Tra vigna e cantina lavoro no-stop per Vini Lazzeretti

“la natura non conosce lockdown” dice Marco, titolare di Vini Lazzeretti: il lavoro in vigna e in cantina continua, con sguardo speranzoso al futuro

Accanto a attività e abitudini che solo ora, dopo oltre tre mesi di stop, tornano pian piano alla normalità, c’è chi, invece, non si è mai fermato. È il caso di Vini Lazzeretti, dove il lavoro, soprattutto quello tra vigna e cantina, non si è mai fermato: “La natura non conosce lockdown” dice Marco, che da inizio anni duemila, quando era appena maggiorenne, porta avanti la sua passione di produrre grandi vini nella terra del Brunello; “in questi mesi il lavoro non è mai mancato: a fine marzo le prime foglioline hanno iniziato ad aprirsi tra le vigne, fino ad arrivare a scorgere i primi grappoli, piccoli e ancora verdi, ma che sappiamo essere il punto di partenza di quella che diventerà la nostra prossima annata.”

Non c’è un attimo di sosta: archiviata con successo, poco prima del lockdown, l’ultima edizione di Benvenuto Brunello, Vini Lazzeretti pensa già all’annata che verrà, con un po’ di preoccupazione dovuta all’incertezza che l’emergenza Covid-19 ha generato, ma anche con entusiasmo e positività. “Il nostro Brunello 2015 ha ricevuto tanti apprezzamenti e nel corso del mese di marzo abbiamo provveduto anche a imbottigliare la Riserva 2015” continua Marco; “Come già detto, abbiamo trovato sempre il modo di rimanere occupati: basti pensare a quando abbiamo pulito e sanificato le botti della nostra cantina, un lavoro che ci ha portato via intere giornate. Nei momenti in cui ci sentivamo più sconfortati, bastava guardare l’immenso e bellissimo panorama che ci circonda, con la natura che continuava a sbocciare intorno a noi: quello ci ha sempre dato la spinta per andare avanti”. 

Ad aiutare Marco nella gestione dell’azienda c’è la sorella Lucia: insieme hanno dato forma a un progetto giovane e dinamico, partendo da quei terreni un tempo lavorati dal nonno, che tanto ha loro insegnato. Simbolo della cantina una chiave stilizzata che richiama quella chiave antica ritrovata per caso tra queste dolci colline, adagiate sulla Val d’Orcia con Montalcino lontano a fare da sfondo. 

No-stop work between vineyard and cellar for Vini Lazzeretti

“Nature knows no lockdown” says Marco, owner of Vini Lazzeretti: work in the vineyard and in the cellar continues, with a hopeful look to the future

Next to activities and habits that only now, after more than three months of stop, slowly return to normal, there is who has never stopped. This is the case of Vini Lazzeretti, where work, especially between vineyard and cellar, has never stopped: “Nature knows no lockdown” says Marco, who since the early 2000s, when he was just 18, carries on his passion to produce great wines in the land of Brunello; “in these months the work has never been lacking: at the end of March the first leaflets began to open among the vineyards, until you can see the first clusters, small and still green, but we know that we are the starting point of what will become our next vintage.”

There is no moment of rest: filed the successful last edition of Benvenuto Brunello, just before the lockdown, Vini Lazzeretti already thinks about the vintage that will come, with a little of concern due to the uncertainty surrounding the Covid-19 emergency but also with enthusiasm and positivity. “Our Brunello 2015 received many appreciations and during the month of March we also bottled the Riserva 2015” Marco continues; “As already mentioned, we have always found a way to stay busy: just think that cleaning and sanitizing the barrels of our cellar, took away entire days. In the moments when we felt more discouraged, it was enough to look at the immense and beautiful panorama that surrounds us, with the nature that continued to bloom around us: that has always given us the push to go on”. 

To help Marco in the management of the company there is his sister Lucia: together they gave shape to a young and dynamic project, starting from those lands once worked by their grandfather, who taught them so much. The symbol of the cellar is a stylized key that recalls the old key found by chance among these rolling hills, lying on the Val d’Orcia with Montalcino far away as a background.

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