Vino e Bitcoin: nasce Italian Wine Crypto Bank

Acquistare vino italiano in Bitcoin? Ad aprire questa possibilità, il progetto Italian Wine Crypto Bank, con probabile data di inizio a partire da aprile 2021

Pensata come nuova opportunità per le cantine italiane, Italian Wine Crypto Bank è un’iniziativa nata dall’unione di due mondi: da un lato il crescente mercato globale caratterizzato dalle criptovalute e da investitori in asset digitali; dall’altro tutto il tradizionale e immenso universo del vino italiano, dalle sue cantine ai i suoi distributori, fino agli appassionati e ai consumatori di tutto il mondo.

Alla base del progetto Italian Wine Crypto Bank, c’è un’idea che potrebbe rivoluzionare il mondo del vino: la creazione della singolare Banca permetterebbe infatti, in maniera del tutto eccezionale, l’acquisto di una delle eccellenze del Made in Italy tramite bitcoin, l’immateriale e prestigiosa moneta di scambio, ormai conosciutissima.

A presentare il progetto, lo scorso 18 dicembre con un webinar aperto a gratuito, i tre protagonisti e ideatori dell’iniziativa: Rosario Scarpato (food & wine writer e TV producer), Davide Casalin e Alessandro Brazzini. Italian Wine Crypto Bank, hanno dichiarato i soci, dovrebbe prendere avvio a partire da aprile 2021 con l’emissione dei primi token e l’apertura delle porte ai primi compratori virtuali.

Come funzionerà la Criptobanca del vino italiano? Elemento essenziale affinché il progetto possa svilupparsi, sarà l’appoggio delle cantine italiane che potranno aderire autonomamente all’iniziativa fino ad aprile 2021. La cantine che decideranno di far parte del circuito, dovranno – materialmente – fornire il vino presso i magazzini della Banca che, a sua volta, pagherà il prodotto in euro. Dall’altro lato, con un investimento minimo di circa 500 euro e il pagamento di una quota annuale, appassionati di vino, investitori o figure interessate alle criptovalute entreranno a far parte del Club dei Soci Esclusivi Iwcb: una piattaforma di acquisti unica e, insieme, un sistema finanziario che si auto alimenta grazie al valore del prodotto scambiato. I Compratori, infatti, potranno scegliere di ritirare in ogni momento i vini acquistati e custoditi all’interno della Banca del vino, oppure attendere che il valore salga e scambiarli con altri correntisti.

La missione primaria di questa speciale Banca del Vino è quella di promuovere e vendere vini italiani nel mondo, non solo le produzioni di cantine riconosciute a livello internazionale, ma anche di quelle che, pur essendo meno note, sono tuttavia in grado di garantire alti standard di qualità e un valore crescente nel tempo. Ma, il progetto, non si ferma qui. Il meccanismo di Italian Wine Crypto Bank sarà in grado di generare significativi benefici e ritorni per i suoi stakeholder: le cantine partner, i clienti e gli investitori che punteranno sui suoi Digital Asset, token interamente garantiti dal valore del vino custodito dalla Banca. 

“Secondo diverse ricerche – ha detto Rosario Scarpato – il mondo degli investitori delle criptovalute sta assumendo sempre più peso sociodemografico, oltre a godere di ottime capacità di acquisto. Proprio a questo genere di figure, oltre che agli amanti del vino, si rivolge il nostro innovativo progetto, che è prima di tutto – ha concluso Scarpato – un’iniziativa di comunicazione del vino italiano nel mondo”.

Ad attenderci, dunque, un aprile all’insegna della novità.

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