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Distillato del bel Paese, ad oggi la grappa rappresenta l’icona della tradizione distillatoria. Alcune curiosità sulle sue diverse tipologie.

La grappa rappresenta un chiaro esempio delle tante eccellenze italiane: essa, infatti, viene definita dallo stesso Regolamento europeo 110/28 come acquavite di vinaccia distillata esclusivamente in Italia. Ciò significa che le bucce d’uva e i semi, risultanti dal processo di vinificazione e creando così la vinaccia, devono provenire e appartenere esclusivamente a uve coltivate e vinificate in Italia. Ogni distillato che è prodotto su territorio nazionale ma con vinacce non italiane non può essere considerato grappa.

Conoscere e classificare una grappa non è sempre una cosa semplice. Ad oggi non esiste un metodo di identificazione ma si può fare tranquillamente riferimento a: i criteri di classificazione, i metodi di distillazione, l’invecchiamento e alla legislazione in materia di IGP. Molto utile inoltre può essere leggere con cura e attenzione l’etichetta riportata sulla bottiglia del distillato che potrà fornire alcune informazioni riguardanti la regione in cui la grappa è stata prodotta, il tipo di alambicco usato (elemento che non viene sempre indicato), i vitigni che originano la grappa e in alcuni casi i mesi di invecchiamento.

Grappa Italiana

I criteri di classificazione dell’ANAG per una metodologia classificatoria uguale per tutti.

Per provare a individuare i tipi di grappa esistenti in commercio, quindi, abbiamo ripreso le indicazioni dell’ ANAG (Associazione Nazionale degli Assaggiatori di Grappa) che, nel tempo, sono diventate piuttosto influenti nel settore.

Stando a questa classificazione le grappe si distinguono in giovani, aromatiche, invecchiate, stravecchie, barricate ed aromatizzate. C’è da dire che però una grappa può essere al tempo stesso invecchiata in legno e aromatizzata oppure giovane ed aromatica. Per questo motivo la classificazione è solamente una guida generale che serve a fare un po’ di chiarezza tra le idee ai fini della degustazione.

Grappa

Le diverse tipologie di grappa:

  • Grappa Giovane: distillata in contenitori di acciaio o vetro senza passare per l’affinamento nelle botti di legno. Si tratta di una grappa aromatica, di colore trasparente che trasmette tutto l’animo della vinaccia appena fermentata.
  • Grappa Giovane Aromatica: le vinacce utilizzate in questo caso appartengono ad uve aromatiche o semi-aromatiche come quelle per esempio del Moscato. Ciò che caratterizza questa grappa è il forte sentore aromatico che varia a seconda del tipo di vinaccia impiegato.
  • Grappa Invecchiata in legno o barricata: regolamentata dal Ministero delle Politiche agricole nel 2016. Si tratta di un distillato che riposa in contenitori di legno per un periodo non inferiore ad un anno o in barrique di rovere francese con capacità di 225 e 228 litri. La legge italiana consente la denominazione di Grappa Barricata soltanto in questi casi. Per la particolare lavorazione che da vita ad un distillato profumato e saporito grazie al legno in cui riposa.
  • Grappa Invecchiata: regolamentata severamente dalla Legge italiana che prevede un’attribuzione riconosciuta solo quando questa invecchia dai 12 ai 18 mesi. Si presenta con un’intensa profumazione ed un’aroma molto persistente dovuta all’affinamento nel legno.
  • Grappa Stravecchia: la legge italiana prevede un periodo di affinamento della durata non inferiore ai diciotto mesi in botti di legno. La permanenza e l’invecchiamento danno vita ad un distillato morbido e ricco di fragranze dolciastre.
  • Grappa Aromatizzata: distillato giovane che si ottiene dall’infusione di ingredienti extra di origine vegetale tra cui erbe officinali, erbe aromatiche e frutta. Esse inevitabilmente conferiscono una particolare colorazione e profumazione.

Questo metodo di classificazione non rispetta un’espressa disposizione legislativa, ma sembra aver costituito uno strumento di riferimento utilizzato da distillatori, appassionati e semplici curiosi.

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