Città dell’olio e Regione Puglia: firmato il protocollo

Promozione e valorizzazione del territorio. Ecco i due principi su cui si basa il protocollo di Città dell’Olio insieme a Regione Puglia.

A Noci, in provincia di Bari è stato firmato da Regione Puglia e Città dell’Olio il protocollo per la la promozione e la valorizzazione dei territori e della cultura dell’extra vergine d’oliva. Si tratta di un’iniziativa che servirà a promuovere progettualità specifiche sul tema del turismo dell’olio e del recupero degli oliveti abbandonati.

Città dell’olio raggruppa circa 400 Comuni, di cui 35 pugliesi. Il protocollo vuole inoltre porre e basi affinché tra la Regione Puglia e le Città dell’Olio della Puglia si possa convenire all’attivazione di specifici progetti. Anche attraverso il coinvolgimento degli enti territoriali. Questo in in stretta relazione alla PAC Politica Agricola Comune ed alle politiche nazionali ed in collegamento con le Associazioni di categoria e di tutta la filiera olivicola regionale.

Olio extra vergine d’oliva

L’obiettivo: un piano regionale olivicolo.

L’impegno vedrà affrontare tematiche di sviluppo e d’innovazione per il miglioramento della competitività. Sempre nel rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica e del paesaggio. Tra le altre finalità ci sono la promozione di progetti e strategie di sviluppo per il recupero degli oliveti abbandonati. Segnati da calamità naturali o incendi.

Non mancheranno di certo anche i progetti di formazione con l’ausilio di organizzazioni di Assaggiatori Olio di Oliva. Si tratta di iniziative che vogliono diffondere la conoscenza dell’olio extra vergine di oliva e dei suoi territori di origine. Si parla quindi di un sostegno a 360° per la filiera olivicola e dei consumatori.

Olio EVO

Oleoturismo

Il protocollo, inoltre, servirà a promuovere progettualità specifiche volte alla maggior tutela e conoscenza della qualità dell’olio extra vergine di oliva. Verrà data particolare attenzione al tema del “Turismo dell’Olio”, istituito e riconosciuto nella Legge di Bilancio 2020 (art. 1, commi da 502 a 505). Questo coinvolge tutta la filiera olivicola dall’azienda agricola al frantoio, i ristoranti e gli enti territoriali in un’ottica di sostenibilità. Non mancherà di certo la formazione della filiera agricola e turistica, anche attraverso la collaborazione con le Associazioni di categoria, nonché attraverso il ricorso a specifici fondi europei.

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