Riforma indicazioni geografiche, sì in Commisione UE

La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha approvato all’unanimità la riforma delle indicazioni geografiche. Relatore l’europarlamentare italiano Paolo De Castro.

Giovedì 20 aprile a Strasburgo la Commissione Agricoltura dell’Europarlamento (ComAgri) ha approvato all’unanimità la relazione sulla riforma delle Indicazioni geografiche (Ig).

La riforma delle indicazioni geografiche

Ecco quali sono i punti cardine della riforma:

  • l’obbligo di indicare in etichetta dei prodotti Dop e Igp il nome del produttore e, per i prodotti Igp, l’origine della materia prima principale;
  • il chiarimento sulle menzioni tradizionali (come Prosek) che non possono essere registrate perché evocative di Dop o Igp;
  • il ruolo di Euipo (Ufficio europeo dei brevetti, ndr), che sarà puramente consultivo;
  • la conferma della Direzione Generale Agricoltura della Commissione come interlocutore principale dei produttori;
  • la semplificazione delle norme per la registrazione e la modifica dei disciplinari di produzione.

L’iter per l’approvazione definitiva

Dopo l’approvazione del testo in commissione Agricoltura, ora l’iter prevede, prima dell’estate, la discussione in sede plenaria del Parlamento europeo. Infine, entro l’anno, gli incontri del trilogo (Parlamento, Commissione e Consiglio) per approvare definitivamente il nuovo testo unico europeo sulle produzioni di qualità.

Il commento del relatore Paolo De Castro

“Il Parlamento europeo continua a far evolvere un sistema senza eguali nel mondo, capace di generare valore senza bisogno di investire alcun fondo pubblico, rafforzando il ruolo dei consorzi, la protezione di Dop e Igp, e la trasparenza verso i consumatori“. Così Paolo De Castro, relatore dell’Europarlamento per il nuovo regolamento Ue sui prodotti Dop e Igp, commenta l’approvazione all’unanimità del testo in commissione Agricoltura.
 
Nel testo adottato, spiega De Castro, “abbiamo introdotto l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto Dop e Igp il nome del produttore e, per i prodotti Igp, l’origine della materia prima principale. Non solo, su spinta dei nostri produttori di qualità, abbiamo potuto eliminare quelle falle del sistema che consentono di sfruttare indebitamente la reputazione delle nostre indicazioni geografiche. Come nel caso dell’aceto balsamico sloveno e cipriota, o addirittura del Prosek made in Croazia”. “In particolare – spiega ancora l’eurodeputato del Partito Democratico –  è stato chiarito come menzioni tradizionali come Prosek non possano essere registrate, in quanto identiche o evocative di nomi di Dop o Igp.”
“I prodotti Dop e Igp beneficeranno di protezione ex-officio anche online. Nel caso in cui vengano utilizzati come ingredienti, sarà invece necessaria un’autorizzazione scritta da parte dei rispettivi consorzi di tutela – , prosegue De Castro – . A loro beneficio proponiamo anche di semplificare le norme per la registrazione e la modifica dei disciplinari di produzione”.

L’Europarlamento ha preso una posizione anche su uno dei punti più discussi del regolamento, e cioè il ruolo dell’Ufficio europeo dei brevetti, l’Euipo. “Con il testo adottato oggi, con cui andremo al negoziato con i ministri già prima dell’estate – dichiara De Castro – chiariamo che l’Euipo dovrà avere un ruolo puramente consultivo e su questioni tecniche. L’interlocutore principale dei produttori resterà la Direzione Generale agricoltura della Commissione Ue, consolidando il legame tra i marchi della qualità europea e lo sviluppo delle aree rurali”.

Il valore della DOP Economy


“La DOP Economy vale, a livello europeo, quasi 80 miliardi di euro. Non si tratta più di una semplice questione culturale di qualche Stato membro, ma di un vero patrimonio economico, sociale e politico europeo. Con questo regolamento – conclude De Castro – creeremo un vero testo unico europeo sulle produzioni di qualità, che rafforzerà la protezione, la promozione e la sostenibilità delle nostre Indicazioni geografiche, conosciute in tutto il modo come sinonimo di qualità ed eccellenza, grazie alla passione e alla competenza dei nostri agricoltori e produttori.”

Il commento di Federvini

Federvini plaude all’ottimo lavoro degli eurodeputati italiani, guidati dal relatore Paolo De Castro, sulla riforma del sistema delle Indicazioni geografiche dell’Unione Europea.

“Si tratta di un passaggio cruciale per il futuro del settore vitivinicolo europeo e, più in generale, di tutte le eccellenze agroalimentari di qualità. Gli emendamenti approvati questa mattina rappresentano un’occasione unica per arrivare a un riassetto generale della normativa, colmando le lacune che alcuni recenti accadimenti avevano messo in luce – ha dichiarato la presidente di Federvini Micaela Pallini – . Lo testimoniano il caso Prošek e gli attacchi all’Aceto Balsamico di Modena da parte di Slovenia e Cipro. Ringraziamo il Parlamento Europeo per l’attenzione mostrata ai comparti rappresentati da Federvini. In particolare per la volontà di riaffermare la centralità del settore vitivinicolo all’interno del nuovo regolamento unico sui prodotti di qualità, così come per aver voluto mettere in sicurezza alcune peculiarità che caratterizzano nel profondo il settore vitivinicolo italiano come la definizione di vino a Igp” – ha concluso Pallini.

Come evidenzia Federvini, nel nuovo regolamento europeo risulta inoltre evidente la volontà di snellire e semplificare le procedure di riconoscimento e modifica dei disciplinari di produzione, oltre che una tutela estesa anche ai casi di evocazioni e usurpazioni on line.

Il commento di Unione italiana vini

Grande soddisfazione per l’esito del voto è stata espressa anche da Unione italiana vini. “I 46 emendamenti approvati sono infatti ampiamente condivisi con la posizione dell’associazione che rappresenta l’85% dell’export italiano di vino” ha sottolineato Uiv.

“Tutti gli emendamenti, fortemente richiesti e condivisi da Uiv, hanno riscontrato in ComAgri esito positivo. Questo è motivo di plauso nei confronti di un’istituzione europea che ha ben recepito l’importanza del nuovo regolamento Ue sui prodotti Dop e Igp. Il pericolo di tenere disancorato il vino dal sistema di protezione dei prodotti di qualità è stato scongiurato – ha aggiunto Uiv – , e questa è la vittoria più importante ma non l’unica. La riforma permetterà di fare passi avanti notevoli in materia di protezione delle denominazioni in ambito internazionale, di chiarimento delle regole produttive sui vini a Igt e di semplificazione delle procedure relative ai disciplinari”.

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