Taglio ai pesticidi, il dietrofront della Commissione Europea

Anche una donna tutta di un pezzo come Ursula von der Leyen è capace di fare un passo indietro, se necessario: ed è stato il caso della proposta di regolamento sui pesticidi promossa dalla Commissione Europea, che prevedeva il taglio del 50% dei pesticidi, il divieto del loro impiego su un gran numero di superfici (definite sensibili) e la promozione di attività ecocompaibili di controllo delle infestanti entro il 2030.

Dopo essere stata presentata nell’estate del 2022, la proposta è stata annullata nella giornata del 6 febbraio 2023. I motivi sono diversi: intanto le forti resistenze da parte dei ministri che, fin da subito, si sono mostrati scettici al riguardo e, successivamente, la richiesta degli Stati di un supplemento (poi ottenuto) della valutazione di impatto sociale ed economico della stessa proposta. Tutto questo, in uno sfondo “battagliero” tra la Commissione Agricoltura e la Commissione Ambiente.

Tutti contro il taglio ai pesticidi: perché

Se a primo impatto la proposta della Commissione Europea poteva apparire appetibile, analizzando le possibili conseguenze i vari Paesi membri dell’Ue hanno iniziato a mostrare dubbi e perplessità. A preoccupare maggiormente sono stati i seguenti motivi: il rischio di un indebolimento delle produzioni (oltre che di una loro perdita), obiettivi eccessivamente differenziati tra i vari Paesi europei e il necessario ricorso a prodotti provenienti da altri mercati che, non rispettando le regole Ue, potrebbero compromettere la sicurezza alimentare dei consumatori.

A fronte di tutto questo, Ursula von der Leyen ha annunciato il ritiro del regolamento europeo sui pesticidi: “Era un simbolo della polarizzazione”, ha dichiarato, cercando di placare gli animi e di promuovere la fiducia reciproca. “È anche una nostra vittoria”, ha detto la premier italiana Giorgia Meloni, rivendicando il ruolo determinante dell’Italia in questa presa di posizione.

Cosa sono i pesticidi?

Per capire come mai ci sia stata una protesta così importante sul tema dei pesticidi è importante capire in cosa consistano: chiamati anche fitofarmaci, indicano un’ampia categoria di prodotti fitosanitari impiegati principalmente per garantire una condizione di ottima salute alle coltivazioni ed evitare gli attacchi di malattie e infestazioni.

In particolare, gli agricoltori utilizzano fungicidi, erbicidi, acaricidi, insetticidi, fitoregolatori e repellenti.

pesticidi-agricoltura

Ma perché i pesticidi sono così tanto criticati? Perché il loro utilizzo è fortemente legato all’inquinamento delle falde acquifere, alla riduzione della fertilità del suolo, all’estinzione degli insetti impollinatori, alle difficoltà di crescita e riproduzione fisiologica delle piante e, ovviamente, a potenziali rischi per la salute umana.

Cosa dicono le regole Ue sui pesticidi?

La normativa Ue indica la disciplina di commercializzazione e utilizzo dei prodotti fitosanitari e dei loro residui negli alimenti: questi prodotti non possono essere commercializzati e/o utilizzati senza previa autorizzazione. A vigilare su questo campo è l’Efsa.

L’Italia è il sesto consumatore al mondo di pesticidi

Stando ai dati riportati dal rapporto WWF 2022, l’Italia si posiziona come sesto maggior utilizzatore al mondo di pesticidi, con oltre 114mila tonnellate l’anno che comprendono circa 400 sostanze diverse.

A tal proposito è intervenuto Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura: “La Commissione Ue recepisce le proposte dell’Italia. Bisogna limitare ulteriormente gli agrofarmaci solo quando si è in grado di proteggere le produzioni con metodi alternativi. Abbiamo contrastato – ha aggiunto – dal primo giorno, un approccio ideologico sul tema che avrebbe avuto un effetto devastante sulle produzioni e limitatissimo sull’ambiente”. E ha concluso dicendo: “Eliminare medicine indispensabili per le piante, lasciandole preda di insetti o fitopatie, contrae decisamente la produzione se non la cancella”.

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