AI in cucina: nel 2024 a utilizzare l’intelligenza artificiale saranno 7 ristoranti su 10

L’ascesa dell’intelligenza artificiale non ha, ormai, alcun freno e corre molto velocemente per occupare un posto di rilievo in qualsiasi contesto e settore, quello ristorativo incluso. Secondo la ricerca compiuta dall’Osservatorio Ristorazione, dal titolo “Tecnologia in Ristorazione – Scenari e Opportunità”, in merito all’approccio tecnologico dei servizi di ristorazione italiani, nel 2024 saranno ben 7 ristoranti su 10 a utilizzare o a potenziare l’impiego dell’AI (tra chatbot e strumenti di grafica e video) per proporre contenuti in linea con i gusti dei clienti.

Al contempo, diventa sempre più una routine utilizzare la tecnologia sia in sala sia in cucina, dai software gestionali alle automazioni di ordini e prenotazioni che, per un ristoratore su due, equivale a risparmiare fino a 20 ore di lavoro settimanali all’intero staff.

L’indagine dell’Osservatorio Ristorazione

Dalla ricerca compiuta dall’Osservatorio Ristorazione è emerso che l’84% dei ristoratori utilizza strumenti tecnologici prevalentemente in sala, soprattutto per quanto riguarda ordini, prenotazioni e gestione della cassa. In pratica, si fa affidamento su tool che permettono non solo di organizzare al meglio tempo e risorse, ma anche di raccogliere dati importantissimi in merito alle abitudini, ai gusti e alle preferenze dei propri clienti.

I ristoratori che, invece, utilizzano la tecnologia direttamente in cucina rappresentano il 77% e ricorrono in particolare a determinati strumenti che permettono di migliorare la qualità della produzione e di ottimizzare tempi e risorse. Tra tutti spiccano i software per la gestione del magazzino e per il calcolo del food, i sistemi di ricezione/gestione degli ordini e i robot da cucina che, insieme, consentono di rendere il lavoro generale più operativo e di far risparmiare tempo ed energie agli chef.

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A evidenziarne le potenzialità è stato Lorenzo Ferrari, Presidente dell’Osservatorio Ristorazione e Ad dell’Agenzia RistoratoreTop: “La tecnologia all’interno del ristorante, intesa sia come hardware che software, sta cambiando radicalmente il modo di fare ristorazione eliminando sempre più i compiti ripetitivi e tutte le attività che è possibile delegare a una macchina oppure ad un algoritmo e arginando così lo sperpero di ore lavorative e quindi di risorse economiche. Questo fenomeno – ha sottolineato – innescato in termini di crescita esponenziale e quasi capillare dalla pandemia, è destinato a consacrarsi come normalità nel 2024 e ad accompagnare la categoria da qui in avanti. Si tratta di piccole trasformazioni prevalentemente invisibili all’occhio della clientela, ma enormi in termini imprenditoriali per gli operatori del settore che intendono crescere e consolidarsi”.

E fuori dai ristoranti?

Se all’interno dei ristoranti l’intelligenza artificiale impazza, al di fuori è una vera e propria mania: il 95% dei partecipanti all’indagine ha dichiarato di compiere attività di marketing solo digitalmente. Il podio dei canali maggiormente utilizzati è abbastanza scontato: social media (91%), piattaforme di prenotazione (73%) e WhatsApp Business (60%).

A seguire, si trovano i principali software di emal marketing (49%) e le piattaforme intermediarie come Just Eat, Deliveroo e The Fork (24%). E non solo, perché il 12% degli intervistati ha riferito di vendere i propri prodotti tramite ecommerce, un trend che è cresciuto esponenzialmente durante la pandemia da Covid-19, l’8% di utilizzare come canali come podcast e web-radio e il 6% di ricorrere a Telegram per tenere i propri clienti sempre aggiornati.

Il futuro è nelle mani dell’intelligenza artificiale

Il 2023 verrà ricordato, e non solo nell’ambito della ristorazione, come l’anno del boom dell’AI; basti pensare che almeno 4 ristoranti su 10 ne hanno già fatto uso costantemente e almeno il 73% ha dichiarato di volerne implementare e/o potenziare l’utilizzo.

Volendo fare delle prime previsioni per il 2024, l’impiego dell’intelligenza artificiale dovrebbe aumentare soprattutto per quanto riguarda l’analisi dei dati, la produzione di idee creative, la produzione di materiale multimediale e la ricerca di nuovi spunti per ricette innovative.

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“Questi dati sull’utilizzo di Ia generativa – ha aggiunto Ferrari – rappresentano un cambio di paradigma rispetto all’approccio squisitamente antropocentrico che ha caratterizzato finora la ristorazione. Settore, questo, che anche avvalendosi di nuove tecnologie che si evolvono con il loro stesso utilizzo, non prescinderà mai dalla dimensione umana, tanto nella creazione quanto nella fruizione di cibo: il ristorante è un luogo di esperienze, non solo di consumo di alimenti, e queste sono e saranno sempre definite dalla componente umana. La tecnologia – ha sottolineato – è semplicemente un’opportunità per gli addetti ai lavori di ottimizzare tempi e risorse economiche per concentrarsi nel migliorare l’attività nel suo insieme. Dall’indagine emerge infatti che il 54% dei ristoratori abituati ad utilizzare tecnologia risparmia fino a 20 ore di lavoro dello staff a settimana tra sala e cucina, mentre il 10% tra le 20 e le 40 ore”.

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