Vendemmia 2021: arrivano le previsioni del Consorzio del Chianti

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Consorzio Vino Chianti: il primo a pronunciarsi in merito alla vendemmia 2021

Come di consueto, anche in questo fine luglio iniziano le previsioni per la vendemmia 2021. Tra i primi a far sentire la propria voce, il Consorzio del Chianti.

La paura per questa vendemmia 2021 era tanta, da quando nel maggio scorso la gelata sui vigneti ha rischiato di mettere a repentaglio buona parte della produzione.

Invece, nonostante la gravità della situazione iniziale, vuoi per i provvedimenti presi, vuoi perchè la fioritura risultava essere leggermente indietro rispetto agli scorsi anni, i danni sono risultati tutto sommato limitati e circoscritti ad alcune zone.

Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti e la vendemmia 2021

“Non sarà un’annata eccezionale da un punto di vista quantitativo- afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio – ma il danno è minore di quello che pensavamo quindi possiamo tirare un piccolo sospiro di sollievo.

La produzione sarà più scarsa del trend normale, ma rispetto alla prima stima che vedeva una riduzione media del 30-40%, ora prevediamo un -15%”. 

Vendemmia 2020 vs Vendemmia 2021

Lo scorso anno, proprio in occasione delle previsioni vendemmiali, Giovanni Busi faceva sapere che il 2020 dal punto di vista qualitativo sarebbe stato un anno d’oro.

“L’uva – aveva affermato – è sana e bella, anche se non abbondante. Speriamo di poter concludere positivamente un’annata che è stata ottima da un punto di vista climatico: le piante non sono andate in stress, e con le piogge di giugno abbiamo avuto un bel rifornimento delle falde freatiche”.

Per ovviare alla minor quantità di uva e a tutela delle aziende il Consorzio aveva approvato una riduzione della produzione del 20% visto il periodo di grande difficoltà vissuto lo scorso anno.

Per la vendemmia 2021 Il Consorzio ha optato per una riduzione delle rese del 15% al fine di mantenere in equilibrio la produzione e il mercato.

Il mercato del Chianti

I primi mesi dell’anno avevano fatto registrare un segno positivo per il vino Chianti: il primo trimestre dell’anno si era, infatti, chiuso con una crescita delle vendite. Più 4% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Si parla, quindi, di circa un milione di bottiglie di vino in più. 

“I dati del primo trimestre sono un ottimo segnale che ci fa ben sperare anche per il resto dell’anno in corso – aveva affermato Alessandro Bani, direttore del Consorzio Vino Chianti -. Nonostante la produzione sia ferma, vediamo che l’interesse dei consumatori verso i vini Chianti resta altissimo”.

Buone le vendite anche nel mese di giugno, nonostante le innegabili difficoltà del momento. Dopo la riapertura e, in particolare, nell’ultimo mese si è registrato un aumento dei prezzi per la produzione del 15-20%.

La scelta della riduzione delle rese non è, quindi, stata fatta perché non c’è mercato per il Chianti, ma per mantenere un equilibrio con i prezzi attuali, senza creare sbalzi eccessivi.

La notizia arriva a pochi giorni dall’avvio dell’iter che potrebbe portare il “Paesaggio culturale del Chianti” a essere dichiarato Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale dell’Unesco, così come reso noto dalla Giunta Regionale Toscana – Toscana Notizie – con un comunicato appena pubblicato.

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