È stato approvato l’emendamento europeo “anti-Prosek”

Il parlamento europeo ha preso posizione sul Prosek della Croazia: le menzioni tradizionali non possono evocare Denominazioni di origine protetta, come Prosecco. 

La commissione ha dato l’ok al rafforzamento della tutela di Dop, Igp e delle norme sulla trasparenza, fornendo così una solida sponda al nostro Paese. È stata infatti approvata all’unanimità, con 46 voti favorevoli, dalla commissione Agricoltura dell’Eurocamera, la riforma delle regole per gli alimenti a indicazione geografica. Il divieto vale anche per norme tecniche nazionali, come nel caso della controversia sull’aceto balsamico sloveno e cipriota. 

Ad esultare, non solo il governo italiano, ma anche la Cia-Agricoltori italiani, che ha spiegato come prese di posizione come quelle dell’Europarlamento siano fondamentali per i prodotti italiani. Inoltre, la Coldiretti ha messo in evidenza come la riforma del sistema europeo delle denominazioni di origine sia cruciale per l’Italia e per i suoi 883 prodotti riconosciuti, tra alimentari e vini, che valgono ben 19,3 miliardi di euro.

La discussione dell’emendamento al Consiglio Europeo

Le proposte approvate dalla commissione del Parlamento Europeo andranno adesso discusse con il Consiglio Europeo. Dalla presidenza svedese sembra trapelare ottimismo, ma sarà la presidenza della Spagna, che insieme a Francia e Italia ha il maggior numero di prodotti Dop e Igp in Europa, a finalizzare il dossier. Ad ogni modo, però, si tratta di un primo grosso passo in avanti per l’Italia. Tra gli altri principali elementi di novità rispetto al testo della Commissione europea, nella proposta dell’Europarlamento ci sono nuovi obblighi di trasparenza: deve essere specificato il nome del produttore per le Dop e le Igp e, per i soli prodotti Igp, va scritta l’origine della materia prima principale, nel caso provenga da un paese differente rispetto allo Stato membro in cui è prodotta.

I commenti sull’emendamento europeo

“Il Parlamento europeo continua a far evolvere un sistema senza eguali nel mondo, capace di generare valore senza bisogno di investire alcun fondo pubblico, rafforzando il ruolo dei consorzi, la protezione di Dop e Igp e la trasparenza verso i consumatori. Nel testo adottato abbiamo introdotto l’obbligo di indicare sull’etichetta di qualsiasi prodotto Dop e Igp il nome del produttore e, per i prodotti Igp, l’origine della materia prima principale. Non solo, su spinta dei nostri produttori di qualità, abbiamo potuto eliminare quelle falle del sistema che consentono di sfruttare indebitamente la reputazione delle nostre indicazioni geografiche, come nel caso dell’aceto balsamico sloveno e cipriota, o addirittura del Prosek made in Croazia. In particolare, è stato chiarito come menzioni tradizionali come Prosek non possano essere registrate, in quanto identiche o evocative di nomi di Dop o Igp. I prodotti Dop e Igp beneficeranno di protezione ex-officio anche online. Nel caso in cui vengano utilizzati come ingredienti, sarà invece necessaria un’autorizzazione scritta da parte dei rispettivi consorzi di tutela a beneficio dei quali proponiamo anche di semplificare le norme per la registrazione e la modifica dei disciplinari di produzione”, ” ha spiegato, invece, il relatore del provvedimento, l’europarlamentare Paolo De Castro.

Tra i primi ad esultare per questo risultato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto: “È arrivato oggi un bel segnale. Che pone freno alla voglia di conquista e di distruzione identitaria delle produzioni tipiche. Il Prosecco rappresenta sicuramente un simbolo, la più grande denominazione al mondo e deve essere tutelato e protetto di fronte al suo grande palcoscenico”, ha commentato il governatore. 

Ma non solo, tra i commenti anche quello del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida: “L’obbligo di riportare il nome del produttore rappresenta un ulteriore passo per difendere le eccellenze agroalimentari italiane”. 

“Il Prosecco, prodotto Dop, è italiano e nulla ha a che fare con il vino croato, il Prosek. La simile denominazione avrebbe potuto danneggiare la nostra produzione. L’unanimità espressa dagli eurodeputati per l’approvazione al nuovo regolamento sulle Dop e Igp ha dimostrato l’interesse generale degli Stati membri a voler difendere la qualità dei prodotti agricoli, anche del nostro Made in Italy”, ha detto il presidente della Commissione agricoltura alla Camera, Mirco Carloni.

“Dalla difesa del sistema delle indicazioni geografiche europee dipende la lotta al falso Made in Italy. OriGIn Italia ha accolto la novità ponendo l’enfasi sul rilancio della visione politica delle Indicazioni geografiche come uno dei pilastri di sviluppo agroalimentare dell’Unione europea”, il commento del presidente di Coldiretti Ettore Prandini. 

Per Federvini: “quello in Parlamento europeo è stato un passaggio cruciale per il futuro del settore vitivinicolo e, più in generale, di tutte le eccellenze agroalimentari di qualità”.

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