Vino Nobile di Montepulciano Pieve: ok al Disciplinare, prime bottiglie dal 2025

Il Vino Nobile di Montepulciano è riconosciuto come la prima Docg d’Italia e continua a fare la storia, ora con un nuovo traguardo. Infatti, il 3 agosto 2023, il Comitato Nazionale Vini ha dato il suo definitivo assenso al Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano Pieve. Questa data segna un importante passo avanti per la viticultura italiana, con l’inizio della produzione di questa innovativa tipologia di vino e la prima annata prevista per il 2025.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve: prima annata dal 2025

A partire dal 1° gennaio 2025, il Vino Nobile di Montepulciano Pieve diventerà disponibile sul mercato. La produzione di questo vino, infatti, è partita nel 2021. La pubblicazione del Disciplinare in Gazzetta Ufficiale e l’iscrizione presso il Registro delle Denominazioni Europee ha reso questo progetto operativo. L’annata inaugurale dovrebbe prevedere una produzione di circa 300 mila bottiglie. Per l’annata 2022, sono già stimate oltre 700 mila bottiglie, rappresentando circa il 10% della produzione totale di Vino Nobile di Montepulciano.

L’annuncio del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano ha espresso grande soddisfazione per questo traguardo. Andrea Rossi, il Presidente del Consorzio, ha sottolineato come la creazione di questa nuova tipologia di vino vada oltre la semplice produzione, rappresentando piuttosto la testimonianza di come un’intera denominazione possa creare, in modo unanime, un percorso condiviso che simboleggia una nuova visione di produzione vitivinicola. Questa visione si basa su un’approfondita ricerca geologica e pedologica, unita allo studio di documenti storici nelle biblioteche e negli Archivi, come il Catasto Leopoldino del 1800.

“Questo risultato, che abbiamo atteso e che anche grazie al supporto fondamentale della Regione Toscana, insieme a quello del Ministero dell’Agricoltura e del Comitato Nazionale Vini, è arrivato completare quello che è un progetto di filiera da una parte, e un suggello in etichetta alla menzione Toscana dall’altra”. Per Rossi, Pieve diventa una sintesi di qualità, storia, territorialità e unicità, elementi che “si rafforzano creando un nuovo importante strumento di promozione di Montepulciano e della Toscana nel mondo”.

Il sostegno di Stefania Saccardi

Il progetto ha ricevuto l’elogio di Stefania Saccardi, vicepresidente e assessora all’agroalimentare della Regione Toscana, che ha definito l’iniziativa come “una operazione di grande visione”, lodando l’attenzione e la dedizione dimostrata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Saccardi ha anche sottolineato l’importanza della vitivinicoltura come settore agricolo che ha fatto proprio il concetto di terroir.

Il Disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano “Pieve”

La nuova tipologia di vino è regolamentata da un Disciplinare specifico. Questo prevede una produzione massima di 70 quintali per ettaro e l’uso di Sangiovese per l’85% della vinificazione, completato da vitigni autoctoni complementari. Le uve dovranno essere prodotte esclusivamente dall’azienda imbottigliatrice e provenire da vigneti di almeno 15 anni di vita. Il vino dovrà poi maturare per tre anni, di cui almeno 12 mesi in legno e 12 in bottiglia.

Il nuovo Disciplinare approvato aggiunge quindi ufficialmente alle tipologie Vino Nobile di Montepulciano Annata e Riserva anche la tipologia Pieve.

L’idea dietro la menzione “Pieve”

La creazione del Vino Nobile di Montepulciano Pieve nasce da un accurato percorso metodologico, che ha coinvolto tutte le aziende produttrici. Ciò ha portato come risultato un vivido esempio di come l’innovazione possa avvenire in maniera collettiva, attraverso un percorso di studio, confronto e analisi, che ha portato alla nascita di una visione unica per il Vino Nobile di Montepulciano.

Il termine Pieve, oltre al suo collegamento con il Disciplinare che regola il Vino Nobile di Montepulciano, nasce infatti da un percorso metodologico basato su studi storici, paesaggistici e produttivi. Le antiche Pievi, in cui il territorio era suddiviso fin dall’epoca tardo romana e longobarda, rappresentano un elemento chiave di questa nuova visione di produzione. “La selezione di questi toponimi per la menzione Pieve va quindi a riflettere un’approfondita conoscenza storica, paesaggistica e produttiva del territorio vitivinicolo”, affermano dal Consorzio.

Il nuovo disciplinare ribadisce l’importanza della territorialità nel settore vinicolo, definendo 12 zone, conosciute come UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), le Pievi per l’appunto. Queste zone saranno distinte con la menzione Pieve in etichetta, rafforzando così il legame tra il vino e la sua origine geografica e storica. Le 12 UGA risultano le seguenti: Argiano, Ascianello, Badia, Caggiole, Cerliana, Cervognano, Gracciano, Le Grazie, San Biagio, Sant’Albino, Vallardenga e Valiano.

L’uso dei toponimi territoriali, che rimandano alle antiche Pievi, sottolinea il profondo legame del vino con la sua storia e il suo territorio. L’intento del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano è di codificare e riaffermare una realtà fisica con radici storiche antiche, che hanno caratterizzato il territorio di Montepulciano fino all’epoca moderna.

Vino Nobile di Montepulciano Pieve: le prospettive per il 2025

Con l’approvazione del nuovo Disciplinare, che come detto sarà operativo dal 1° gennaio 2025, si prevede una prima annata di circa 300.000 bottiglie, e già per il 2022, si prevedono oltre 700.000 bottiglie in cantina, vale a dire circa il 10% della produzione complessiva del Vino Nobile di Montepulciano.

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