Federvini: nuovo report su vini, spiriti e aceti in Italia

L’associazione Federvini ha reso pubblico il nuovo report nei settori di propria competenza: vini, spiriti e aceti.

Il 2022 è stato un anno impegnativo su diversi punti di vista e lo scenario complesso della guerra in Ucraina, il caro energia e anche la siccità ha portato a conseguenze dirette e indirette per i settori dei vini, spiriti e aceti. Questo è quanto emerge dal nuovo report di Federivini.

Micaela Pallini, presidente di Federvini afferma: Il bilancio dell’anno passato e di questo primo semestre del 2023 è in chiaroscuro, sono troppe le ombre all’orizzonte: non possiamo soccombere a politiche discriminatorie che minano l’immagine dei nostri prodotti, né possiamo permettere che la burocrazia appesantisca ulteriormente lo sviluppo dei nostri settori, la cui rilevanza economica non è ancora pienamente riconosciuta né adeguatamente protetta e tutelata”.

export distillati

Focus su vini, spiriti e aceti.

Con circa 18 miliardi di euro di totale giro d’affari i tre comparti esprimono valori di mercato importanti:

Il fatturato del settore dei vini si aggira sui 12 miliardi di Euro, il fatturato degli spiriti sui circa 5 miliardi di Euro e gli aceti registrano un valore di circa 1 miliardo di Euro. I tre settori costituiscono un asset strategico per il nostro Paese con un peso complessivo di oltre il 17% sul totale del fatturato dell’industria alimentare.

Sul fronte dell’export, i 3 settori esprimono una rilevanza strategica, sia in merito all’incidenza sulle vendite oltre frontiera del food&beverage (21%) ma soprattutto in merito al contributo positivo per la bilancia commerciale agroalimentare: 8,6 miliardi di euro di saldo commerciale aggregato netto, il valore più alto tra i prodotti italiani del Food&beverage.

Questo importante contributo discende dall’ottima reputazione e dal posizionamento di leadership conquistati nel tempo a livello globale: l’Italia rappresenta il primo esportatore mondiale (a valore) di aceti e vermouth, il secondo di vini imbottigliati (fermi e spumanti) e liquori.

spiriti trend setter

L’export nel dettaglio di acquaviti e liquori.

Le esportazioni sono cresciute del 25% per gli spiriti nel 2022. Con la categoria liquori e amari che traina in maniera sostanziale le vendite per un valore di 530 milioni di Euro e una variazione in valore del +20% rispetto al 2021. La Grappa realizza una percentuale di crescita del +16% per vendite da 60 milioni di Euro. È infatti un’ascesa a doppia cifra quella che riguarda la vendita all’estero delle bevande spiritose.

Per quanto riguarda i mercati, il 23% dei liquori nazionali vola negli Stati Uniti, seguiti dalla Germania (18%) e dall’UK (12%), ma la crescita più interessante in termini sia di valori che di volumi, la registrano i Paesi Bassi (rispettivamente +57% e +39% rispetto al 2021), pur pesando solo per il 5% nelle vendite.

La Grappa invece riscuote successo soprattutto in Germania, che assorbe il 59% dell’export per questa tipologia di prodotto, mostrando una performance di crescita interessante a valore (+24%). Seguono, in termini di market share, Svizzera (14%), Austria (5%) e, a pari merito, Canada e Usa (3%). Proprio questi ultimi due mercati registrano anche interessanti percentuali di crescita a valore, rispettivamente + 13% e +31% rispetto al 2021.

vini consumi fuori casa

Il Mercato dell’Out-of-Home.

In uno scenario in cui la ripresa economica italiana rallenta, con un PIL a 3,9% rispetto al 6,6% del 2021 (e con una previsione di 0,6% per il 2023), il segmento del fuori casa spinge la crescita del beverage, rispetto alla grande distribuzione organizzata in cui calano gli acquisti delle famiglie italiane. Il mercato complessivo del fuori casa nel 2022 si chiude a 93 miliardi di Euro facendo meglio di un 2019 a quota 85 miliardi. Il giro d’affari dell’on trade nel 2022, pertanto, è cresciuto del 33%, con un raddoppio nel primo trimestre dell’anno rispetto al trimestre 2021 in cui vigevano le restrizioni per il Covid. La categoria con le migliori performance in percentuale è quella degli spiriti lisci (+88%), seguiti da cocktail alcolici (+32%), poi amari e dopo pasto (+24%), vino (+24%) e bollicine (21%).

Tra pranzi, cene, aperitivi in locali (diurni e notturni), sono state 1,47 miliardi le consumazioni di vini e spiriti in Italia nel 2022, in aumento del 28% sul 2021. Circa 800 milioni sono relative a vini (40%) e spumanti (15%).

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