Vinitaly 2024: inaugurazione del Museo del vino e l’eredità centenaria del Crea 

Durante l’evento Vinitaly 2024 verrà inaugurato un museo dedicato al mondo del vino, in cui saranno presenti i Ministri più influenti nel settore. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato, durante il centenario del Crea, l’importanza di Vinitaly come promotore del vino italiano a livello internazionale. In programma, dal 14 al 17 aprile a Veronafiere, c’è l’apertura di un significativo museo sul vino, con l’invito esteso anche ai Ministri dell’Agricoltura dei principali Paesi coinvolti nella produzione vinicola.

Il ruolo del Crea nella viticoltura nazionale

Durante le celebrazioni dei 100 anni del Crea Viticoltura ed Enologia a Conegliano, Lollobrigida ha affermato l’importanza del Crea come centro propulsore del Ministero, accelerando la condivisione dei dati e l’innovazione nel settore agricolo. Grazie al supporto del Governo Meloni, l’agricoltura è stata recentemente posta al centro dell’agenda politica, con un notevole incremento degli investimenti. L’obiettivo è stabilire una solida alleanza con altre nazioni produttrici di vino di qualità, per difendere e informare il mercato senza condizionarlo. L’Italia dimostra che le preoccupazioni sulla salute legate al consumo di vino sono infondate. Guardando al passato glorioso, il Crea ha svolto un ruolo cruciale nella viticoltura nazionale, come evidenziano i successi dei consorzi come Prosecco Doc, Prosecco Superiore Conegliano-Valdobbiadene e Pinot Grigio delle Venezie, che esportano oltre un miliardo di bottiglie in tutto il mondo.

Impatto e progressi del Crea 

Il centenario del Crea sottolinea il suo ruolo chiave nella ricerca che ha guidato la viticoltura nazionale, inclusa la lotta contro malattie che minacciavano di cancellare la vite dall’Europa e l’implementazione delle più recenti tecnologie del settore. Riccardo Velasco, direttore del Crea Viticoltura ed Enologia, ha evidenziato l’importanza di questo centro nella ricerca e nella fornitura di servizi di alta qualità per il mondo produttivo. Mario Pezzotti, Commissario Straordinario del Crea, ha ribadito l’importanza della ricerca per l’industria vinicola italiana nel panorama mondiale.

Dati sulle esportazioni del vino italiano

Nel 2022, le esportazioni italiane di vino hanno raggiunto gli 8 miliardi di euro, con una crescita del 9,3% rispetto al 2021. Il settore vinicolo rappresenta il 13,6% delle esportazioni agroalimentari totali dell’Italia nel 2022, generando un fatturato complessivo di 13,8 miliardi di euro, oltre il 10% del fatturato agroalimentare complessivo.

Le ultime scoperte del Crea

Il Centro di Ricerca di Conegliano spicca in diversi settori, alcuni partiti da zero ma cresciuti in modo esponenziale. Uno di questi riguarda il più ampio piano di miglioramento genetico in Italia, forse persino in Europa. Da nord a sud, oltre 20.000 genotipi sono sotto valutazione per resistere alle principali malattie fungine e per migliorare la qualità degli incroci tra varietà autoctone (come Glera, Sangiovese, Primitivo, Cesanese, per citarne alcune ben note) e vitigni resistenti di nuova generazione. Un altro ambito di interesse sono le biotecnologie applicate alla vite, specialmente per ottenere portainnesti resistenti allo stress idrico e vitigni che sfidano le maggiori malattie fungine, allo scopo di coltivare piante che richiedano meno trattamenti e che resistano meglio allo stress idrico. Esperimenti con tecniche di evoluzione assistita e cis-genetica hanno prodotto piante in vitro pronte per i primi test sul campo, una volta definite le condizioni e individuati i luoghi idonei in collaborazione con le regioni coinvolte.

Il Centro è leader nella lotta contro le fitoplasmosi della vite come la flavescenza dorata e il legno nero, ancora problematiche nel Nord Italia. Collaboriamo attivamente con il Ministero per trovare soluzioni praticabili ed ecocompatibili. Parimenti, lavoriamo a lungo termine per gestire i vigneti in modo sostenibile in Veneto, riducendo l’uso di rame, zolfo e pesticidi.

Le origini del Crea 

Nel 1923 nacque la Stazione Sperimentale di Viticoltura per supportare la viticoltura locale, divenendo la Regia Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia nel 1930. Nel 1933 fu posta la prima pietra della sede attuale, con la creazione di una collezione ampelografica e numerosi vigneti sperimentali. Nel 1967, diventò uno degli Istituti Sperimentali del Ministero dell’Agricoltura, assumendo compiti come il Servizio Repressione Frodi fino al 1986 e il controllo dei materiali di propagazione della vite. Nel corso degli anni ha ampliato il suo ruolo, fondendo la ricerca enologica nel 2015, diventando il Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia nel 2017.

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