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Massimiliano Biagi, assaggiatore del Consorzio Olio Chianti Classico, ci parla di come produrre monocultivar aiuti a valorizzare il prodotto toscano

Una delle cultivar più conosciute per produrre olio in Toscana e che va a comporre gli olii evo più conosciuti, come la Dop Chianti Classico, l’Igp Terre di Siena e l’Igp Toscana è il Frantoio, detto anche Correggiolo.

Come spiega Massimiliano Biagi, agronomo di Barone Ricasoli e assaggiatore del Consorzio Olio Chianti Classico, questa “è una varietà autofertile, molto apprezzata per l’elevato contenuto di acido oleico e di polifenoli totali; il gusto fruttato la rende adatta anche per la produzione di monovarietale”.

Tuttavia, presenta delle difficoltà nella coltivazione, perché “è una pianta delicata, sensibile al freddo-  – spiega Biagi – recettiva della mosca delle olive e alla rogna dell’olivo; predilige terreni ben esposti e ventilati, poco fertili e ad altitudini che scongiurino gelate tardive. La potatura deve essere ben fatta, rinnovando il legno colpito dalla rogna e privilegiando la sua naturale forma pendula”. 

“La tutela dell’olio in Toscana- e parlo ovviamente di olio extravergine di oliva è un argomento molto delicato e negli ultimi anni è stato affrontato anche dal Consorzio Vino Chianti Classico, istituendo la Dop per gli oli prodotti nella denominazione”. Secondo Biagi, la formazione di un panel interno di tecnici delle aziende viticole ha permesso di conoscere ancora meglio questo prezioso prodotto, le potenzialità degli oli e la cura che occorre sia per la coltivazione ma soprattutto per l’estrazione e per la conservazione. “Produrre monocultivar vuol dire valorizzare ancora di più il nostro prodotto; nonostante il costo più elevato, il risultato finale ripagherà il grande sforzo”.

Tuttavia, secondo l’agronomo manca un secondo passo: “educare il consumatore ad apprezzare i buoni oli extravergini, ed essere disposti a spendere qualche euro in più per acquistare oli di alta qualità per un uso a crudo. Io faccio sempre questo banale paragone: siamo in grado di spendere cifre importanti per una bottiglia di vino che consumiamo in un pasto, e non vogliamo spendere per acquistare una buona bottiglia di olio che durerà settimane (se conservato bene), ed è anche molto più salutare. Dobbiamo cambiare mentalità”. 

Il Consorzio Olio Chianti Classico in cifre

E’ al 1975 che risale la nascita del primo Consorzio dell’olio extra vergine prodotto nel territorio del Chianti Classico: la nascita è libera e volontaria e nasce con lo scopo di tutelare l’olio in Toscana.

Questa struttura ha iniziato a darsi precise regole produttive finalizzate ad ottenere un prodotto sempre migliore e tipico.

Successivamente, nel 2000, l’olio di queste colline ha ottenuto il riconoscimento, a livello europeo, della certificazione DOP per le specifiche caratteristiche chimiche ed organolettiche che derivano proprio dal suo territorio.

Il Consorzio vanta di:

  • 208 soci iscritti nel 2020
  • 3.258 ettari olivetati
  • 9.871 olivi iscritti

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