Vitigno autoctono Canaiolo Nero: simbolo tanto antico quanto attuale della Toscana

L’Italia è tra i pochissimi Paesi del mondo (se non l’unico) che produce vino in ogni sua Regione; in ogni territorio, tra l’altro, si sviluppano alcuni vitigni definiti “minori” solo perché non hanno avuto la fortuna di rientrare nella “candida rosa” delle eccellenze italiane ma, di fatto, permettono di produrre vini non solo pregiati, ma anche gustati, esportati e amati in tutto il resto del mondo.

Negli ultimi decenni, però, si sono compiuti numerosi passi avanti nei confronti di questi vitigni autoctoni spesso sottovalutati o ignorati e, in molti casi, si è rivelata una scelta fruttuosa sia in termini di tendenze, sia sotto il profilo economico. Le varietà autoctone nascondono potenzialità che, se opportunamente sfruttate, possono dar vita a una commercializzazione intensa e redditizia, portando al raggiungimento di ottimi risultati.

Tra queste è doveroso citare un vitigno autoctono toscano dalle origini molto antiche: si tratta del Canaiolo Nero, più conosciuto semplicemente come Canaiolo, di cui vale davvero la pena parlare proprio per le sue caratteristiche molto particolari e interessanti.

Esattamente come altre coltivazioni toscane, si estende in tutta la zona del Chianti e, insieme al Sangiovese e alla Malvasia, ha fatto parte della “ricetta tradizionale” del Chianti Classico risalente al 1872 per opera del Barone Bettino Ricasoli.

Storia del vitigno autoctono toscano Canaiolo Nero

Le origini del vitigno Canaiolo sono incerte ma, al tempo stesso, molto antiche: tra i primi a citarlo rientrano Dè Crescenzi, nel 1303, con il nome di Uva Canjuola e Soderini, nel 1622, come Canaiolo Nero e Uva Canaiola Colore.

In tempi più recenti, invece, il Canaiolo è stato spesso associato con altre varietà come il Sangiovese, il Ciliegiolo e il Canina Nera, ma semplicemente perché vengono tutte coltivate negli stessi appezzamenti. Per fortuna, nel 1970 è stato iscritto al Registro Nazionale delle Varietà di Vite come varietà autonoma.

grappoli-canaiolo

Per quanto riguarda il suo nome, secondo alcuni ha origine dalla rosa canina, il cui sapore caratteristico è amarognolo esattamente come quello del vino Canaiolo; altri, invece, sostengono che il nome si da ricondurre al periodo dell’invaiatura (una fase fenologica della maturazione dei frutti in generale, in questo caso delle uve) che, per il Canaiolo, coincideva con i “dies caniculares”, cioè i giorni canicolari (dal 24 luglio al 24 agosto).

Le varietà di Canaiolo Nero

Tramite mutazione genetica, dal Canaiolo Nero si sono sviluppate altre varietà: il Canaiolo Rosa e il Canaiolo Bianco.

Il Canaiolo Rosa (così chiamato per via del colore della buccia degli acini) è stato individuato in occasione di una selezione clonale del Canaiolo Nero nel vigneto di un’azienda in provincia di Lucca. Alcuni sostengono, invece, che sia stato rilevato nel comune di Rignano sull’Arno, quindi in provincia di Firenze, dove (pare) fosse già coltivato da più di 50 anni.

Il Canaiolo Bianco, invece, era inizialmente coltivato nell’area centrale e centromeridionale della Toscana, mentre oggi la sua diffusione si limita alle province di Prato, Firenze, Siena, Arezzo e Pisa. Alcune tracce sono state individuate anche in Umbria, precisamente a Orvieto.

Caratteristiche del vitigno e del vino Canaiolo Nero

Come già sottolineato, il Canaiolo Nero è ampiamente diffuso in tutta la Toscana ma, al contempo, è possibile trovarlo anche in Umbria, Marche, Lazio e Liguria. Esattamente come tutti gli altri vitigni, anche il Canaiolo Nero presenta delle caratteristiche ampelografiche ben precise:

  • le sue foglie hanno grandezza media e forma pentalobata o trilobata;
  • i suoi grappoli hanno grandezza media, forma cilindrica e colore nero;
  • i suoi acini hanno grandezza media, forma sferoidale e colore nero;
  • la buccia degli acini è particolarmente pruinosa e di colore blu-nero.

Per quanto riguarda il vino Canaiolo Nero, sono rari i casi in cui viene vinificato in purezza; quando ciò accade, si ottiene un vino di un intenso rosso rubino, molto elegante, dal profumo floreale con sfumature di frutti rossi. Il suo sapore ha un buon tenore alcolico, è ricco di corpo e rilascia note di lamponi, more e ciliegie. Alla fine di ogni sorso permane, inoltre, un leggero finale amarognolo.

Come abbinare il vino Canaiolo Nero in tavola

Il Canaiolo Nero è un vino rosso che accompagna in modo a dir poco eccellente i piatti tipici della tradizionale cucina toscana; quest’ultima è parecchio povera, contadina, basata su pietanze a base di verdure dell’orto e molta carne (bianca, rossa e selvaggina).

vino-canaiolo-nero

In genere, il Canaiolo Nero è perfetto con le zuppe di verdure, con la farinata e con la celebre “pappa al pomodoro”, tutti piatti tipici della Toscana. Non solo, perché il suo gusto leggermente amarognolo si sposta benissimo anche con i formaggi fermentati come il gorgonzola e il pecorino, oltre che con i risotti.

Se, poi, si desidera gustare un buon bicchiere di vino Canaiolo Nero da solo, è suggerito servirlo a una temperatura compresa tra i 12°C e i 14°C.

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