Quali sono i vini rossi più venduti nel 2022?

Chianti, Lambrusco e Montepulciano sono i vini rossi più venduti nel 2022. Lo scorso anno le vendite di vini rossi hanno fatto registrare un calo del 7%.

Chianti, Lambrusco, Montepulciano sono i vini rossi più venduti nel 2022. Questo è il podio della speciale classifica dei vini rossi più venduti nel 2022 nella Grande distribuzione. Il 2022, però, è stato un anno negativo per le vendite di vino in generale e, in particolate, per i vini rossi. A dirlo è la ricerca di Circana presentata in occasione di Vinitaly.

Le vendite di vini rossi nel 2022

E’ il Prosecco il vino più venduto in Italia nel 2022 nella Grande distribuzione organizzata. Se guardiamo, invece, ai vini rossi, a guidare la classifica è il Chianti (Toscana), con 17 milioni di litri venduti. Seguono il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri e, staccato, il Montepulciano con oltre 12 milioni di litri venduti. Andando avanti nella graduatoria troviamo Barbera (Lombardia, Piemonte), Bonarda (Lombardia, Piemonte), Nero d’Avola (Sicilia), Sangiovese (Regioni varie), Primitivo (Puglia) e Negramaro (Puglia).

I dati dell’intero comparto vino mostrano una flessione, a volume, del vino (-5,4%), dei vini rossi (-7%), degli spumanti (-4,7%) che diventa -0,2% se si esclude il Prosecco. A penare di più nelle vendite al supermercato, segnando perdite sopra la media, sono proprio i vini rossi. In particolar modo a soffrire sono i vini rossi fermi (-7%) e soprattutto le Doc rosse che registrano una perdita in doppia cifra (-11%)

2022, un anno negativo per le vendite di vino

Nel 2022 le vendite di vino sono scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0%. Le tensioni inflazionistiche hanno causato, anche nel primo trimestre del 2023, un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine.

Se, ovviamente, il saldo dell’ultimo anno delle principali denominazioni e indicazioni geografiche segue l’andamento generale negativo, uno sguardo in prospettiva di medio termine aiuta a inquadrare meglio quali sono i vini che strutturalmente hanno imboccato una fase involutiva e quali invece stanno ripiegando sui valori pre-Covid dopo la fiammata del 2020 e 2021. 

Fra i primi, vanno annoverati alcuni rossi Igt sia che provengano sia da vitigni autoctoni sia internazionali.  Tra le Dop le battute d’arresto sono numerose e spaziano dal Piemonte alla Sicilia. Quelli in fase di rientro verso la “normalità” sono invece Montepulciano d’Abruzzo, Chianti, Salento (quindi Negroamaro), Lambrusco Emilia e Rubicone Trebbiano. 

Il commento del segretario generale di Unione Italiana Vini, Paolo Castelletti

“Il divario tra le performance degli spumanti e il resto del mercato è sempre più evidente e l’effetto non è stato affatto neutro. A pagare le spese di un carrello che vede gli spumanti protagonisti dei consumi quotidiani, è probabilmente il vino fermo (-8%) e in particolare i rossi, che nel periodo considerato scontano una contrazione dell’11%” dichiara Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini. 

I vini rossi emergenti nel 2022

La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra invece sul podio Valpolicella Ripasso (Veneto, + 4,1%), Pinot Nero (Internazionale, + 3,3%) e Aglianico (Basilicata, Campania, Puglia, Molise + 2,9%).

Il commento di Luca Devigili di Unione Italiana Vini

L’incertezza per i mesi in divenire, quando arriveranno gli aumenti di prezzo dei listini, è alta. In questo contesto, abbiamo una certezza: se ogni singolo attore perseguirà i propri obiettivi ignorando le criticità della filiera, i problemi che affronteremo saranno ben più ampi di quelli di cui parliamo ora” ha evidenziato Luca Devigili di Unione Italiana Vini.

Le preoccupazioni della Grande distribuzione

A preoccupare le principali catene della Grande distribuzione è l’inflazione con il conseguente aumento dei prezzi a scaffale che, ovviamente, penalizza le vendite al consumatore finale.

Flavio Bellotti, responsabile Category Vino del Gruppo Selex ha dichiarato: “Il prezzo della bottiglia sullo scaffale è cresciuto, la promozionalità si è ridotta di circa 1 punto. Dobbiamo evitare rialzi spropositati, rispettando i problemi dei consumatori, agendo maggiormente sulla leva delle promozioni e cercando di rassicurare il consumatore”.

Francesco Scarcelli, responsabile reparto Beverage di Coop Italia ha aggiunto: “Il vero aumento dei prezzi a scaffale è atteso nel 2023 e speriamo sia compensato da una ripresa della promozione che va guidata: se è sana indirizza al consumo consapevole e invita a provare nuovi prodotti, se invece è eccessiva crea fidelizzazione all’evento stesso dell’offerta e non al prodotto”.

Sulla stessa linea anche le dichiarazioni di Simone Pambianco, category manager Bevande di Conad: “La riduzione della spinta promozionale è da ascriversi principalmente al completarsi del fenomeno inflattivo. Per far sì che le leva pricing e promozionale non diventino la discriminante del successo, in uno scenario in mutamento degli stili di consumo, dovremmo attenderci un ridimensionamento dei costi del fattore vetro”

Il commento di Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana

“Lo scenario geo-politico e le conseguenze sui prezzi hanno generato effetti non marginali sulle vendite, che però hanno resistito evitando un tracollo. La fine del Covid potrebbe dare più certezze a tutti. Nel 2023 senza drammatici ulteriori aumenti dei prezzi, le cantine e la distribuzione potranno tornare a confrontarsi sulla base delle scelte aziendali e delle strategie di medio-lungo periodo”, ha dichiarato Virgilio Romano, Business Insight Director di Circana (già IRI). 

Circana

Circana è il nome dell’azienda nata dalla fusione tra IRI (Information Resources Inc.) e il gruppo NPD, avvenuta ad agosto 2022. A marzo, il gruppo ha annunciato il nuovo nome e la nuova brand identity, creati in collaborazione con Landor & Fitch.

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