Vino e bevande no-alcohol, crescono i consumi nel mondo

Vino e bevande no-alcohol prodotti del futuro? Lo studio di IWSR stima una crescita rapida e importante

C’è un trend che (forse) farà storcere il naso agli appassionati tradizionali di vino e distillati. Quello del vino e bevande no-alcohol che, numeri alla mano, sono in continua crescita. Insieme a loro, anche i i prodotti low-alcohol che, come dice il termine inglese, sono invece caratterizzati da una bassissima gradazione.

Crescono i consumi di vino e bevande no-alcohol. Lo studio

Come riporta il No-and Low-Alcohol Strategic Study 2021pubblicato nei giorni scorsi da IWSR e riportato da Unione Italiana Vini, vino e bevande no-alchol e low-alcohol sono in crescita. Questo vale per 10 mercati strategici per il settore vino e alcolici. E non si tratta soltanto di cocktail analcolici – a cui in Italia, come in altre parti del mondo, siamo abituati. Tra i prodotti spiccano vino, birra, liquori e RTD. Tutti, rigorosamente, analcolici o a basso contenuto alcolico.

Nel 2020, all’interno del mercato delle bevande alcoliche, i prodotti low-alcohol e no-alcohol hanno raggiunto una quota del 3%. Quello che vale la pena sottolineare sono le stime di crescita che porteranno, secondo lo studio, a un incremento del 31% entro il 2024.

I mercati dove piace l’analcolico

I Paesi presi in considerazione dallo studio sono Australia, Brasile, Canada, Francia , Germania, Giappone, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Mercati importanti, considerando che insieme rappresentano il 75% dei consumi globali e che tra questi rientrano Paesi fondamentali per l‘export di vino e distillati italiani.

A trainare i consumi di vino, birra e distillati analcolici ci sono Germania, Spagna e USA.  La Germania – ricorda l’articolo di Unione Italian Vini – è oggi il maggior mercato per delle bevande alcoliche low e no-alcool (sebbene il 2020 abbia visto un calo dei consumi del 5% vs 2019). Berlino precede gli Stati Uniti, che sono oggi particolarmente “dinamici” in questo segmento di mercato (+30% vs 2019). L’incremento maggiore dei consumi volume è atteso nei prossimi anni dal Sudafrica, che – partendo da una base non particolarmente ampia – potrebbe vedere un CAGR volume del +16% tra 2020 e 2024. 

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