La vendemmia 2023 in Emilia Romagna

Il caso della cantina sociale di Vicobarone. L’enologo Saverio Callaci guida la vendemmia di questa nota azienda dell’Emilia Romagna.

La Cantina Sociale di Vicobarone si trova immersa nel cuore dei Colli Piacentini, a Vicobarone di Ziano Piacentino, un territorio dalle caratteristiche climatiche, fisiche e culturali uniche, che consentono una produzione vinicola di alta qualità e in continua evoluzione, sostenuta da un ampio spettro di vitigni autoctoni.

L’enologo Saverio Callaci alla guida della vendemmia

Rispettosa delle antiche tradizioni enologiche, la cantina è da sempre attenta alle moderne esigenze del mercato del vino. Una combinazione che ha offerto quindi una solida base per affrontare la vendemmia 2023.

Alla guida di questa importante fase c’è l’enologo Saverio Callaci, figura professionale ormai incastonata nel tessuto dell’azienda. Con una carriera maturata in Sicilia Veneto e Lombardia, l’enologo ha trovato in Vicobarone un terroir capace di esprimere vini di notevole spessore.

Fattori distintivi che caratterizzano la produzione di Cantina di Vicobarone sono l’ampio patrimonio varietale e una filosofia produttiva incentrata sulla valorizzazione delle uve e dei vini locali.

Da anni, la cantina si distingue per la sua vocazione all’eccellenza e alla sostenibilità, esemplificata dalla linea “I Sostenibili” certificati VIVA (La Sostenibilità della vitivinicoltura in Italia) e 22005:2008 “Rintracciabilità nelle filiere agroalimentari”, un connubio tra etica e gusto autentico che ha conquistato i palati più raffinati, frutto di un ambizioso progetto di sostenibilità ambientale e di filiera che la cantina ha intrapreso ormai da anni.

Vendemmia 2023, la soddisfazione di Callaci

Con la vendemmia avviata già dalla seconda metà di agosto, i primi frutti del lavoro hanno iniziato a mostrare il loro potenziale.

Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di avere un clima più clemente, senza alcun disturbo meteorologico significativo che ci aveva segnato lo scorso anno spiega Callaci. Le temperature notturne fresche e i giorni tiepidi hanno contribuito a una maturazione costante, permettendo alle piante di crescere senza stress idrico.”

È proprio questa maturazione equilibrata ad aver fatto scattare il via alla raccolta, iniziata con le uve di Pinot Nero, raccolte a mano in cassette e accuratamente selezionate, destinate a divenire i prestigiosi spumanti Metodo Classico della cantina, confermando una volta di più che i Colli Piacentini sono tra le migliori aree per questa tipologia di produzione.

Già in fase di fermentazione delle uve bianche, i primi mosti hanno rivelato il loro potenziale. La Malvasia Andromeda Orange, uno dei fiori all’occhiello della cantina, promette un’annata straordinaria, così come la cuvée di Pinot e Chardonnay che forma lo spumante di qualità DUEVI’. La Malvasia della linea Sostenibili, certificata VIVA (unico standard pubblico italiano per la misura e il miglioramento delle prestazioni di sostenibilità della filiera vitivinicola) inizia a riconoscersi in tutto il suo splendore.


Le aspettative sono state pienamente soddisfatte anche per quanto attiene la raccolta delle uve rosse.

“Le uve sono risultate molto concentrate e con tannini maturi. Ottima annata in particolare per Bonarda e Barbera” aggiunge l’enologo. 

La vendemmia nei Colli Piacentini e nell’Oltrepò Pavese

Le considerazioni di Callaci si inseriscono in un contesto più ampio della vendemmia nei Colli Piacentini e nell’Oltrepò Pavese. In un anno segnato da incertezze economiche e climatiche, le aziende della zona affrontano la sfida con determinazione. Sebbene si riscontri una leggera flessione quantitativa, la qualità, quella che fa la differenza nel mondo dei grandi vini, non ha deluso le attese.

La qualità delle uve raccolte sembra dunque mantenere le aspettative, affermando ancora una volta la resilienza e la capacità di innovazione del settore vinicolo della regione. In questo quadro, Cantina di Vicobarone sembra pronta a chiudere la vendemmia su una nota positiva, confermando l’alta qualità che gli appassionati di vino sono soliti attendersi dalla produzione vitivinicola della Cantina.

La vendemmia in Emilia Romagna

Per quanto riguarda l’Emilia-Romagnanel versante emiliano, seguendo l’intera dorsale che da Modena, Piacenza e Parma si spinge fino all’Oltrepo Pavese e all’Astigiano, nonostante le grandinate, la produzione ha resistito. Lo si evince dai dati diffusi dalla Coldiretti.

Diversa la situazione dei vigneti della Romagna, colpita dall’alluvione di maggio. “La zona maggiormente interessata – aveva fatto sapere nelle scorse settimane Coldiretti Emilia Romagna – è quella della pianura ravennate e forlivese e in parte il bolognese, dove si stima un danno complessivo del 35% su una superfice di circa 2.500 ettari. In questa area sono interessati principalmente i vigneti di Trebbiano e Sangiovese. Danni si sono registrati anche su alcune centinaia di ettari della collina romagnola e imolese, con problemi di piogge torrenziali e frane, con un danno del 25-30% sui vigneti di Albana, Sangiovese e Chardonnay, D.O. Romagna. Preoccupa soprattutto la situazione delle aziende biologiche della zona, con perdite di prodotto che arrivano anche al 50%”.

La vendemmia in Italia

Dalle previsioni dell’Osservatorio Assoenologi, ISMEA e Unione italiana vini (UIV) emerge che il Nord è riuscito a confermare nel 2023, i livelli dello scorso anno (+0,8%), mentre al Centro, al Sud e nelle Isole si registrano flessioni rispettivamente attorno al 20% e 30%. Ecco i dati sulla vendemmia 2023, pubblicati in migliaia di ettolitri, suddivisi per Regioni:

  • Piemonte: 2.731 nel 2022 e 2.676 nel 2023;
  • Valle d’Aosta: 18 nel 2022 e 20 nel 2023;
  • Lombardia: 1.106 nel 2022 e 1.271 nel 2023;
  • Trentino Alto Adige: 1.289 nel 2022 e 1.307 nel 2023;
  • Veneto: 12.602 nel 2022 e 13.232 nel 2023;
  • Friuli Venezia Giulia: 2.204 nel 2022 e 1.983 nel 2023;
  • Liguria: 40 nel 2022 e 42 nel 2023;
  • Emilia Romagna: 7.208 nel 2022 e 6.884 nel 2023;
  • Toscana: 2.338 nel 2022 e 1.870 nel 2023;
  • Umbria: 400 nel 2022 e 320 nel 2023;
  • Marche: 932 nel 2022 e 699 nel 2023;
  • Lazio: 713 nel 2022 e 570 nel 2023;
  • Abruzzo: 3.085 nel 2022 e 1.851 nel 2023;
  • Molise: 234 nel 2022 e 129 nel 2023;
  • Campania: 536 nel 2022 e 375 nel 2023;
  • Puglia: 10.133 nel 2022 e 7.600 nel 2023;
  • Basilicata: 97 nel 2022 e 68 nel 2023;
  • Calabria: 130 nel 2022 e 88 nel 2023;
  • Sicilia: 3.514 nel 2022 e 2.460 nel 2023;
  • Sardegna: 533 nel 2022 e 427 nel 2023;
  • Italia: 49.843 nel 2022 e 43.873 nel 2022.

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