Vivino è la app più utilizzata con 23 milioni di utenti, di cui 2 in Italia.

Heini Zachariassen, fondatore dell’App Vivino, la più utilizzata a livello mondiale con 23 milioni di utenti, ha saputo interpretare appieno la rivoluzione della “sharing economy”, creando un’App di “massa”, che potesse essere utilizzata da tutti, sia dai consumatori occasionali di vino, sia dagli esperti. Zachariassen si è focalizzato sui dati e sulle recensioni al fine di costruire lo strumento migliore per i consumatori medi di vino che vogliono scegliere una bottiglia. Inoltre, d’ora in poi, attraverso Vivino si potrà acquistare vino grazie a partnership con enoteche on line e player di mercato: questo tipo di servizio a fine anno sarà disponibile anche in Italia, dove però l’ecommerce enoico, a differenza di altri Paesi come Usa, Uk, Cina o Francia, non sfonda, con tutte le vendite online di wine & food che valgono ancora meno del 2% del totale.
I big data, comunque, sono incoraggianti per il vino italiano, la cui produzione è sicuramente la più in vista del mondo in questo momento, grazie soprattutto alle denominazioni maggiormente conosciute, come Brunello di Montalcino, Barolo e Amarone della Valpolicella.
Secondo Vivino, in Italia, gli “stilli” più popolari tra gli appassionati del Belpaese sono i vini rossi dell’Italia centrale (13,6%), cui fanno seguito i rossi del Nord (12,3 %) e quelli del Sud. Seguono i bianchi del Nord (8,5%), del Sud (6%) e del Centro (4,5%). Categoria “generali”, seguite dallo Champagne (4,2%), e dalle singole denominazioni o varietali. Il primo posto spetta al Prosecco (2,7%), seguono, poi, Barbera (2,5%), Barolo, Chianti Classico e Brunello di Montalcino (tutti con il 2,1%), poi Amarone della Valpolicella e Nebbiolo (1,9%), Chianti (1,6%), Bolgheri (1,5%) e Primitivo (1,4%).

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