Vigneti urbani, quando l’uva cresce tra gli antichi palazzi papali

Avignone, antica sede temporanea del papato, è entrata a far parte della rete della Urban Vineyards Association, dove figurano già città italiane come Siena, Torino e Venezia con i loro vigneti urbani

Il fascino di palazzi antichissimi e preziosi accostato a una delle piante più amate: stiamo parlando dei vigneti urbani, un accostamento apparentemente stridente, ma che invece regala scorci mozzafiato. Ora, anche Avignone, la cittadina francese un tempo sede papale, è entrata a far parte della rete della Urban Vineyards Association, associazione internazionale che riunisce i vigneti sopravvissuti all’interno dei centri cittadini. È stata fondata nel 2019 su impulso di Luca Balbiano, che gestisce Villa della Regina a Torino.

Avignone e i suoi vigneti urbani raggiungono così altre otto città, sparse tra Francia e Italia, come Torino, Siena, Montmartre, Venezia, ma anche Milano, Palermo e Lione.

Il vigneto urbano di Avignone. Siamo di fronte a un vigneto antichissimo, la cui storia inizia addirittura nel XII secolo. Unica vigna intra-muros AOC francese, il Clos de la Vigne al Palais des Papes si affaccia sul centro storico di Avignone e sul Rodano dalla cima del Rocher des Doms, il celebre sperone roccioso situato sulla sponda destra del fiume. Il Clos, inserito in un paesaggio urbano grandioso, è di proprietà della città di Avignone e, sin dall’impianto dei primi filari nel 1997, è gestito dalla Compagnons des Côtes du Rhône in collaborazione con il Lycée professionnel viticole d´Orange. A realizzarlo, in meno di vent’anni da due papi, Benedetto XII e Clemente VI, che decisero di destinare uno dei punti più panoramici e privilegiati del Palazzo all’affascinante arte della viticoltura oggi

Fra le viti impiantate, che contano circa 540 ceppi, si possono infatti trovare dieci vitigni autoctoni: per i rossi Grenache noir, Syrah, Carignan, Cinsault, Mourvèdre, Marselan e Counoise mentre per i bianchi il Grenache Blanc, Marsanne, Roussanne.

“Siamo felici e orgogliosi che il Clos de la Vigne du Palais des Papes sia entrato a far parte dell’associazione dei vigneti urbani – commenta Louis Buzançais, presidente de Les Compagnons des Côtes du Rhône – e si associ alla promozione di questo patrimonio unico. Sosteniamo pienamente l’approccio adottato dai nostri amici italiani nel celebrare la cultura vitivinicola attraverso la promozione di questi particolarissimi siti. Condividiamo il desiderio e l’entusiasmo per la costituzione di questa rete e, per usare un termine che ci è caro, per far sì che ‘l’uomo parli con l’uomo’”.

“Dare il benvenuto al vigneto di Avignone è un onore: il Clos del Palazzo dei Papi è un luogo che racchiude un valore inestimabile. Uno degli aspetti più belli dell’U.V.A. è che molto spesso i vigneti che ne fanno parte hanno una storia memorabile alle spalle. Le loro origini assumono quasi i tratti della leggenda, dove protagonisti sono grandi re, geniali inventori o audaci progetti politici. Accogliere la vigna di Avignone all’interno dell’Associazione rappresenta un ulteriore grande tassello nell’internazionalizzazione del nostro progetto” conclude Luca Balbiano, Presidente dell’Urban Vineyards Association.

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