Vino Made in Italy: prima scelta dei Millennials, soprattutto se Prosecco

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Un accurato esame dell’agenzia 3rdPLACE sui principali canali digitali ha rivelato le preferenze e i comportamenti d’acquisto dei consumatori di vino italiano nel mondo

I fattori alla base della popolarità e del successo del vino italiano all’estero non rimandano tutti necessariamente alla qualità del prodotto. A confermarlo è il rapporto External Data Intelligence Analysis, realizzato da 3rdPLACE – azienda specializzata nello sviluppo della Digital Intelligence – per conto di VinVentions – uno dei maggiori produttori mondiali di chiusure per vino. Fine ultime dell’analisi – informa una nota – è stato quello di prevedere il comportamento d’acquisto dei consumatori di vino italiano nel mondo, soprattutto nel periodo natalizio, e di delineare specifiche azioni di marketing e commerciali per rispondere al meglio alle esigenze del pubblico.

Lo studio ha preso le mosse dall’esame degli Open Data, le informazioni provenienti dalle diverse fonti digitali su un arco temporale di un anno. Nello specifico, sono stati passati in rassegna i contenuti pubblici in lingua inglese reperibili sui diversi canali digitali più popolari, come i principali social network (Facebook, Twitter, YouTube e Instagram), gli aggregatori come Tripadvisor e Amazon, i blog, i forum, i siti di news e di e-commerce e le app mobile. Su un totale di oltre un milione di rilevazioni, una prima analisi relativa al grado di consapevolezza del vino italiano ha registrato un misero 7% di menzioni specifiche, mentre il Social Reputation Score sulla keyword “made in Italy” è ottimo, con una percezione positiva dell’utenza pari al 68%. E proprio per quanto concerne le parole chiave,
concentrata l’analisi su un campione di contenuti (il 10% del totale), sono state recuperate 7mila menzioni in cui spiccano le keyword associabili ai termini “vino made in Italy”. Sul fronte delle preferenze, è risultato, inoltre, che i consumatori più interessati all’acquisto di prodotti italiani si concentrano prevalentemente in Usa, Gran Bretagna, Germania e Cina e che il profilo più attivo, dopo i maschi di età compresa tra i 35 e il 45 anni (38%), è quello della generazione dei Millennials (età inferiore ai 35 anni, 30%).

Un esame approfondito dei commenti sui social ha evidenziato che il 60% delle menzioni riguarda condivisioni di foto, consigli su abbinamenti culinari e richieste di suggerimenti per un viaggio a tema in Italia. In particolare, solo Twitter e Instagram coprono il 50% del totale delle menzioni analizzate (29% Twitter, 21% Instagram), lasciando appena il 10% a Facebook, YouTube e agli altri social network.

In merito alle modalità d’acquisto, nonostante la maggioranza prediliga i negozi specializzati, il 30% degli acquirenti sceglie l’online. Al riguardo, l’External Data Intelligence Analysis di 3rdPLACE ha riscontrato un’importante mancanza del prodotto “vino italiano” nelle maggiori piattaforme di e-commerce mondiali. Negli Usa, il vino italiano rappresenta solo l’1% dell’offerta complessiva, in Gran Bretagna il 2% e in Germania il 13%. Nei mercati esteri presi in esame la tipologia di vino italiano più menzionata è il Prosecco Valdobbiadene con il 25% del totale. Seguono, con un certo distacco, il Barolo, il Chianti e il Franciacorta (13%, 11% e 6% rispettivamente). Dati significativi, che rivelano importanti lacune in tema di comunicazione da parte dei produttori delle zone meridionali del nostro Paese.

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