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Apparentemente simili, ma profondamente diversi. Ecco le differenze tra due mondi affini.

Quando si parla di liquori o distillati è abitudine sentirsi chiedere “Grappa o Limoncello?”, la maggior parte di noi d’istinto sceglie, ovviamente, in base ai propri gusti. Ma se la scelta dovesse ricadere tra liquore o distillato sapremo rispondere con altrettanta certezza?

Due prodotti all’apparenza simili, ma che in realtà presentano non poche differenze. Il liquore è una bevanda alcolica, tra i 15° e i 55°, ottenuta dalla miscelazione di una base alcolica preesistente con acqua, zucchero e sostanze aromatizzanti. Un esempio sono il Limoncello e il Melogranello, ottenuti dalla frutta. Si possono poi utilizzare i fiori, le erbe o in alternativa semi, piante e radici.

Parlando invece di distillati, compresi tra i 40° e i 65°, spiccano quelli a base di uva e dei suoi derivati: vinacce, mosto e vino. Rispettivamente alla materia prima si ottiene la grappa, l’acquavite d’uva, il cognac e il brandy. Si tratta di bevande ottenute dal mosto fermentato di origine vegetale, concentrato poi tramite l’uso di alambicchi discontinui o a colonna con cui si porta alla gradazione voluta.

Liquori e distillati

Tecniche di distillazione:

La distillazione è un processo semplice: attraverso la fermentazione di un mosto si ottiene una bevanda pregiata. Si separa una sostanza da un’altra, ottenendo un liquido che viene poi concentrato con l’utilizzo di alambicchi discontinui oppure continuo a colonna, per una produzione veloce e continua. Il segreto è non scaldare esageratamente la materia prima, altrimenti si otterrà solo alcol. Per arrivare al prodotto finale viene poi ridotto il grado alcolico, viene refrigerato a -10/20°C, e infine aggiunto eventuale zucchero.

Nei liquori si fa affidamento a varie tecniche anche in base alla sostanza da trattare.

  • Distillazione di un infuso alcolico: gli aromi si legano all’alcol garantendo un’ottima finezza.
  • Percolazione: acqua o alcol etilico ad alte temperature passano sulla materia prima posizionata su un filtro. Consente una maggiore rapidità ma l’alta temperatura del liquido potrebbe rovinare gli aromi originali.
  • Infusione: caratterizza i liquori a base di frutta, lasciata in alcool dai 2 ai 9 mesi e mescolata poi con sciroppo di acqua e zucchero.
  • Macerazione: processo di estrazione in cui la materia prima rimane a lungo a contatto con il liquido, all’interno di un barattolo ermetico in modo da impedire evaporazioni.
Macerazione

La bellezza dei liquori e dei distillati sta tutta nella loro versatilità.

Paladini del dopo cena, ce ne sono di ottimi da bere lisci perché aiutano la digestione: sono solitamente alla frutta come il liquore al mandarinoal melograno o il nocino. Senza tralasciare il mitico e immancabile limoncello, aromatizzato con scorze di limone. Per degustarne uno di qualità, puntate a quello realizzato con limoni della Costiera Amalfitana, protetti dalla DOP.

Ci sono anche molto liquori in lista, sì come quella degli ingredienti di un drink. Sono infatti molto utilizzati nella mixology. Il Maraschino (nel Mary Pickford o nell’Aviation), l’Assenzio e il Galliano sono solo alcuni dei liquori alla base di cocktail divenuti grandi classici o proposte di mixology inedite, proprie dei bartender che amano sperimentare.

I  distillati vengono invece annoverati nel gruppo delle cosiddette bevande spiritose che include le bibite alcoliche con un titolo alcolometro minimo pari a 15% volumi. Tra i più apprezzati e…bevuti troviamo: Gin, Rum, Vodka. “Amici” ed ingredienti fondamentali nel mondo della mixology e non solo.

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