Weekend in zona gialla, 7 italiani su 10 dicono sì al ristorante

Boccata d’ossigeno per i ristoratori e i gestori di bar in zona gialla, ma anche per i fornitori. Mondo del vino incluso

Sembra ormai passato un secolo da quando andare a mangiare al ristorante nel weekend non faceva notizia. Oggi, invece, con la necessità di contenere il dilagarsi dell’epidemia, è un piacere da assaporare ancora più profondamente. Solo per chi è in zona gialla, però.

Nel weekend appena passato, con più di mezza Italia in zona gialla – hanno fatto eccezione solo l’eccezione di Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e la Provincia di Bolzano – si è registrato un vero e proprio boom di prenotazioni. Lo sottolineano i numeri presentati da Coldiretti, dove il pranzo fuori era atteso da atteso da quasi 7 italiani su 10 (67%) che andavano a pranzo fuori almeno un sabato o una domenica al mese, prima dell’emergenza Covid.

Un weekend da 200 milioni di euro per bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi aperti, con molti locali che hanno registrato addirittura un tutto esaurito. A incidere, certo, anche le limitazioni dei posti disponibili per le stringenti misure di sicurezza e di necessario distanziamento adottate dalle strutture sulle quali continua peraltro ad incidere pesantemente – sottolinea la Coldiretti – la chiusura serale che vale fino all’80% dei ricavi.

Gli effetti della limitazione delle attività di ristorazione – continua la Coldiretti – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con cali di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari. Esempio? Dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

Le aperture a singhiozzo e le limitazioni – sostiene la Coldiretti – creano ostacoli alla programmazione dell’attività di ristorazione che si fonda su acquisto e vendita di prodotti deperibili. L’esperienza del fine settimana ha inoltre dimostrato che il rischio assembramenti e piu’ elevato all’esterno delle strutture.  Per questo il prossimo passo deve essere la possibilità in zona gialla di apertura serale per i ristoranti – conclude la Coldiretti – anche alla luce del progredire delle vaccinazioni e delle importanti misure di sicurezza adottata. Un esempio tra tanti è il distanziamento dei posti a sedere facilmente verificabile, il numero strettamente limitato e controllabile di accessi, la registrazione dei nominativi di ogni singolo cliente ammesso.

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