A Caserta un convegno a 360 gradi sull’ Olivicoltura

Il Convegno sulla valorizzazione del patrimonio storico e culturale delle produzioni olivicole aurunche

Lo scorso 17 dicembre si è svolto a Sessa Aurunca (Caserta) il Convegno sull’olivicoltura: “Tutela e valorizzazione di un patrimonio storico e culturale delle produzioni olivicole aurunche”. Nello storico Salone dei Quadri del Castello Ducale, si è parlato della nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027, in vigore dal 1° gennaio, riguarda anche le produzioni olivicolo olearie Dop Igp. 

Sono molti gli argomenti trattati, a partire dai contributi accoppiati ad ettaro, passando per gli ecoschemi e i finanziamenti dei piani operativi delle organizzazioni di produttori. Si è trattato anche il tema delle giovani leve, sulle quali bisogna iniziare a scommettere prima che scappino da territori che sarebbero così destinati all’abbandono.

Il convegno sull’Olivicoltura che si è svolto a Caserta è stato promosso da Confagricoltura Caserta in collaborazione con Città di Sessa Aurunca, Regione Campania, Provincia di Caserta, l’Associazione Città dell’Olio e il Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Terre Aurunche Dop.

convegno caserta ovicoltura

Tutti i temi trattati durante il Convegno sull’Olivicoltura a Caserta

Il sindaco della città di Sessa Aurunca, Lorenzo Di Iorio, ha aperto il convegno, porgendo il saluto dell’Amministrazione comunale e sottolineando i rischi derivanti dal progressivo abbandono della coltura dell’olivo. I motivi sono da ricondurre alla scarsa redditività legata e alla eccessiva frammentazione del patrimonio olivetato. Questo avviene specialmente nelle aree più impervie, dove la presenza di esemplari secolari è al tempo stesso bene paesaggistico, insostituibile presidio ambientale e possibilità di riscatto economico e sociale del territorio.

Le tematiche trattate dai vari relatori sono state molte e tutte di rilevante importanza, andiamo a vederle tutte:

  • Mino Pignata, consigliere nazionale e coordinatore regionale per la Campania dell’Associazione Città dell’Olio, ha invece ricordato il ruolo del sodalizio nell’affiancare le città con importanti produzioni olearie al fine di esaltarne la tipicità mediante opportune campagne di valorizzazione delle Dop
  • a parlare di consapevolezza è stato Antonio Capuano, vicepresidente Consorzio Olio Dop Terre Aurunche. Ha ribadito l’esigenza di aumentare il livello di cognizione dei singoli imprenditori olivicoli e le possibilità di finanziamento del prodotto a denominazione rispetto alle prospettive di sviluppo del settore. Il tema è decisamente importante dato che che oggi, di fronte ai 6mila ettari di oliveti designati nella denominazione, le imprese aderenti al Consorzio sono solamente 7
  • Giorgio Magliocca, presidente della Provincia di Caserta, ha ribadito invece l’impegno dell’Ente locale a promuovere prodotti olivicoli e agroalimentari a denominazione del vasto e variegato territorio provinciale
  • l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, ha deciso di parlare dell’esigenza di costruire una filiera efficace ed efficiente.
convegno caserta ovicoltura

La nuova PAC introdotta e illustrata da Palma Esposito

Palma Esposito, responsabile nazionale Vino e Olio di Confagricoltura, ha relazionato sul tema “L’olivicoltura di qualità tra nuove politiche e la valorizzazione del Dop”, ponendo l’accento sulla nuova Pac.

Nella nuova PAC l’aiuto accoppiato ad ettaro sarà legato alla dimostrazione da parte del produttore olivicolo della effettiva destinazione delle olive per la produzione di oli Dop o Igp. Si parla di un incentivo di circa 117 euro ad ettaro e soprattutto un’opportunità da sfruttare. Nel caso di tutela di superfici olivetate di importanza paesaggistica e storica possibile trarre intorno ai 220 euro ad ettaro. Questo a patto che siano presenti almeno 60 piante ad ettaro e che vengano rispettati gli impegni relativi alla potatura biennale e al divieto di bruciatura dei resti sul luogo del taglio.

La responsabile nazionale del Settore Olivicolo di Confagricoltura ha poi illustrato l’ecoschema legato all’inerbimento – circa 120 euro ad ettaro – e quello dedicato invece alla semina di colture a perdere di interesse apistico (250 euro ad ettaro), non applicabili in contemporanea. Palma Esposito ha infine ricordato come con la nuova Pac i piani operativi delle organizzazioni di produttori saranno cofinanziati in relazione al valore della produzione commercializzata delle Op (organizzazioni di produttori).

Al convegno si è parlato anche ai giovani, invitandoli alla partecipazione

Marco Ciofo, responsabile nazionale Ufficio Organizzazioni dei Produttori di Confagricoltura, ha tenuto la relazione “Promozione e vantaggi della organizzazione economica”. Ha così spiegato le opportunità che provengono dalla costituzione o dall’adesione alle Op da parte degli agricoltori. A suo parere si tratta dell’unico vero strumento per iniziare a superare la frammentazione della produzione agricola, capace anche di generare economie di scala tali da rendere competitive le aziende agricole.

Infine, Paolo Mariani – presidente di Fooi ed Assofrantoi nonché direttore di Op Confoliva ha descritto “L’esperienza di Op Confoliva” parlando direttamente ai giovani. L’invito è quello di prendere parte al cambiamento di prospettiva, di farsi promotori dell’aggregazione tra produttori e del marketing territoriale e di prodotto necessario alla promozione di oli di assoluta qualità.

Il convegno sull’olivicoltura a Caserta si è concluso con la consegna al sindaco di Sessa Aurunca Lorenzo Di Iorio della bandiera dell’Associazione Città dell’Olio.

Related Posts

Ultimi Articoli