Embargo Bielorussa: prodotti italiani a rischio esportazione

Quanto peserà l’embargo della Bielorussa sui prodotti italiani?

Se l’export del Made in Italy sta andando alla grande, dai paesi extra confine arrivano anche brutte notizie: Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia, ha deciso l’embargo sui prodotti italiani di tipo alimentare dopo le sanzioni decise dall’Unione europea a causa del comportamento nei confronti dei migranti attirati da Paesi terzi ai confini con Polonia, Lituania e Lettonia. 

Quali sono i paesi coinvolti nella decisione della Bielorussia?

L’embargo in Bielorussia scatterà per i prodotti italiani con il primo giorno del nuovo anno. A renderlo noto la Coldiretti che ha sottolineato che il divieto riguarderà anche una serie di prodotti provenienti da:

  • stati membri dell’Unione Europea
  • Stati Uniti d’America
  • Canada
  • Norvegia
  • Albania
  • Islanda
  • Macedonia del Nord
  • Regno Unito
  • Irlanda del Nord
  • Montenegro
  • Svizzera

Quali prodotti riguarda l’embargo?

La lista delle merci Made in Italy (che rischia di essere addirittura allungata) soggette ad embargo include:

  • carni suine
  • bovine
  • una serie di sottoprodotti come insaccati, carne in salamoia, carne essiccata o affumicata
  • farina alimentare da carne o sottoprodotti della carne
  • latte e prodotti lattiero-caseari
  • verdure, frutta e noci,
  • grassi e altri oli animali
  • dolciumi
  • sale

“Lo stop alle importazioni- afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini- rischia di favorire un’ ulteriore moltiplicazione della produzione e della diffusione di imitazioni che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy che vale già oltre 100 miliardi sul mercato globale…per difendere il record delle esportazioni agroalimentari nazionali occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti e difendere un settore strategico per il Paese e l’Ue danneggiato da dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agroalimentare.”

Torna vivo il ricordo dell’embargo russo di qualche anno fa che molti danni ha causato a diversi settori, in primis a quello caseario.

Dal 7 agosto 2014, infatti, è scattato il blocco delle esportazioni in Russia, che ha riguardato carne, pesce, latticini, frutta e verdura.

Il provvedimento, assunto in risposta alle misure restrittive conseguenti alla “crisi Ucraina”, doveva inizialmente durare un anno; in seguito è stato prorogato ed è tuttora vigente.

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