Vini, etichette informative anche negli Stati Uniti entro il 2024

Per le etichette dei vini anche gli Usa, dopo il via libera dell’Irlanda e le reazioni in Italia, pensano di inserire informazioni su allergeni e nutrienti nel 2023 e sugli ingredienti nel 2024.

Si aggiunge un nuovo capitolo “oltreoceano” alla questione delle regole per le etichette dei vini. Il dibattito si allarga infatti agli Stati Uniti, alle prese proprio con le valutazioni su quali indicazioni inserire sulle bottiglie. La direzione si sta delineando. Gli Usa dovrebbero autorizzare l’etichettatura con informazioni su allergeni e sostanze nutrienti già entro il termine di quest’anno, per poi passare alle etichette incentrate sugli ingredienti nel 2024.

Le etichette dei vini negli Stati Uniti

Approvando provvedimenti di questo tipo, i regolamenti degli Usa soddisferanno anche le linee guida dell’Unione europea, che prevedono l’uso dell’etichetta digitale U-Label attraverso i codici QR, in concomitanza con l’entrata in vigore della relativa normativa il prossimo dicembre.

Come riporta Federvini, il vicepresidente esecutivo e direttore degli affari governativi di “WineAmerica” Michael Kaiser definisce le nuove etichette come inevitabili, pur esprimendo il desiderio che siano poco invadenti.

L’etichettatura digitale U-Label

Con la nuova tendenza delle etichette informative o sanitarie, potrebbe trovare quindi compimento il progetto U-Label, avviato ufficialmente verso la fine del 2021. Questo strumento digitale è a disposizione dei produttori di vino e liquori dal primo dicembre di quell’anno

L’idea, sostenuta dalle organizzazioni europee del settore e presentata a Bruxelles, consiste nell’utilizzo di un QR Code per ogni bottiglia. Una volta inquadrato con la fotocamera dello smartphone, i cittadini possono scoprire tutte le informazioni necessarie sul vino scelto.

L’etichettatura U-Label offre indicazioni direttamente in una delle 24 lingue disponibili, a seconda dello Stato da cui si attiva. La geolocalizzazione è l’unica funzionalità di tracciamento che il sistema usa, in modo da assicurare il più possibile la privacy degli utilizzatori.

Dal 1 gennaio 2023, secondo la riforma dell’UE della politica agricola comune, tutte le etichette devono essere rinnovate, diventando anche elettroniche. L’obiettivo è offrire tutte le informazioni riguardanti gli ingredienti, la provenienza e la data di scadenza.

Le etichette che gli americani vorrebbero sui vini

Una recente ricerca dell’Osservatorio sui consumi di bevande alcoliche “BevAlc” ha sottolineato che gli statunitensi desidererebbero un’etichettatura con maggiori informazioni sui loro vini. Vorrebbero saperne di più dal punto di vista delle note di degustazione, delle calorie e degli ingredienti.

I consumatori oltreoceano, in generale, chiedono attenzione alla trasparenza delle indicazioni sulle bottiglie e alle spiegazioni sulla sostenibilità dei prodotti. Si tratta di nodi molto discussi tra gli addetti ai lavori.

Qualcuno, ad esempio, fa notare che le sostanze utilizzabili nell’enologia sono quasi un centinaio e quindi, per annotarne un gran numero, ci vorrebbe uno striscione da stadio più che un’etichetta. In questo caso il rimando al web tramite QR Code è di certo la soluzione migliore.

Il via libera dell’Irlanda all’health warning sulle etichette dei vini

La vicenda dell’etichettatura è balzata agli onori delle cronache con il via libera dell’Irlanda alle health warning per informare i consumatori sui rischi per la salute.

A fine dicembre 2022 la Commissione Europea ha dato l’ok alle avvertenze sulle etichette di vino, birra e liquori, proprio come accade sui pacchetti di sigarette.

Le reazioni in Italia

Un documento dedicato al tema delle etichette del vino è stato approvato all’unanimità da tutti i partiti nella commissione Agricoltura della Camera. Nell’occasione il presidente Carloni ha affermato: “Il vino porta benefici alla salute, lo dimostrano studi scientifici”.

Il governo ha mantenuto la possibilità di intraprendere un’azione contro la decisione dell’Irlanda, facendo ricorso alla Corte di Giustizia Europea e anche all’Organizzazione mondiale del commercio.

Il ministro Francesco Lollobrigida in merito ha dichiarato: “C’è il tentativo di stigmatizzare alcune produzioni, in particolare il vino, che riteniamo totalmente irresponsabile”.

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