Avviata la richiesta di riconoscimento IGP per l’Olio Campania

La richiesta per il riconoscimento IGP per l’olio Campania si fa sempre più concreta. Lo rivela una nota di Confagricoltura, che sottolinea come sia iniziato da qualche giorno il confronto sulla questione con la Commissione Europea. Una buona notizia per l’olio campano e per il settore oleario italiano in generale, che potrebbe arricchirsi di un nuovo prestigioso riconoscimento.

Richiesta IGP Olio Campania: cosa succede ora

“È iniziato da pochi giorni il confronto del Comitato Promotore con la Commissione europea, attraverso il ministero delle Politiche Agricole, per la proposta di riconoscimento dell’IGP “Olio Campania” – si legge nella nota di Confagricoltura -. Confagricoltura ha sostenuto fin dall’inizio questo progetto impegnandosi nella definizione del disciplinare e nella preparazione della documentazione a sostegno dell’istanza”.

L’iter è partito, non resta che aspettare cosa la Commissione deciderà. Intanto, si moltiplicano le voci a favore di questa richiesta.  

“La nostra regione è da sempre fortemente vocata alla coltivazione dell’olivo – ha affermato il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano –. E la reputazione della denominazione “Olio Campania” poggia su un legame antico: riferimenti e reperti storici fanno risalire la produzione di olio in Campania addirittura al VI-VII secolo a.C. E questo legame tra il nostro territorio, l’olivo, l’olio e la cultura è ancora forte e attuale”.

“Questo riconoscimento – prosegue Marzano – oltre a rappresentare un attestato all’impegno ed alla reputazione di tanti olivicoltori della nostra regione, distinguerebbe l’eccellenza dell’olio campano. Prodotto già conosciuto ed apprezzato proprio per le sue peculiarità”.

richiesta IGP olio Campania

Quale olio si produce in Campania

La Campania è una delle regioni italiane in cui si produce olio extra vergine d’oliva tra le più celebri sia a livello nazionale che internazionale. Tra le varietà di olio evo campano più famose, ci sono di certo l’olio Dop Colline Salernitane e l’Olio Extravergine d’Oliva del Cilento. Ma anche altre zone della regione sono volate all’olivicoltura.

!Oggi la Campania è nota, a livello internazionale, per il suo olio extra vergine – si legge ancora nella nota di Confagricoltura -. Un olio caratterizzato da un fruttato di oliva nel quale è sempre possibile riconoscere uno o più dei seguenti descrittori: mandorla, carciofo e pomodoro. Questi, unitamente alle note equilibrate di amaro e di piccante, contribuiscono a garantire l’apprezzamento e la riconoscibilità dell’ “Olio Campania” dei consumatori sempre più esigenti in termini di qualità”.

Quanto olio si produce in Campania? Confagricoltura dà una risposta anche a questa domanda. “La Campania, con il 6% circa del totale della superficie nazionale olivetata e un patrimonio olivicolo di oltre 8,5 milioni di piante, si colloca al quinto posto nella graduatoria delle regioni italiane produttrici di olio. La produzione media rappresenta l’8% di quella nazionale”.

Intanto, a proposito di numeri a livello nazionale, sono da poco uscite le stime di produzione dell’olio. Si parla di 315 mila tonnellate di olio di oliva per la campagna olivicola 2021-22. Un dato che mostra sicuramento una crescita del 15% su un 2020 particolarmente scarso.

Olio IGP cosa significa?

Come fare a riconoscere un olio IGP? E per cosa sta questa sigla? IGP è l’acronimo di Indicazione Geografica Protetta e sta ad indicare un prodotto – in questo caso, un olio – riconosciuto per la sua qualità. A differenza della DOP, questa sigla sta anche a significare che una o più fasi del processo produttivo hanno un legame unico con un territorio ben definito. Ci sono rigide regole per l’assegnazione della IGP, così come per il suo mantenimento.

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