Slow Wine Coalition

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Pedalare tra i vigneti della Toscana e essere accolti in una delle tante cantine sparse in provincia di Siena. È Cantine Bike Friendly.

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Nasce la rete mondiale Slow Wine Coalition che riunisce tutti i partecipanti della filiera vitivinicola.

La Slow Wine Coalition è una rete internazionale, inclusiva e collaborativa che unisce i protagonisti del mondo del vino: vignaioli, appassionati e professionisti della filiera. 

La nuova rete mondiale di Slow Food è nata grazie ai principi che si sono evoluti intorno al progetto della guida Slow Wine. La nuova iniziativa si propone di tracciare la via per una nuova rivoluzione del mondo vitivinicolo. L’obiettivo è quello di unire tutti i protagonisti della filiera intorno alla consapevolezza del ruolo del vino. Non solo legato al piacere della degustazione, ma seguirà sempre di più la via di un’autentica sostenibilità ambientale, della tutela del paesaggio e della crescita culturale e sociale dei territori del vino.

Chi sono i protagonisti della Slow Wine Coalition? 

La collaborazione a cui il progetto mira è il pilastro portante della rete. Si cercano connessioni per migliorare le relazioni tra il mondo della produzione e il mondo del consumo, per vincere le grandi sfide del futuro del vino. E non solo. Ma chi sono i protagonisti della filiera?

  • Vignaioli e Vigneron: i coltivatori della vite e coloro che trasformano l’uva in vino sono chiamati a firmare il Manifesto.  
  • Professionisti: tutti coloro che fungono, grazie al loro mestiere, da cinghia di trasmissione tra il produttore e il consumatore. Importatori, distributori, osti, ristoratori, sommelier, enotecari e giornalisti. 
  • Appassionati: i wines lovers che, attraverso il loro consumo consapevole e moderato, danno la possibilità ai vignaioli e ai professionisti di continuare il cammino della viticoltura.
Vignaioli al lavoro

L’ispirazione al manifesto di Slow food per il cibo, sano, pulito e giusto. 

L’iniziativa si è ispirata intorno al Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto. Un decalogo che fissa alcuni punti fermi sul mestiere del vignaiolo, sull’agronomia e sull’enologia. In seguito vengono anche affrontati ambiti della filiera molto attuali. Quali: la biodiversità, il valore del territorio e il rapporto con chi lavora in vigna e in cantina. 

“Il manifesto, presentato in anteprima a Bologna l’11 ottobre 2020 nel corso di Sana Restart, è frutto di un lungo percorso che attraversa tutta la storia di Slow Food. Si ispira alle riflessioni di centinaia di vignaioli riuniti a Montecatini e Firenze nel 2009 per la seconda edizione di Vignerons d’Europe e non vuole essere un documento chiuso, ma un punto di partenza intorno al quale confrontarsi e discutere” sottolinea il coordinatore della Slow Wine Coalition, Giancarlo Gariglio

Vendemmia

Sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita socioculturale: 3 principi fondamentali della Slow Wine Coalition. 

Sono molte le cantine che, durante un generale rinnovamento agricolo, hanno avviato la sperimentazione di sistemi di coltivazione sostenibili, praticando l’agricoltura biologica e biodinamica. In futuro, si spera che questa scelta possa offrire un esempio virtuoso per tutte le altre coltivazioni. Inoltre sono sempre più le aziende che hanno deciso di assume un ruolo centrale nella difesa del paesaggio. Tutelandone la bellezza e l’integrità, e incoraggiando lo sviluppo di un sistema di turismo attento all’ecologia e alla gastronomia. 

L’appuntamento più importante per tutti i vigneron, i professionisti del settore e gli appassionati che in tutto il mondo si riconoscono nei dieci punti indicati dal Manifesto si terrà a Bologna, dal 26 febbraio al 1° marzo 2022, con Sana Slow Wine che presenta la Slow Wine Fair, l’evento internazionale dedicato al vino buono, pulito e giusto. La manifestazione, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food ospiterà, infatti, il primo incontro internazionale della Slow Wine Coalition, occasione di confronto e dibattito tra tutti gli attori della rete, nel solco della quasi ventennale esperienza di Terra Madre

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