produttore di olio nel mondo

In occasione dell’EnoliExpo di Bari, l’analista di mercato Ismea Tiziana Sarnari ha annunciato una notizia molto importante: l’Italia è la seconda produttrice mondiale di olio di oliva subito dopo la Spagna. Se a primo impatto può sembrare un’ottima posizione, in realtà non lo è, perché conferma il fatto che il Paese non sia autosufficiente e debba necessariamente importare olio di oliva dall’estero.

I numeri riportati, in ogni caso, non sono deludenti e il successo migliore riguarda proprio la Puglia, che domina la produzione nazionale con più di 195mila tonnellate (il doppio rispetto all’ano scorso). A seguire, si posizionano la Sicilia con 37mila tonnellate, la Calabria con 35mila tonnellate e la Toscana con 10mila tonnellate.

La situazione, invece, non è per niente favorevole in tutto il centro-nord, con un leggero barlume di speranza per Abruzzo e Basilicata.

Produzione olio di oliva Italia
Fonte: Ismea

Prendendo in esame il 2024, secondo Ismea l’Italia produrrà 325mila tonnellate di olio, quindi quasi il 35% in più rispetto al 2023, a confronto di una Spagna che recupererà sulla campagna precedente (767mila tonnellate rispetto alle 663mila del 2023) rimanendo, comunque, sotto i suoi soliti standard di oltre 1,4 milioni di tonnellate.

Al contempo, Ismea conferma anche il drastico calo produttivo di Grecia e Turchia, rispettivamente del 49,3% e del 44,7%, raggiungendo insieme appena 385mila tonnellate. In crescita, invece, la Tunisia con 200mila tonnellate e il Portogallo con 150mila, mentre il Marocco si arresta appena sopra le 100mila tonnellate.

Produzione olio di oliva nel mondo
Fonte: Ismea

Tornando in Italia, Ismea riferisce che in Italia si consumano 456mila tonnellate di olio interno; gli acquisti dall’estero ammontano a 535mila tonnellate (il che rende il Belpaese il primo importatore al mondo), mentre le esportazioni equivalgono a 359mila tonnellate.

Per quanto riguarda i prezzi, pare che siano migliorati e che quelli internazionali si siano via via avvicinati. In particolare, negli ultimi due anni i ritmi di crescita dei prezzi di Grecia, Spagna e Tunisia sono stati più “spinti” rispetto a quelli italiani.

Confronto sui prezzi tra Aifo e Italia Olivicola

E proprio sui prezzi si sono confrontati Aifo e Italia Olivicola sempre in occasione di EnoliExpo: in qualità di simbolo della dieta mediterranea e tra gli alimenti più consigliati dagli esperti di tutto il mondo, l’olio di oliva sta comunque affrontando una crisi molto seria, sulla quale è doveroso prestare molta attenzione.

Se da una parte i prezzi sono ormai giunti a livelli improponibili, dall’altra il potere di acquisto delle famiglie è calato drasticamente. Ecco perché le due parti hanno deciso di affrontare l’argomento cercando di trovare soluzioni e strategie per rilanciare il comparto. Tra i presenti, il presidente Sicolo ha sottolineato che l’olio di oliva di qualità continua a essere tanto apprezzato quanto ricercato dai consumatori, nonostante l’aumento del 20% del costo. A tal proposito ha dichiarato: “Solo uniti possiamo rivendicare la giusta attenzione a un comparto, quello primario, che negli ultimi anni è messo a dura prova non solo da calamità, fitopatie e problemi di ogni genere, ma anche da una serie di problematiche strutturali che meritano risposte serie e maggiore attenzione”

Italia Olivicola Cia Puglia Enoliexpo2024
Fonte: OlivoNews

In particolare, Sicolo ha fatto riferimento alla Xylella che, soprattutto negli ultimi anni, si è rivelato un problema a dir poco enorme per tutto il comparto dell’olio: “Vanno trovate e applicate soluzioni concrete – ha affermato – per restituire ai territori colpiti tutto il potenziale produttivo andato distrutto in questi anni. È una battaglia che deve unire tutta la Puglia, non dividerla. La ricerca per poter arginare questo batterio deve essere estesa all’ambito nazionale ed internazionale al fine di contrastarne la diffusione in maniera risolutiva e definitiva”.

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