Tutte le strade portano al luppolo: ecco come nasce ALI

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L’Associazione ALI è nata per sensibilizzare le Istituzioni sul mondo birrario nazionale. Partendo proprio dalle fondamenta, ovvero la materia prima

Sono Dario Cherubini de “I vizi del luppolo”, Silvia Amadei di “Agrilab” e Antonio Rapone di “Aimara River Hops”. In comune hanno che producono luppolo e sono i 3 soci fondatori dell’Associazione Nazionale Luppoli d’Italia (ALI). In fatto di cultura e produzione birraria il nostro Paese ha ancora tanta strada da fare. Ma se la strada oggi appare un po’ più corta, è proprio grazie ad associazioni come questa. 

Cherubini, con quali obiettivi è nata ALI?

“Nel 2017-2018 volevamo provare a fare ‘massa critica’ con altri produttori di luppolo e con i ricercatori del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria). Volevamo portare sui tavoli istituzionali le istanze e le problematiche collegate ad una coltivazione particolare come quella del luppolo, storicamente non radicata qui da noi. Ci stiamo pian piano riuscendo, anche se mancano ancora le fondamenta a livello giuridico. Un esempio su tutti? Non esistono, ad oggi, prodotti fitosanitari autorizzati per l’utilizzo sul luppolo. Senza contare che fino a due anni fa l’unico centro di certificazione era l’Università di Parma, e questo comportava per i produttori costi di spostamento esorbitanti. Ora invece i centri di certificazione sono aumentati. Qualcosa sta cambiando”.

Come vede il futuro birrario in Italia?

“La strada che è stata intrapresa per la creazione di una nostra filiera del luppolo è quella giusta, ma dire in quanto tempo avverrà è difficile, anche perché con la pandemia la produzione di birra artigianale è crollata, e anche la vendita delle materie prime ha avuto uno stop. Spero solo che non nascano meccanismi che agevolano la nascita di grandi gruppi, a discapito di microproduzioni a livello territoriale”. 

Microproduzioni che invece sono l’unica direzione possibile, se vogliamo che la nostra birra artigianale cresca in un modo definitivo.

(Stefania Abbattista)

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