Antracnosi o lebbra dell’olivo: una minaccia per gli uliveti

La lebbra dell’olivo, comunemente nota come antracnosi, rappresenta una delle malattie fungine più gravi che colpiscono gli alberi di olivo. A differenza dell’occhio di pavone, questa malattia non interessa le foglie, ma le olive stesse. Il responsabile di questa infezione è il fungo Colletotrichum gloeosporioides, che attacca le drupe dell’olivo causando la formazione di macchie necrotiche scure. Le olive colpite cadono prematuremente o mummificano direttamente sull’albero.

L’importanza della prevenzione contro tale tipo di malattia dell’olivo è evidente, poiché la lebbra dell’olivo può causare perdite significative nella produzione, riducendo il rendimento fino al 50%. Inoltre, le olive infette dal fungo producono un olio di scarsa qualità, con elevata acidità libera e un colore tendente al rosso. Vediamo insieme qual è il ciclo di vita di questa patologia.

Ciclo biologico della antracnosi o lebbra dell’olivo

Per comprendere come proteggere gli uliveti dalla lebbra dell’olivo, o anatracnosi, è essenziale conoscere il ciclo biologico del fungo responsabile, Colletotrichum gloeosporioides. Questo fungo, diffuso in tutta l’Italia, ma particolarmente problematico nel Sud, sverna all’interno delle olive mummificate o nei tessuti dei rami infetti.

Durante la primavera, quando riprende la crescita vegetativa degli alberi, le spore del fungo germinano e attaccano i fiori e i frutticini. L’infezione rimane in uno stato latente per l’estate e si manifesta nuovamente con sintomi evidenti durante l’allegagione. In autunno, i frutti colpiti presentano macchie tondeggianti, scure e deprese, con una consistenza cuoiosa.

Questi frutti possono cadere precocemente o mummificare sull’albero, dissecandosi. Con l’umidità elevata, si formano pustole rossastre sui frutti colpiti, rilasciando conidi che, trasportati dalla pioggia, fungono da fonte di infezione per le olive sane. Questo ciclo di infezione può ripetersi più volte, specialmente nelle condizioni autunnali caratterizzate da piogge frequenti e clima fresco.

Come capire se la pianta d’olivo è infetta

Se volete capire se la pianta ha lebbra dell’olivo, o anatracnosi, è importante distinguere tra:

  • l’infezione primaria latente, contratta in primavera e asintomatica fino all’invaiatura;
  • l’infezione secondaria, che colpisce le drupe sane durante l’invaiatura, danneggiando rapidamente i tessuti vegetali.

Le olive mummificate rimaste sugli alberi fungono da fonte di infezione per l’anno successivo, quando le spore del fungo vengono rilasciate in primavera e le condizioni sono favorevoli.

Come combattere la antracnosi o lebbra dell’olivo

Per difendere gli uliveti dalla lebbra dell’olivo, è fondamentale adottare una serie di strategie. Queste strategie si sovrappongono in gran parte a quelle utilizzate per la protezione dalle malattie come l’occhio di pavone e includono:

  • scelta dei sesti di impianto: è bene utilizzare sesti di impianto ampi e adatti alla vigorìa delle piante;
  • potatura adeguata: si consiglia di eseguire potature adeguate per aerare la chioma e favorire la bagnatura fogliare durante i trattamenti fitosanitari. Rimuovere i rami che portano frutti mummificati durante la potatura, poiché possono fungere da fonte di infezione;
  • irrigazione moderata: è opportuno evitare ristagni d’acqua e aumenti di umidità attraverso un’irrigazione moderata;
  • concimazioni equilibrate: è bene applicare concimazioni azotate bilanciate per favorire uno sviluppo sano e produttivo delle piante senza stimolare un eccessivo sviluppo fogliare;
  • trattamenti antifungini: si consiglia di utilizzare agrofarmaci con effetto antifungino, alternando sostanze attive per prevenire la resistenza del fungo.

La protezione efficace dell’olivo dalla lebbra dell’olivo richiede l’uso di agrofarmaci contenenti rame, triazoli e strobilurine, applicati in momenti chiave durante il ciclo vegetativo della pianta.

In sintesi, la lebbra dell’olivo o antracnosi è una minaccia seria per gli uliveti, ma con una gestione appropriata e misure preventive, è possibile proteggere questi preziosi alberi e preservare la produzione di olio d’oliva di alta qualità.

Ricerca e difesa contro l’antracnosi dell’olivo: prospettive e sfide

Negli ultimi vent’anni, gli studi sull’antracnosi dell’olivo hanno portato a miglioramenti significativi nella comprensione di vari aspetti, tra cui il ciclo biologico del patogeno e altri fattori quali aspetti agronomici, varietali e variazioni climatiche. Questi progressi hanno un impatto diretto sulla progettazione di strategie di lotta contro questa fitopatologia.

La difesa contro l’antracnosi, così come per altre malattie dell’olivo, rimane strettamente legata alla prevenzione e all’utilizzo di mezzi agronomici, chimici e biologici. Tuttavia, nessuno di questi mezzi, quando usato individualmente, offre un contenimento efficace delle avversità, specialmente nelle zone con un elevato rischio di epidemia.

Tra le pratiche agricole, la potatura riveste un ruolo cruciale nella lotta contro questa malattia. La rimozione e la bruciatura dei rami e dei rametti infetti riducono il potenziale di infezione del patogeno. Inoltre, la potatura favorisce una migliore aerazione, riducendo l’umidità e consentendo una maggiore penetrazione della luce solare nella vegetazione, creando condizioni sfavorevoli per le infezioni.

Le concimazioni equilibrate e, quando possibile, le irrigazioni appropriate contribuiscono al mantenimento di uno stato vegetativo sano delle piante. Inoltre, l’uso di varietà di olivo resistenti rappresenta un mezzo agronomico economico ed ecologicamente sostenibile, ma può essere attuato solo in caso di nuovi impianti o nel recupero di vecchi oliveti.

In questi anni si sta cercando di mettere in campo la ricerca di alternative eco-compatibili al rame. Alcuni studi hanno esplorato l’uso di estratti di piante come il melograno per la protezione dall’antracnosi, ma ulteriori ricerche sono necessarie per sviluppare soluzioni efficaci che sostituiscano il prodotto migliore usato a oggi, ossia il rame e i fungicidi di sintesi, ancora i sistemi preferiti in condizioni di grave epidemia.

In sintesi, la ricerca e la difesa contro l’antracnosi o lebbra dell’olivo rappresentano sfide continue, ma con l’approccio giusto e la collaborazione tra ricercatori, agricoltori e autorità, sarà a breve possibile sviluppare strategie sostenibili per proteggere gli uliveti e garantire una produzione di olio di oliva di alta qualità.

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