Parmigiano Reggiano superstar: superato il picco di produzione

Tra i prodotti made in Italy che collezionano grandi successi rientra indubbiamente il Parmigiano Reggiano, che chiude il 2023 con un giro di affari al consumo di ben 3,05 miliardi di euro. Un traguardo che non solo indica un significativo incremento del 5% rispetto al 2022, ma anche il superamento del picco di produzione raggiunto nel 2021.

A fornire questi dati è stato l’ultimo report del Consorzio di tutela, che ha registrato risultati positivi anche per le vendite a volume (+8,4%), supportate sia dal mercato italiano (+10,9%), sia dai mercati esteri (+5,7%).

Quello appena trascorso è stato un anno intenso, ricco di sfide che, nonostante l’incertezza economica e il calo dei consumi causato dall’inflazione, ha comunque portato alla produzione di 4,1 milione di forme. Questo traguardo è stato raggiunto grazie soprattutto alla “convenienza relativa del Parmigiano Reggiano nei canali retail e ingrosso, dovuta a un calo delle quotazioni del prodotto stagionato e al contemporaneo aumento dei prezzi dei prodotti concorrenti”, ha evidenziato Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio, il quale ritiene che si sia finalmente giunti a una stabilizzazione dell’offerta in un contesto di equilibrio tale da poter garantire la gusta remunerazione per tutta la filiera.

Il Consorzio di tutela compie 90 anni, tra successi e nuove sfide

Nel 2024 il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano compie 90 anni e, nonostante la veneranda età, “ci sentiamo più energici e proiettati al futuro che mai – ha precisato Bertinelli -. Stiamo attraversando un momento di forte cambiamento, in cui si profilano con chiarezza le inevitabili rivoluzioni del futuro: il tema della sostenibilità; la gestione dei costi di produzione in uno scenario di incertezze mondiali; la tutela nella dimensione globale dei mercati e degli accordi di libero scambio; le nuove sensibilità dei consumatori. Questi aspetti, centrali per il futuro della Dop e delle imprese della filiera – ha concluso – si manifesteranno in ambiti che dovranno essere governati o presidiati dal Consorzio, fondato il 27 luglio 1934 proprio sul principio della potenza dell’azione collettiva rispetto a quella dei singoli. Insieme fronteggeremo le sfide future”.

Parmigiano Reggiano

Di certo, la Gdo rimane il primo canale di sbocco con il 65%, seguita dall’industria con il 17,1%; fatica, invece, a crescere il settore Horeca, che si ferma all’8,2%. In aumento, poi, del 10% le vendite dirette.

Quanto influisce l’export?

Sulla produzione e sulle vendite di Parmigiano Reggiano l’export ha un peso del 43%, con una crescita del 5,7%. Lo stesso Consorzio ha evidenziato il grande successo riscosso all’estero: “Risultati particolarmente positivi in Spagna (+7,8%), Francia (+6,9%), Stati Uniti, primo mercato estero per la Dop (+7,7%) e Australia (+21,8%)”.

Il segno negativo si registra in Canada (-6,5%) e Giappone (-8,2%), ma semplicemente per problemi relativi rispettivamente alle quote e al cambio.

A tal proposito, Bertinelli ha aggiunto: “Nel prossimo futuro, il Consorzio dovrà sempre più investire sulla crescita nei mercati esteri, che rappresentano il futuro della nostra Dop. Ciò impone una partnership sempre più forte tra i produttori e quei commercianti che dispongono di una rete vendite e della forza per affrontare i mercati internazionali. È evidente come, in questo scenario, gli Usa svolgano un ruolo fondamentale; motivo per cui siamo particolarmente preoccupati dal risultato delle elezioni di novembre, in cui rischia di prevalere una politica di protezionismo”.

Quanto influisce il turismo?

Un aspetto che il Consorzio sta fortemente tenendo in considerazione da diversi anni è quello del turismo gastronomico, che rappresenta un trend in evidente crescita: basti pensare che nel 2023 le visite nei caseifici, che possono essere considerati i luoghi perfetti per spiegare i valori e le peculiarità del Parmigiano Reggiano, sono state 170mila, con un aumento del 10% rispetto al 2022. Di queste, circa 44mila visitatori hanno prenotato direttamente tramite il portale dedicato sul sito del Consorzio, il che significa la volontà specifica e ben precisa di voler conoscere e scoprire questo prodotto made in Italy.

Caseificio

In fondo, come ha sottolineato lo stesso Bertinelli, “il Parmigiano è molto più di un pezzo di formaggio: contiene una ricchezza culturale e di valori che i consumatori ritrovano nel rapporto tra loro e tutta la filiera di produzione. Per questo il tema esperienziale è centrale nella nostra strategia. Un turista che ha toccato con mano la realtà della nostra Dop diventa un consumatore fedele e un influencer naturale”.

Proprio per questo, il Consorzio ha deciso di puntare proprio sul turismo gastronomico per “accrescere la capacità ricettiva dei caseifici” ha aggiunto Riccardo Deserti, Direttore Generale del Consorzio. “Le 170mila visite del 2023 sono un risultato importante, ma la domanda potenziale è ben maggiore, dobbiamo però essere più pronti ad accogliere. Per questo abbiamo deciso di dare un contributo per gli investimenti in questo senso, abbiamo creato un programma di formazione ad hoc e ora dalla nostra piattaforma sarà anche possibile effettuare pagamenti”.

In sostanza, l’obiettivo del Consorzio è di arrivare a 500mila visite in 4-5 anni. I presupposti ci sono, la speranza è che il traguardo possa essere raggiunto.

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