Via libera alla distillazione di crisi

La 6° Conferenza Mondiale del Turismo del Vino sarà in Italia

Nel settembre 2022 toccherà finalmente all'Italia, e più in particolare ad Alba, ospitare la Conferenza Mondiale del Turismo del Vino (Global Conference in Wine Tourism).

Anteprima Merano WineFestival: al via con Naturae et Purae il 18-20 giugno

Tutto pronto per l’Anteprima Merano WineFestival: le richieste di accredito saranno fatte online Dopo lo stop dettato dalla pandemia e la versione digital del MWF...

Cresce la produzione bio nelle cantine cooperative, il 61% è Green

Cresce la produzione biologica nel mondo vitivinicolo cooperativo: da un'indagine realizzata da Alleanza Cooperative Agroalimentari su un campione rappresentativo delle proprie associate.

Come sta l’export del vino italiano dopo oltre un anno di pandemia?

La ripresa c'è e si vede, con i dati relativi all'export vino italiano che disegnano una curva verso l'alto. A dirlo, è l'analisi di Ismea e Unione italiana vini (Uiv), che hanno elaborato i dati Istat relativi alle esportazioni di vino nel primo trimestre del 2021

Agricoltura 5.0: Ismea mette in vendita 16mila ettari di terreno. Ecco i dettagli per fare richiesta

624 aziende agricole potenziali per un totale di 16mila ettari di terreno al fine di rendere operative le misure per realizzare un'agricoltura 5.0 Dopo il...

Pubblicato il decreto “salva cantine”: centocinquanta milioni di litri di vino italiano diventeranno gel disinfettante o bioetanolo

È stato finalmente pubblicato sul sito del Ministero delle Politiche agricole il decreto applicativo, che permetterà alle cantine di liberare spazio per la prossima vendemmia. “La misura, finanziata dall’Unione Europea – ha commentato Coldiretti – punta a fronteggiare da un lato la carenza di alcool italiano e dall’altro la profonda crisi del vino dove le vendite sono praticamente dimezzate durante il lockdown. In Italia la distillazione riguarda solo i vini comuni, al contrario della Francia, dove sarà possibile “trasformare” anche quelli a denominazioni di origine come lo champagne”.
Quella in atto è la prima risposta alla crisi che – come sottolinea Coldiretti – “vede quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrare un deciso calo dell’attività con un pericoloso allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, dalla vigna al bicchiere secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’. A pesare è stata la chiusura forzata della ristorazione avvenuta in Italia e all’estero con una forte frenata delle esportazioni dopo il record di 6,4 miliardi di euro nel 2019, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale. Colpita soprattutto la vendita di vini di alta qualità che trova un mercato privilegiato di sbocco in alberghi e ristoranti in tutto il mondo”.
Da qui l’impegno di Coldiretti a livello nazionale ed europeo con la proposta “di un piano salva vigneti che, oltre alla distillazione volontaria di vini generici, prevede anche la vendemmia verde e riduzione delle rese su almeno 100.000 ettari per una riduzione di almeno altri 300 milioni di litri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali”. “Una boccata d’ossigeno per il settore – prosegue la Coldiretti – verrebbe anche dal taglio dell’Iva che è ora pari al 22% e da credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid – 19. Per far ripartire i consumi la Coldiretti ha inoltre lanciato la campagna #iobevoitaliano. Ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero Made in Italy, alimentare e non”.
L’Italia con 46 milioni di ettolitri precede la Francia come principale produttore mondiale con circa il 70% della produzione destinato a vini Docg, Doc e Igt. Sono 332 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 i vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 i vini a indicazione geografica tipica (Igt) e il restante 30% per i vini da tavola. “Sul territorio nazionale – conclude la Coldiretti – ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria.”

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