Vendite del vino nella GDO: Chianti si conferma il più venduto

Il Chianti resta il vino più venduto in Italia nella grande distribuzione organizzata. È il dato diffuso dalla nuova configurazione di ricerca (che ora include anche l’e-commerce) redatta da Circana.

Circana è il nome dell’azienda nata dalla fusione tra IRI (Information Resources Inc.) e il gruppo NPD, avvenuta ad agosto 2022. A marzo, il gruppo ha annunciato il nuovo nome e la nuova brand identity, creati in collaborazione con Landor & Fitch.

Circana per Vinitaly 2023: alcuni dati

La ricerca presentata da Circana durante l’ultima edizione di Vinitaly mostra come nel primo trimestre del 2023 le vendite di vino siano calate a volume del 6,2% e quelle delle bollicine dello 0,5%. Nel 2022 le vendite di vino erano già scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0%.

L’inflazione ha causato un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine e questo ha portato a far registrare un aumento delle vendite a valore dello 0,4% per il vino e del 6,1% per le bollicine.

Nel corso della tavola rotonda su Vino e Distribuzione Moderna organizzata da Veronafiere, Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana (già IRI) ha commentato “Per quanto riguarda l’andamento del 2023, molto dipenderà dallo scenario macroeconomico che si affermerà nel corso dei mesi. Le possibilità di recupero del secondo semestre sono legate a come e quanto si ribalteranno a scaffale i nuovi aumenti di listino e come la leva promozionale sarà utilizzata; se sarà usata più dello scorso anno da tutti i soggetti in campo, possiamo immaginare e sperare in un parziale recupero nella seconda metà del 2023”.

I dati a valore naturalmente sono ingannevoli per via dell’inflazione, ma il canale del vino e delle bollicine nella Distribuzione Moderna rimane comunque rilevante nel mercato italiano con 800 milioni di litri venduti per un valore di circa 3 miliardi di euro nel 2022.

Come vanno i vini biologici nella GDO

Vini e spumanti biologici, che rappresentano una quota minore di mercato nella Distribuzione Moderna, vedono un calo del vino del 5,1% e delle bollicine del 4,1%. Si vedrà se l’auspicato ritorno alla quasi normalità del mercato nel secondo semestre del 2023 e nel corso del 2024, porterà a una ripartenza del comparto o se si tratta di un rallentamento fisiologico.

I vini più venduti

La ricerca Circana mette in luce anche classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini “emergenti” (a valore). Per i vini più venduti:

  • Prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti,
  • Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri,
  • Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri.

Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri.

La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio:

  • Ribolla gialla (Friuli Venezia Giulia) con +12%;
  • Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10,0%;
  • Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%.

Si posizionano bene anche Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia).

A commento dei dati condivisi da Circana, il portale Inumeridelvino ha riportato alcune considerazioni generali sull’andamento dei vini italiani nella GDO. “Come abbiamo già discusso qualche settimana fa le vendite di vino al dettaglio sono calate del 2% nel 2022. Con questo “spartiacque” possiamo quindi fare qualche calcolo su chi è andato meglio o peggio in Italia. E il risultato è che ci sono pochi che sono andati molto bene, e tanti sono andati leggermente peggio” si legge.

I commenti dei player della GDO

Secondo Mirko Baggio, rappresentante di Federvini, le cantine dovranno decidere con molta attenzione in quali mercati investire e con quali clienti utilizzare la leva delle promozioni per riuscire a conciliare fatturati e marginalità. “Il consumatore si è avvicinato al vino di fascia premium e la sfida nel 2023 sarà quella di riuscire ad intercettare la domanda, in crescita, di vini di fascia più alta”. Luca Devigili, UIV (Unione Italiana Vini) ha commentato “L’incertezza per i mesi in divenire, quando arriveranno gli aumenti di prezzo dei listini, è alta. In questo contesto, abbiamo una certezza: se ogni singolo attore perseguirà i propri obiettivi ignorando le criticità della filiera, i problemi che affronteremo saranno ben più ampi di quelli di cui parliamo ora”.

“La riduzione della spinta promozionale è da ascriversi principalmente al completarsi del fenomeno inflattivo. – spiega Simone Pambianco, Category Manager Bevande, di Conad – far sì che le leva pricing e promozionale non diventino la discriminante del successo, in uno scenario in mutamento degli stili di consumo, dovremmo attenderci un ridimensionamento dei costi del fattore vetro”.

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