#SMMdayIT in 10 punti

La promozione enogastronomica non è web-esente, tutt’altro. Qualche consiglio dal Social Media Marketing Day di Milano

social media marketing dayQuesta volta il tema è la comunicazione, in particolare il mondo – banale? Per niente – dei social media. L’occasione è stata il Social Media Marketing Day che si è tenuto a Milano il 24 giugno, in Via Monte Rosa (nella bella sede del Sole 24 ORE): se è vero che il vino è il nostro primo amore, non si può però dimenticare che proprio il vino, alla stregua di molti altri prodotti che sembrano averlo ben chiaro, ha bisogno di emanciparsi in questa direzione.

16 speech con altrettanti esperti del settore, per capire come investire in modo corretto risorse nel social formato digitale. Reputazione online, editoria online e offline, CRM (per intendersi, Customer Relationship Management), Engagement, lancio di nuovi prodotti, blog. E ancora, Facebook, Twitter, Linkedin e Google Plus.

Prima osservazione: uno straordinario successo di adesioni, considerato il sold out dei posti in Auditorium e in Sala Collina (il primo, disegnato niente popò di meno che da Renzo Piano). Seconda osservazione: il coinvolgimento cinguettante di Twitter, con un hashtag (#SMMdayIT) che è stato fra le prime posizioni per 7 ore.

E qualche consiglio utile, anche per noi popolo di eno-appassionati e professionisti, soprattutto per chi il vino lo vuole (e lo deve) comunicare sulla rete.

1. L’e-commerce è un trend in crescita, non lo dimentichiamo.

2. L’engagement (coinvolgimento) dei consumatori e la gestione della relazioni passa dal web e fa la differenza, come ha brillantemente spiegato Adriana Defina di Genesys.

3. Se si vuole puntare sui mercati esteri, lo si deve fare anche in senso digital. E questo si traduce con una conoscenza dei social, delle piattaforme e dei motori di ricerca usati nei diversi Paesi target. Un esempio: la Cina ha 250 milioni di ricchi e 670 milioni di utenti internet, ma qua Google si usa solo per un 4%, mentre il 71% delle ricerche passa da Baidu. Investire unicamente nei motori di ricerca occidentali, non è una mossa strategica.

4. Non avere una pagina Linkedin aziendale, non considerare Google + Business o non ascoltare la rete è un po’ come farsi autogol.

5. Come emerso nello speech di Paolo Massobrio, la gente cerca storie, soprattutto quando si parla di enogastronomia. Il genius loci va comunicato, il produttore deve metterci la faccia per generare un senso di fiducia e fidelizzazione. E alla domanda “Cosa stanno facendo le aziende del wine&food italiane in vista dell’Expo la risposta è stata “niente, le aziende non si stanno muovendo”. Cosa stiamo aspettando?

6. La gente quando è online cerca svago e divertimento, soprattutto se passa del tempo sui social network. Essere originali e divertenti premia. Avere dei contenuti di qualità, anche.

7. Sempre più la rete accende i riflettori sulle persone, piuttosto che sulla aziende. Gestire la reputazione dei manager, dei proprietari, dei produttori – delle persone che lavorano in azienda, insomma – porta risultati. La reputazione di un’azienda, oggi, è la sommatoria delle reputazioni di chi l’azienda la compone.

8. Lanciare un prodotto non è cosa da poco. Ma se lo si fa nel modo giusto, si viene notati. Un esempio: Campari, con Aplleton Rum, che lancia un sito, un concorso e #mollotutto. Date un’occhiata: www.appletonestate.com

9. Bisogna darsi degli obiettivi. La frase non vuole essere un’insegnamento di vita, ma un’indicazione a fare bene online e capire, passo passo, se si sta andando nella giusta direzione e si stanno portando a casa risultati, o se invece non sia il caso di aggiustare il tiro (per quanto misurare i risultati suoi social sia tutt’altro che immediato).

10. Sul web si hanno gli strumenti per fare tantissime cose, purché si sia disposti a investire, rischiare e sovvertire il normale “corso” della comunicazione. Il b2b e il b2c sono oggi p2p (person to person). E così Frescobaldi, lo scorso marzo, ha degustato durante un hangout – una degustazione live su Google Plus – il Nipozzano Vecchie Viti, con tanto di hashtag #VecchieViti.

“#SMMDayIT è stato fra il 2° e il 5° posto fra i Trend Topics in Italia per oltre 7 ore, ieri.” racconta sorridendo Andrea Albanese, patron dell’iniziativa .“E’ un successo tutto social, questi strumenti sono ormai parte fondamentale ed integrante delle nostre vite personali e professionali. Ci riempie d’orgoglio sapere che la reputazione del Social Media Marketing Day è fortissima non solo in Italia ma anche all’estero e che oltre 1000 professionisti hanno scelto noi per approfondire la loro conoscenza, scambiarsi esperienze e conoscenze, avvicinarsi alle opportunità professionali e comunicative che questo mondo offre. Stiamo già preparandoci per l’importantissimo appuntamento 2015 in concomitanza con l’Expo”.

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