Quando il vino sa di tappo. Le 4 cose da sapere

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Aprendo una bottiglia vi siete trovati di fronte una sgradevole sorpresa? Ecco cosa fare quando il vino sa di tappo

“Aiuto, il vino sa di tappo“. Stappando una bottiglia – magari proprio quella conservata con cura per un’occasione speciale – può capitare uno spiacevole inconveniente. Al naso e al palato, il vino risulta sgradevole. Come si dice in gergo, “il vino sa di tappo”. Cosa fare in questi casi? E quali sono le cause di questa inattesa scocciatura?

1. Perché il vino sa di tappo?

Il cattivo odore e sapore di un vino, che lo rende, in alcuni casi, totalmente imbevibile, è dovuto per la maggior parte a un batterio del sughero. Il responsabile, nello specifico, si chiama tricloranisolo (TCA), che si sviluppa a causa di piccoli funghi che crescono invisibili nel sughero e che reagiscono con il cloro. È stimato che possa capitare a circa il 3-8% delle bottiglie in commercio, quindi, non disperate! È difficile imbattersi in una bottiglia rovinata, ma può capitare a tutti.

2. Come capire quando il vino sa di tappo

Vi sarà capitato, magari al ristorante o durante una degustazione o, perché no, a cena con un amico particolarmente attento, di veder annusare il tappo non appena si stappa una bottiglia. Non si tratta di un gesto casuale. Quello è il primo modo per capire se il vino sa di tappo. Ma qual è l’odore in cui potremmo imbatterci? Tipicamente, quello di muffa o di una cantina particolarmente chiusa e umida. Se non si avverte al naso, un cattivo vino si manifesterà al primo sorso.

3. Cosa fare dopo la spiacevole sorpresa?

Le cose da fare, a questo punto, sono poche. Se vi trovate al ristorante e il sommelier o chi vi ha servito il vino non si è accorto che il prodotto sa di tappo, è bene – gentilmente – avvertirlo. Il vino che sa di tappo è, infatti, imbevibile. Se invece vi trovate a casa, c’è chi consiglia di utilizzarlo in cucina perché l’odore sgradevole dovrebbe evaporare, ma questo è vero solo in alcuni casi e in occasione di cotture prolungate. Fargli prendere aria – come un tempo si consigliava – non serve a molto. La soluzione, ahimè, è aprire un’altra bottiglia. Infine, non dimenticate di cambiare bicchiere: anche se sciacquato con dell’acqua, il fastidioso odore di tappo potrebbe rimanere. E mi raccomando: nonostante la delusione, non permettete a questa sgradevole avventura di rovinarvi la serata!

4. Risolvere il problema alla radice

Alcuni potrebbero dire: per risolvere il problema, basta eliminare il tappo di sughero! In realtà, non è così semplice. Nonostante il crescente interesse per il tappo a vite, quello di sughero rimane comunque il preferito di produttori, operatori del settore e winelovers – soprattutto in Italia. Il motivo è sia una migliore ossigenazione del prodotto, necessaria per alcune tipologie di vino, ma anche per una tradizione e un fascino consolidato nel tempo. Ecco perché alcune aziende hanno cercato di ridurre le possibilità che le bottiglie possano andare incontro a questo spiacevole inconveniente. Vinventions, ad esempio, ha lanciato tappi di ultima generazione sostenibili e innovativi che risolvono il problema del “sapore di tappo”. Si stima infatti che 360 milioni di bottiglie su 12 miliardi ogni anno si rovinino in questo modo. Un rischio che tutti vogliono cercare di ridurre al massimo.

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