Dati birra artigianale in Italia, il convegno a Simei; e il settore chiede un “Testo Unico”

Arrivano i dati sulla birra artigianale in Italia nel 2022, un quadro che ne raffigura lo stato di salute, gli obiettivi e la capacità di produzione guardando a realtà sparse per tutto lo Stivale. La ricerca sulle birre artigianali in Italia è stata realizzata dall’Osservatorio Birre Artigianali ObiArt-DAGRI dell’Università di Firenze. Occasione per presentarla, il palcoscenico di Simei 2022, durante un convegno a cura di Unionbirrai e Unione Italiana Vini. Tra i punti trattati, anche la necessità da parte dell’intero settore brassicolo di un “Testo Unico della Birra, così come è stato fatto per il vino”. Ecco tutti i dettagli.

 

Quanti birrifici artigianali ci sono in Italia?

L’analisi che è stata fatta durante la nuova edizione di Simei – andata in scena dal 15 al 18 novembre – ha, tra le altre cose, censito il numero di birrifici artigianali in Italia. Secondo il focus di ObiArt-DAGRI dell’Università di Firenze presentato dal coordinatore, Silvio Menghini, “il brassicolo made in Italy conta 1.326 imprese e poco più di 9.600 addetti diretti (dati a ottobre 2022) – come si legge in una nota di Uiv -. Per un comparto segmentato tra piccoli birrifici e microbirrifici italiani (che rappresentano 8 imprese su 10 pur impiegando solo il 19% degli addetti) e aziende medio/grandi”.

Un comparto in crescita, che piace a professionisti e appassionati. E per chi fosse curioso di sapere come aprire un birrificio artigianale, c’è l’approfondimento sull’argomento realizzato da I Grandi Vini.

dati birra artigianale in Italia

Dati birra artigianale in Italia: focus su produzione e consumi

L’analisi si è soffermata anche sulla produzione di birra artigianale in Italia. “Nel 2018 i birrifici artigianali in Italia hanno realizzato una produzione tra i 400mila e 600mila ettolitri – continua la nota -. Con una distribuzione del prodotto fortemente localizzata e quasi interamente destinata al mercato domestico”.

“La crisi che ha colpito l’intero settore nel 2020 – si legge ancora – ha determinato una riduzione del numero degli addetti del comparto associata alla grande industria. Ma non per i birrifici agricoli che rappresentano oggi il 22% dei birrifici nazionali. Il 233% in più negli ultimi 7 anni”.

Negli ultimi mesi, il settore ha dovuto affrontare anche l’aumento dei costi di produzione della birra, dovuto a un incremento del costo delle materie prime. A questo si è aggiunto inoltre la carenza di CO2 che ha messo in allarme diversi birrifici.

Non si fermano, però, i consumi. “Si stima che le famiglie spendano per la birra nel suo complesso circa il 30% del budget destinato alle bevande alcoliche (24 euro al mese nel 2021)”. E secondo un’analisi di HonestBrew di inizio 2022, i consumatori di birra artigianale sono in aumento.

dati birra artigianale in Italia

Legislazione birra italiana, cosa chiede il settore

Durante il convegno sulla birra a Simei, c’è stata anche occasione per “chiedere un cambio di passo legislativo per garantire lo sviluppo e la competitività del settore” si legge nella nota.

“È arrivato il momento di disciplinare la legislazione italiana in materia brassicola con un Testo Unico della Birra, così come è stato fatto per il vino – afferma il segretario generale dell’Associazione Unionbirrai, Simone Monetti -. La normativa vigente sul prodotto birra è obsoleta e stratificata. E si rivela spesso lacunosa e contraddittoria, fuorviante nella presentazione dei prodotti al consumatore. Oltre a inibire l’innovazione – ha concluso –, questo rappresenta un ostacolo alla commercializzazione delle birre prodotte in Italia, favorendo l’ingresso di proposte più innovative dai mercati esteri”.

“Tra gli esempi – specifica la nota – i parametri in vigore (risalenti agli anni ’70) in materia di acidità, che rischiano di inibire il segmento delle birre sour prodotte nel Paese. O quelli sull’anidride carbonica, che penalizzano i prodotti invecchiati in botte con una ritenzione minima di CO2. Secondo quanto illustrato dal funzionario agrario di ICQRF Emilia Romagna e Marche, Amleto Conocchiari, il grosso dell’impianto giuridico di riferimento si basa su una legge del 1962 (n. 1354 e smi: Disciplina igienica della produzione e del commercio della birra) e sul D.P.R. 30-12-1970 (n. 1498: Determinazione delle caratteristiche e dei requisiti dei diversi tipi di birra). Provvedimenti con più di mezzo secolo”.

 

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