Un inizio anno col botto per 7 distretti del vino su 10 in Italia. La chiave per ripartire?

Secondo l’approfondimento “Monitor dei distretti agroalimentari” di Intesa San Paolo, il primo trimestre del 2020 è stato il migliore di sempre tra quelli invernali per l’agroalimentare. Vini in crescita del 6.1%, poi l’arresto causa Covid-19

Un 2020 che era iniziato nel migliore dei modi per il vino italiano, almeno secondo l’analisi “Monitor dei distretti agroalimentari” di Intesa San Paolo. Lo studio, infatti, rivela che “nel primo trimestre 2020 la filiera del vino ha registrato una crescita tendenziale del 6,1%, in linea con il risultato dello scorso anno, chiuso con un progresso del 6,6%”.

Poi, la frenata causa Covid-19. Eppure, numeri così incoraggianti possono essere uno stimolo per ripartire: una carta da giocare pensando alle grandi potenzialità delle eccellenze del Made in Italy.

Dei dieci distretti analizzati, ben sette mostrano risultati positivi nei primi tre mesi del 2020. SI va dai Vini di Langhe, Roero e Monferrato, che registra un +5,2% tendenziale: numeri inferiori rispetto al 2019 (+12,5%) ma comunque positivi. “Il distretto – sottolinea la ricerca – totalizza circa 406 milioni di esportazioni nel trimestre, e cresce verso tutte le principali destinazioni, in primis Stati Uniti (+12%) e Germania (+7%), mentre continua a perdere flussi verso il Regno Unito, con un regresso di oltre il 18% dopo la chiusura già negativa del 2019 (-5%)”.

Buon risultato anche per i Vini del Veronese, con quasi 250 milioni di euro di export, un +4,4% nel primo trimestre del 2020 con meta preferita la Germania (+18,5%). Il Prosecco di Conegliano- Valdobbiadene riprende la sua corsa (+6,3%) dopo la chiusura quasi invariata del 2019 (-0,5%) e si ferma poco sotto i 175 milioni di euro nel periodo gennaio-marzo 2020.

Maggior contributo alla crescita della filiera arriva dal distretto Vini dei colli fiorentini e senesi (+13,1% tendenziale): +21,6 milioni di export rispetto al primo trimestre del 2019, di cui 16,1 verso gli Stati Uniti, primo sbocco commerciale per le esportazioni del distretto con oltre il 40% del totale. Crescita a due cifre per i Vini e distillati di Bolzano, (+12,5%) con circa 52 milioni di export in totale, e i Vini e distillati del Friuli (+10,7%) con quasi 34 milioni nel trimestre, entrambi sulla scia dei risultati positivi dello scorso anno.

Boom di vendite per il distretto dei Vini e liquori della Sicilia Occidentale (+34,2%), che chiude con quasi 40 milioni, con meta preferita la Francia. “La regione – ricorda lo studio – attraverso il consorzio di tutela dei suoi vini DOC, sta investendo molto in campagne pubblicitarie e di pubbliche relazioni mirate a promuovere una migliore conoscenza della Sicilia e della qualità dei suoi vini all’estero, iniziative ora rimodulate in ottica “social” sotto forma di “degustazioni web” per adeguarsi alle nuove esigenze di consumo”

Tra i distretti che registrano un risultato negativo, invece, risultano i Vini e distillati di Trento (-2,1% tendenziale) con 91,4 milioni, i Vinidel Montepulciano d’Abruzzo (-2,4%) che si ferma a 42,6 milioni, e i Vini e distillati del Bresciano(-9,1%) con poco meno di 30 milioni.

In generale, ricorda la studio, “i distretti agro- alimentari italiani hanno realizzato un risultato di 5,1 miliardi, miglior trimestre invernale mai registrato prima, corrispondente a un +9,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (+8,1% complessivo). I distretti non agro-alimentari, invece, arretrano di circa 10 punti percentuali”.

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