Il biologico traina l’export: ecco i dati

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Il biologico traina l’export in tutti i settori: ecco i numeri del settore emersi al Sana – Salone internazionale del biologico e del naturale

Sono tanti i fattori per i quali è il biologico a trainare l’export; tre le motivazioni principali:

  • attenzione del consumatore in fatto di sostenibilità e salute;
  • conseguente crescita esponenziale del numero di produttori biologici (oltre 70.000 i coltivatori bio e 10.000 le imprese di trasformazione in Italia, primato europeo);
  • sensibilità delle istituzioni in merito al tema: Green Deal, Farm to Fork e Piano d’azione in primis.

Questi progetti mirano a triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e a ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030.

Perchè il bio traina l’export: cosa dicono i dati

Le vendite alimentari bio nella prima metà del 2021 hanno toccato i 4,6 miliardi di euro in Italia (+5% sui primi 6 mesi 2020, ed i 2,9 miliardi di euro all’export, +11% sulla prima metà 2020).

L’Italia si pone al secondo posto mondiale, subito dopo gli Stati Uniti.

Quello che è cambiato, soprattutto, riguarda i consumi domestici, che rappresentano la parte più importante di questo cambiamento (3,8 miliardi di euro).

Ma quali sono i cibi bio che trainano l’export?

Le categorie in questione sono suddivise come segue:

  • drogheria alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi …)
  • prodotti freschi – formaggi, salumi, yogurt, uova
  • ortofrutta
  • uova, confetture e spalmabili a base di frutta, bevande vegetali.

Il bio è solo una moda?

Pare di no: intanto perchè sono anni che l’attenzione al biologico continua a crescere in modo esponenziale, poi perchè, stando allo studio dell’Osservatorio, nel 54% delle famiglie italiane cibo e bevande bio si consumano almeno una volta a settimana e per il 50% dei responsabili degli acquisti il biologico rappresenta sempre la prima scelta, nonostante il costo tendenzialmente più alto.

Chi acquista cibi biologici?

Il biologico traina l’export, ma sebbene gli acquirenti siano trasversali nella società, sono soprattutto gli appartenenti a ceti medio alti con titoli di studio medio alti a fare questo tipo di acquisti.

Anche la presenza di figli, soprattutto se minori di 12 anni, incide in modo decisivo, a maggior ragione se in famiglia uno o più membri segue una dieta vegetariana o vegana.

“Il biologico– dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio -si conferma un mercato in grande crescita. Dai dati dell’Osservatorio Sana i consumi interni sono aumentati nel 2021 del 5%, l’away from home del 10% e l’export del bio made in Italy dell’11%, segno che i consumatori preferiscono la bioagricoltura, l’unica in grado di neutralizzare i cambiamenti climatici e produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute”.

“In chiave di sostenibilità economica, ambientale e sociale- afferma osserva Roberto Zanoni, presidente AssoBio– nell’ultimo anno il ruolo del biologico si è rafforzato grazie ad un mercato estremamente ricettivo verso i prodotti bio e di origine italiana e questo attribuisce uno speciale significato all’edizione 2021 di Sana, a pochi mesi dall’approvazione in Senato della legge sull’agricoltura biologica, che adesso attende il passaggio alla Camera… L’Osservatorio Sana dimostra una volta di più che il biologico sta crescendo in Italia come in tutto il mondo”.

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