Birra artigianale: si punta ad una filiera del luppolo tutta italiana

Si è svolto il 16 e 17 scorsi il convegno “Criticità e opportunità per lo sviluppo sostenibile di una filiera del luppolo italiano“. Una due giorni di presentazioni e dibattiti attorno al progetto Luppolo.it, finanziato dal MIPAAFT e coordinato dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

Si tratta del primo progetto di ricerca nazionale sulla coltivazione del luppolo in Italia, e prende forza dal sempre maggiore gradimento della birra italiana. Secondo Assobirra, infatti, nel 2017 è stato toccato il record sia per produzione (15,6milioni di ettolitri) che per consumo pro capite (31,8 litri annui). Si tratta di una filiera che gode di ottima salute: può vantare un fatturato annuo di 2,9 miliardi e 140.000 occupati.
La birra artigianale in particolare è in crescita, ha una quota di mercato del 3.2 % e piace, proprio perché sta diventando sempre di più un prodotto di facile consumo, legato al territorio, che avvicina molto al consumo anche un pubblico giovane e femminile.

Questi sono senz’altro alcuni dei presupposti che hanno dato vita al progetto “Luppolo.it”.
Durante la due giorni romana, si è parlato della creazione di una filiera con ampi margini di crescita.
Da segnalare, tra gli altri, l’intervento del direttore di Copagri Campania, Paolo Conte: “Quella del luppolo è una delle cosiddette filiere minori, come anche la canapa e il cardo, che se opportunamente supportate possono dare molto al primario del nostro Paese, anche in termini di reddito. Da qualche anno, infatti, con la continua crescita dei birrifici artigianali, arrivati a fine 2017 a superare le 1300 unità, è sensibilmente aumentato l’interesse dei consumatori e, di conseguenza, la domanda di luppolo di provenienza nazionale per soddisfare un fabbisogno stimato in circa 3500 tonnellate annue”.

L’auspicio di tutti, a questo punto, è che venga rinnovato il sostegno del Governo al progetto Luppolo.it, per puntare a produzioni sempre più sostenibili e di qualità. “Oggi più che mai occorre fare sistema tra la politica, il mondo della ricerca e quello delle associazioni di categoria e dei produttori, per creare una filiera del luppolo e affinché tutto il lavoro e l’impegno del Crea non vada disperso, ma venga trasferito direttamente ai produttori e a tutti gli stakeholder”, ha concluso Conte nel suo intervento.

Paolo Conte di Copagri Campania

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